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Frane, continua l'emergenza in Appennino

Frane, continua l'emergenza in Appennino
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La pioggia non darà tregua al Parmense ancora per diversi giorni. Il maltempo incide anche sul problema delle frane in Appennino. Situazione critica in Valmozzola. A Signatico si è rimessa in moto, dopo anni, la frana che minaccia la strada provinciale. Apprensione anche a Casaselvatica di Berceto. Allagamenti si sono registrati in diverse località del Parmense. 
Dalla Gazzetta di Parma di oggi:
Valentino Straser
La breve tregua concessa ieri dal maltempo ha «rallentato» i dissesti che, alla conta, coinvolgono strade comunali e provinciali e anche un ponte sul torrente Mozzola. 
L’intero territorio di Valmozzola sembra sgretolarsi in più zone, nei versanti ormai saturi d’acqua che non riescono più a trattenere i detriti. Sul versante della Val Taro, rimane interrotto al traffico il tratto stradale che unisce Branzone a località Tasto. La riattivazione di un dissesto gravitativo ha provocato un dislivello sull’asfalto di circa due metri. Numerosi i disagi segnalati dai viaggiatori in entrambe le direzioni che per by-passare l’ostacolo sono costretti a seguire una viabilità alternativa che allunga la percorrenza di una quindicina di chilometri. Più a valle, nei pressi di Rovina, nel ponte sul torrente Mozzola, che permette i collegamenti con le frazioni di Bondi, Dongola, Oppiedolo e Murolo, sono state rilevate delle fessurazioni in una arcata, aggravate a causa delle piene ripetute del corso d’acqua in queste ultime settimane. ...L'articolo completo è sulla Gazzetta di Parma in edicola, dove trovi due pagine sull'emergenza frane

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  • Dany Ghiro

    06 Aprile @ 18.17

    @sabcarrera:chiedo cortesemente di rileggere quanto ho scritto in mex precedente:"Ed ha senso che non si possano togliere tutti gli alberi che si trovano abbattuti lungo i fiumi e torrenti, che poi, con le piene, diventano una diga appena incontrano un ponte???" Il problema che provocano gli alberi nei fiumi non c'entra con la larghezza degli alvei dei medesimi, ma nasce quando gli alberi, portati verso valle da una piena, si incastrano contro i piloni dei vari ponti, creando, assieme a tutti gli altri detriti, delle "dighe" che bloccano il transito dell'acqua sotto i ponti, aumentando cosi' la pressione della stessa contro i piloni, finche' non intervengono i VV.FF e Protezione Civile, liberando , a loro rischio personale e dopo molte ore, lo scorrere delle acque!!!

    Rispondi

  • sabcarrera

    02 Aprile @ 19.20

    Quando mai gli alberi bloccano un fiume largo come il Taro? Semmai il problema è che continuiamo a costruire strade e ponti nuovi senza aver cura alla manutenzione dell'esistente, invece, in questa maniera aumentano i punti critici

    Rispondi

  • Dany Ghiro

    02 Aprile @ 19.03

    Il problema non e' "soldi spesi male per la fondovalle Taro"(il signore non sa che i TIR non riuscivano a fare le curve della vecchia strada Ghiare-Ostia P., tra l'altro anch'essa piena di frane, ed ancora interrotta tra Roccamurata ed Ostia?), ma la mancanza assoluta di manutenzione preventiva delle strade stesse e della ripulitura di tutti i canaletti, ruscelletti, torrentelli nonche' del Taro e del Ceno e del Baganza e della Parma ecc ecc!(magari d'Estate, quando i fiumi e torrenti sono in secca, non proprio quando iniziano le prime abbondanti piogge, come e' successo diverse volte presso la "Diga di Borgotaro" ! Se lorsignori si degnassero di seguire la strada che costeggia il Taro, vedrebbero quanti punti critici ci sono, in cui il fiume e' prossimo alla strada senza argini robusti di protezione...qui i soliti pseudo-ambientalisti( da non confondere con quelli seri ;-) vogliono farci credere che basterebbe lasciare fare alla "Natura": ma ha senso che non si possano togliere la ghiaia ed i massi che fanno alzare il livello del fiume piu' che la strada che lo costeggia?(vedere, per esempo, il tratto tra il ponte sul Taro vicino all'ex discoteca Babilonia e quello a Bertorella: appena vengono 4 gocce d'acqua, il Taro invade i prati e si avvicina alla strada!!!)Ed ha senso che non si possano togliere tutti gli alberi che si trovano abbattuti lungo i fiumi e torrenti, che poi, con le piene, diventano una diga appena incontrano un ponte??? Qui ci vorrebbe un Gestore delle Acque serio, e con poteri che non si scontrino con leggi regionali fatte da gente di citta', che se va bene si e no conoscono la "Parma voladora"...

    Rispondi

  • Maria Elena

    02 Aprile @ 19.00

    Facile ora criticare le scelte politiche di malagestione del nostro territorio: ma quando le cose andavano bene (cioè quando i soldi cadevano dal cielo) dov'era la gente che oggi facilmente critica tanto. Abbiamo fatto nel passato cattedrali nel deserto che non serviranno a nulla: - la cispadana tra sorbolo e mezzani - la tangenziale di pilastro - la tangenziale a ranzano - la tangenziale di felino (ferma in attesa di chissà che cosa) ecc. ecc. l'elenco sarebbe lungo e mi fermo qui per non tediare i lettori. Solo con queste 4 opere ci sarebbero poco poco 40 milioni di euro a disposizione ma forse queste 4 opere (citate a memoria mia) hanno fatto prendere 100 voti in più a quel certo partito !!!!! per cui era giusto farle

    Rispondi

  • fabrizio

    02 Aprile @ 16.33

    La colpa come sempre è di Pizzarotti e la sua giunta....................

    Rispondi

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