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Borgotaro - Omicidio Berni, interrogatori per la "mantide" e la figlia

Borgotaro - Omicidio Berni, interrogatori per la "mantide" e la figlia
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Saranno interrogate probabilmente già nelle prossime ore Giuseppina Lugari (la "mantide") e la figlia Sonia Barbieri, finite in manette per la vicenda della morte di Giuseppe Berni, il pensionato 72enne di Monticelli di Borgotaro trovato senza vita l'11 gennaio scorso. La Lugari - che con lui aveva avviato una relazione sessuale coinvolgendo anche la figlia - gli avrebbe somministrato una dose massiccia di ansiolitico per stordirlo e rapinarlo. Una dose rivelatasi fatale.

LA VICENDA

Chiara Cacciani

Una dose massiccia di ansiolitico diluito nel vino. Ma quel giorno – l'8 gennaio scorso – quella che era ormai la prassi (unita alle prestazioni sessuali) per rubargli i contanti custoditi in casa si è trasformata nella pozione letale per Giuseppe Berni. Il pensionato 72enne di Monticelli di Borgotaro si è sentito male, è crollato a terra e caduto in stato di incoscienza e di depressione respiratoria che hanno poi portato alla morte per freddo. Una morte definibile "naturale", dietro cui c'è però una mano.

Una mano di donna: quella di Giuseppina Lugari, 62enne originaria di Ramiseto e residente a Anzola di Bedonia, finita dietro le sbarre di via Burla per omicidio preterintenzionale, furto e rapina. Le manette si sono strette anche ai polsi della figlia, Sonia Barbieri, 44 anni, residente a Sala Baganza, dove lavora (con contratti precari) al Cup. Pur essendo a conoscenza delle mosse della madre, quel maledetto 8 gennaio la donna non si trovava nella casa di Monticelli e per lei l'accusa è limitata a furto e rapina. E' alle loro figure che si ispira il nome dato all'operazione: "A-Mantide".

La morte di Giuseppe Berni – scoperta dal nipote tre giorni dopo, l'11 gennaio - era sembrata inizialmente un "giallo" destinato a sbiadire velocemente: il corpo dell’uomo non presentava segni di ferite apparenti, solo qualche piccola escoriazione alle gambe, nessuna patologia presente, come avevano confermato i primi esiti dell'autopsia. Ma i carabinieri avevano appuntato alcune anomalie: la casa a soqquadro, l'uomo vestito solo di slip e maglietta di fronte al freddo dell'inverno e- preziosissimo – un flacone di ansiolitico trovato vuoto nel prato di fronte a casa, sotto la neve. Un farmaco che Berni non aveva mai preso e che ha fatto diventare gli esami tossicologici una chiave indispensabile per dare un senso alla vicenda. Nel frattempo i carabinieri di Borgotaro hanno cercato di ricostruire le ultime ore di vita del pensionato, e grazie a testimonianze e tabulati telefonici sono arrivati a Giuseppina Lugari.

Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari dell'Arma, coordinati dal pm Giuseppe Amara, la donna sarebbe entrata in contatto con il pensionato – che viveva solo – nel 2009: "Alla constante ricerca di soldi, la donna gli ha offerto prestazioni sessuali in cambio di soldi", hanno raccontato durante la conferenza stampa di questa mattina in via delle Fonderie. E' così che la oggi 62enne avrebbe iniziato a frequentare la casa di Monticelli e intuito velocemente che il pensionato teneva sempre con sè alcune migliaia di euro in contanti. Capendo di avere a che fare con un facile "bancomat", avrebbe coinvolto anche la figlia Sonia con la solita modalità: sesso in cambio di soldi. Ma con l'aggiunta del diabolico piano di approfittare di quei momenti di intimità a pagamento per stordire l'uomo con ansiolitici e mettere in atto vere e proprie rapine. Lexotan, Rivotril, ma anche Tavor, duiluiti nelle bevande. Un piano efficace – sono spariti in totale circa 10mila euro – ma pericoloso: già nell'agosto 2011 gli effetti di quei farmaci avevano fatto finire il 72enne all'ospedale. A salvarlo erano stati i vicini di casa, che l'avevano trovato svenuto nella sua abitazione e avevano dato l'allarme. In quell'occasione Giuseppe Berni, ritrovando lucidità, si era evidentemente spaventato e aveva deciso di cambiare la serratura di casa, per evitare che la Lugari potesse entrare indisturbata. Ma dopo alcuni mesi di assenza quell'8 gennaio la donna si era rifatta viva con la scusa di restituirgli del denaro sottratto, e in qualche modo il pensionato si era lasciato di nuovo circuire. Fino alla morte, stavolta.
 

Oltre che dal flacone di ansiolitico ritrovato sotto la neve, le due donne sono state tradite dalle intercettazioni ambientali e telefoniche disposte dalla Procura. All'indomani della scoperta del corpo senza vita dell'uomo madre e figlia, al telefono, facevano ipotesi e davano particolari che non erano mai emersi negli articoli di stampa o nei dettagli forniti dai carabinieri. E dopo due mesi esatti si è arrivati all'arresto. Ma gli accertamenti continuano. Sembra che ci sia anche un altro anziano a Borgotaro finito nel mirino della Lugari: sempre partendo da prestazioni sessuali a pagamento, ne avrebbe approfittato per entrare nella sua abitazione e rubargli soldi. E poi c'è il filone dei farmaci, e in particolare della facilità con cui le due donne se li procuravano. Una delle ipotesi è che il lavoro al Cup di Sala Baganza mettesse Sonia Barbieri nella condizione di poter trovare un canale di approvvigionamento. 

Un'indagine difficile, quella che ha portato ai due arresti, e per cui i militari dell'Arma e il pm Giuseppe Amara hano ricevuto pubblicamente i complimenti del procuratore capo Gerardo Laguardia durante la conferenza stampa nel comando di via delle Fonderie. Al loro  fianco il comandante provinciale Carlo Cerrino, il colonnello Giorgio Sulpizi, il comandante della Compagnia di Borgotaro Giuseppe Marletta e i carabinieri del Ris, che ancora una volta hanno dato un apporto prezioso per la svolta. E' stato il comandante Cerrino a lanciare un allarme in tema di raggiri e rapine agli anziani: "Purtroppo arrivano diverse segnalazioni. La somministrazione di farmaci che stordiscono è una modalità pericolosa. E il rischio che gli anziani possano essere vittime di queste cose è reale. Per questo non devono essere sottovaluti vuoti di memoria e svenimenti quando entrano in casa altre persone. Non si deve dare la colpa semplicemente all'età ma interrogarsi su cosa può essere successo".

 

La cronaca di gazzettadiparma.it (11 gennaio 2013)  -  Il corpo senza vita di un pensionato di 72 anni è stato ritrovato questo pomeriggio dai carabinieri nell’abitazione dell’uomo a Monticelli di Borgo Val di Taro. L'uomo, Giuseppe Berni, è stato trovato riverso a terra, senza vestiti, con ancora il suo cane a fargli da guardia. Si trovava nel soggiorno della sua casa nella frazione di Monticelli, una ex scuola elementare che l’anziano aveva ristrutturato. Il corpo dell’uomo non presenta segni di ferite apparenti, solo qualche piccola escoriazione alle gambe, ma l'abitazione è stata trovata completamente devastata

A far scattare l’allarme è stato il nipote, residente a Medesano (Parma) che da qualche giorno non riusciva a mettersi in contatto con il parente. Sono intervenuti, oltre ai medici del 118 che hanno accertato la morte dell’uomo, i carabinieri assieme al magistrato ed al medico legale. Dalle prime informazioni sembra che la morte di Berni risalga ad almeno quattro giorni..

 

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  • MARCO

    11 Marzo @ 12.32

    Ogni scusa è buona per dare la colpa ai moldavi... ma qui non c'entrano nulla.... le donne erano italianissime.

    Rispondi

  • Massimo

    10 Marzo @ 21.42

    @aun20: le persone che conosco che hanno avuto badanti moldave alla fine le hanno dovute licenziare perché rubavano. Quindi la Sua che osservazione è???

    Rispondi

  • Marco

    10 Marzo @ 17.05

    Gli interventi di Pericle ci sono solo quando un parmigiano o italiano commettono un reato per dire che i cattivi non sono solo stranieri. Penoso...... Per quanto riguarda invece queste due donne, un conoscente dice che la figlia era una persona disagiata...per me lei e la madre sono solo delle volgari ladre e assassine!

    Rispondi

  • wolf

    10 Marzo @ 08.22

    Per quale motivo “Pericle” non dovrebbe dare il suo contributo verbale di ricorrente DIFENSORE degli STRANIERI ?.....parli pure !.....il fatto ECLATANTE è che NON ha ancora CAPITO è che i DELINQUENTI NON hanno NESSUNA differenza fra di loro e di provenienza e colore della pelle !.....Questo esimio DIFENSORE dei poveri DERELITTI sociali, attraverso il proprio DEMOCRATICO BLATERARE, NON ha altresì ancora CAPITO che il vero RAZZISTA è proprio LUI, al contrario però !!!......Per tali due donne, si dovrebbe applicare la legge della FRUSTA nella pubblica piazza, a monito di coloro i quali nutrono in grembo azioni CRIMINALI !!.......altro che BALLE !.......

    Rispondi

  • giovanni

    10 Marzo @ 08.01

    certo pericle i delinquenti nostrani sono sopportati non beneaccetti, ma visto che in Italia ci sono delinquenti mi spieghi per quale motivo ci dobbiamo beccare anche i delinquenti di altri Paesi?

    Rispondi

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