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Nelle terre alte, dove l'orgoglio vince sui disagi

Nelle terre alte, dove l'orgoglio vince sui disagi
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COZZANO

Giulia Coruzzi
Cozzano dopo la nevicata dei giorni scorsi assomiglia a tanti altri posti di montagna. La vallata del torrente Parma, vista dall’alto, sembra quasi uno scorcio canadese. 
Lungo il percorso, curve, pinete, case sparse, cumuli di neve soffice e profonda conducono lentamente verso l’alto a scoprire cosa c'è dietro l’ultimo tornante. E cosa c'è? Poco. O, in verità, tutto quello che serve. Dipende dai punti di vista.
Il primo a fare gli onori di casa è il bar Perla, che è un po' lo specchio di questa piccola realtà, sentita da tanti come «lontana» o quanto meno adatta da vivere soltanto in estate. 
Dentro al locale cinque ragazzi: uno dietro il bancone e gli altri intenti a studiare, chiacchierare, giocare a carte ai tavolini. 
Parlare con loro aiuta a comprendere il significato di questo luogo. Si scopre che  ci sono poche opportunità, non ci sono luoghi di aggregazione, non ci sono negozi;  da qualche mese, nemmeno più la Posta. Eppure questo non crea troppo sconcerto. 
«Diciamo che ci manca un po' la squadra di calcio del Cozzano, ma l’importante per noi è stare insieme e qui al bar di Luca possiamo farlo – spiegano i giovani, alcuni dei quali arrivano addirittura da Langhirano, ogni pomeriggio per far compagnia a chi vive qui -. Mancano i negozi, ma il bar offre servizio “pane, latte e giornali” e questo permette agli anziani del paese di poter resistere alcuni giorni senza dover scendere a Langhirano o al Giarreto».
La situazione è naturalmente più complessa per la terza età: «Diciamo che sono i “nonni” a sentire qualche disagio – spiega un ragazzo -. Per esempio manca la guardia medica e almeno nel periodo estivo, quando la popolazione raddoppia, sarebbe importante un punto di riferimento di pronto intervento. Noi giovani, con i più grandi, stiamo cercando di dar vita a una Pro Loco, per organizzare in maniera più strutturata le iniziative da maggio a settembre».
 Le strade sembrano in buono stato, nonostante la neve copiosa: «Per le strade non ci lamentiamo, effettivamente – spiegano Luca e Alessio, classe '91 e '90 -. Sono pulite e in ordine. L’illuminazione è invece ancora un po' carente. Il Comune di Langhirano dovrebbe però riflettere su una questione in particolare: come è possibile che un bar di montagna abbia le stesse spese di quelli del capoluogo? Non è giusto. A noi piace vivere qui. Non ce ne vogliamo andare. Qualche nostro amico lavora a Langhirano o a Felino, ma tutti sono contenti di poter tornare “su” la sera». 
«Cerchiamo, nel nostro piccolo di organizzare iniziative – spiega Alessio, i cui genitori gestiscono il bed and breakfast “La corte dei golosi” -. La crisi si sente. Si lavora solo in certi periodi dell’anno. Però non ce ne andremo da qui. Cozzano significa per noi un grande senso di appartenenza».
Chi ha troppi anni per spostarsi in auto deve affidarsi ai più giovani e questo crea un piccolo tessuto sociale di solidarietà, semplice, quotidiana e importantissima, che è poi la forza di questa dimensione. 
Scollinando e raggiungendo Pastorello la situazione è simile. Certo, qui ci sono la farmacia, le Poste, persino una parrucchiera. Entrare al bar di via Monchio significa incontrare non più ragazzi, ma un gruppo di signori in pensione: «Cosa dire? La corriera arriva, la pensione anche... i problemi che viviamo sono quelli dell’Italia – spiegano -. Vivere a Pastorello non è poi così differente. Sentiamo la crisi, la pressione fiscale; le cose sono cambiate, qui come dappertutto».
Periodo difficile soprattutto per il ristorante pizzeria Il Cartoccio, dall’altro lato della strada: «Gestisco questo locale da 30 anni – spiega Dante -. E’ dura. Oggi come oggi si fa tanta fatica. Ma stringiamo i denti e continuiamo a credere nel nostro lavoro e lo facciamo bene per chi ha voglia di percorrere qualche chilometro in più per venirci a trovare». 
Forse per rilanciare la montagna dovremmo ricominciare proprio da qui: affrontare lo sforzo di una piccola distanza per rimettere in moto una piccola economia. 

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