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Lucchi a Napolitano: "Per la Tares mi dimetto"

Lucchi a Napolitano: "Per la Tares mi dimetto"
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Ha deciso di scrivere direttamente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano definendosi sindaco sgomento e deluso e, come primo cittadino di un paese della montagna parmense, si dice pronto a riconsegnare la fascia al capo dello stato in segno di protesta. È il sindaco di Berceto Luigi Lucchi, che ha deciso di appellarsi a Napolitano contro l’introduzione della Tares.

«L'applicazione di questa nuova tassa comporterà un notevole aggravio per tutti – scrive il sindaco Lucchi – e le maggiori entrate, pur essendo una tassa tipicamente comunale, saranno sottratte ai Comuni dal Governo che ridurrà d’imperio tale importo dai già esigui trasferimenti statali ai Comuni». «Conferma, insomma, che i Sindaci sono utilizzati come gabellieri dallo Stato – conclude il primo cittadino di Berceto - e ritrovano svilito il loro ruolo di eletti dai cittadini per tutelarli, difenderli come vorrebbe, invece, la Costituzione».

LA SOLIDARIETA' DELL'ANCI. «Sono molto vicino al sindaco di Berceto, Luigi Lucchi, al quale esprimo tutta la mia solidarietà; c'è sempre qualcuno che si sacrifica per gli altri e spero che il suo esempio possa servire per far cambiare idea al prossimo governo sulla Tares ma anche su altro»: lo dice all’agenzia Ansa il presidente di Anci Lombardia e sindaco di Varese Attilio Fontana, che commenta così la protesta del sindaco del piccolo comune del Parmense che ha deciso di appellarsi a Napolitano contro l’introduzione della Tares, minacciando di riconsegnare la fascia al Capo dello Stato.
«Il governo Monti, che speriamo non torni, ha introdotto questa norma senza senso, i cui versamenti dovranno essere fatti a partire da luglio - spiega Fontana - costringendo i Comuni ad anticipare i costi per il pagamento delle aziende di raccolta dei rifiuti. Nel mio Comune non ho problemi di questo tipo, ma altri, immagino, sicuramente sì». Il sindaco lombardo punta il dito sul fatto che «i maggiori introiti che questa nuova gabella porterà verranno poi defalcati in egual misura dallo Stato centrale in sede di trasferimenti, continuando a far fare ai sindaci il ruolo di gabelliere».
Ma il problema, osserva Fontana, è ancora più grave, «perché va a sommarsi ai tagli da 2,25 miliardi di euro imposti ai Comuni con la spending review, che non consentiranno ai sindaci di presentare bilanci credibili». E ricorda: «come Anci avevamo minacciato di dimetterci ma poi questa forma di protesta era stata rinviata perchè avevamo qualche speranza che potessero venire accolte le nostre proposte nella Legge di stabilità. Ma poi così non è stato e a fronte di ciò, visto che i bilanci debbono essere presentati entro il 30 giugno, inviterei gli altri sindaci a considerare questa data come termine ultimo per decidere se attuare le dimissioni nel caso in cui il nuovo governo non dovesse prendere in esame le nostre richieste. A questo punto - conclude Fontana - non possiamo più aspettare, abbiamo bisogno di risposte».

 

 

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  • Guido

    19 Febbraio @ 00.13

    Fusse che fusse la volta bbona.

    Rispondi

  • Puzzi

    18 Febbraio @ 23.45

    Sarebbe stato un esempio di corretto federalismo fiscale che però il governo Monti ha travisato, storpiandolo ed in qualche modo ha truffato tutti gli italiani. Ricapitoliamo: il cittadino ha gli stessi servizi, ma paga una tariffa più alta al Comune. Lo Stato, nel contempo, non dà più ai Comuni trasferimenti economici di pari importo. Quindi il cerchio doveva chiudersi con lo Stato che diminuiva il prelievo fiscale ai cittadini, per un pari importo. Alla fine del giro, il cittadino pagava la stessa cifra. Supponiamo che fosse 100, prima pagava 60 allo Stato e 40 al Comune, dopo avrebbe dovuto pagare 40 allo Stato e 60 al Comune, totale sempre 100. Per il Comune non sarebbe dovuto cambiare nulla perché quel che lo Stato non gli dava più, glie lo davano i cittadini. Il vantaggio consisteva che certi Comuni del centro / sud Italia (ma non solo), stracolmi di evasori fiscali, avrebbero finalmente fatto pagare le tasse ai loro compaesani, altrimenti niente più servizi (perché lo Stato non glie li pagava più, e quindi se li dovevano pagare da soli). Però Monti si è dimenticato il pezzo dove doveva calare le tasse!!!!!! Concludendo: è una truffa!!!!! Ed è la seconda volta, poiché anche l\'aumento dell\'IVA doveva coincidere con la diminuzione dell\'IRPEF, così si contrastava l\'evasione fiscale e non si contraevano i consumi. Come ha applicato la cosa il Governo Monti? Aumento dell\'IVA si, diminuzione dell\'IRPEF no. Allora c\'è la recidiva!!!!! Ancora una volta Lucchi coglie nel segno. Sono quasi sempre d\'accordo con lui, a parte la famosa faccenda delle unioni dei Comuni ;-)

    Rispondi

  • max

    18 Febbraio @ 16.42

    Bravo sindaco ormai siamo alla frutta, lo stato ha solo pretese nei confronti di tutti (enti pubblici, privati o liberi cittadini). Pacifica ribellione.

    Rispondi

  • CLAUDIO

    18 Febbraio @ 12.38

    Mi fa piacere vedere un sindaco che scende in campo con decisione\r\n\r\nE una cosa che fa piacere, almeno ripaga la fiducia avuta dai suoi elettori\r\n\r\nPenso che la sua una decisione giusta e spero che altri sindaci seguano l\'esempio\r\n\r\nLIBERO OPINIONISTA OPINABILE\r\n\r\n

    Rispondi

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