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Tizzano-Schia: ecco la strada che non c'è più Acquedotto "strappato". Almeno 80 milioni di danni in Appennino

Tizzano-Schia: ecco la strada che non c'è più Acquedotto "strappato". Almeno 80 milioni di danni in Appennino
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(c.c.) Chi l'ha vista giura che è impressionante come quella di Boschetto. E' la frana che si è messa in  moto definitivamente stanotte nel Tizzanese e in poche ore si è portata via un pezzo di provinciale. Questa volta la provinciale è quella di Schia: da Tizzano sale fino a Groppizioso e poi raggiunge la località sciistica.

E nel pomeriggio, come si vede dalla doppia foto, la strada è ulteriormente sprofondata, inghiottita verso il basso e verso il torrente Parmossa, in un inferno che sta snaturando un intero territorio.

La frana ha anche letteralmente strappato i tubi dell'acquedotto. E così Tizzano capoluogo rischia di rimanere a secco. "Situazione difficilissima", conferma il sindaco Amilcare Bodria,

C'era anche lui questa mattina in Provincia all'incontro organizzato per fare il punto della situazione insieme agli altri sindaci di montagna e pedemontana, al presidente Vincenzo Bernazzoli, al prefetto Luigi Viana e ai rappresentanti del Consorzio di Bonifica e del Servizio di Bacino. Asfalto inghiottito dalla terra, case isolate e altre a rischio evacuazione, strade chiuse, erosioni, e proccupazione, tantissima: sarà un lunghissimo bollettino di guerra quello che arriverà dal territorio, in una via crucis che tappa dopo tappa va da Tizzano a Felino, da Traversetolo a Compiano.

BERNAZZOLI: "NON SONO MIA ARRIVATI I FONDI PER LA PREVENZIONE"

E' però Bernazzoli a dare avvio all'incontro, con un messaggio chiaro e amaro: «Conosciamo bene il territorio e tutte le sue criticità: purtroppo questa situazione non è una sorpresa. Già dal 2000 avevamo chiesto più volte fondi al Governo e alla Regione per un piano di prevenzione. Non sono arrivati. Non è un Paese serio quello che agisce in questo modo».  «Il livello centrale non può tirarsi fuori di fronte a queste emergenze - ha detto Il prefetto Luigi Viana-. Da parte mia sono a disposizione». Co sì come mette a disposizione le forze dell'ordine: perchè uno dei problemi correlati alle frane è lo stuolo di curiosi in pellegrinaggio. Non solo può essere  pericoloso per chi va su un fronte di frana e percorre strade dissestate, ma intralcia anche gli interventi. L'ampiezza del problema, presente e futuro, lo dà il responsabile del Servizio Tecnico di Bacino Gianfranco Larini: «E' stato chiesto lo stato di emergenza. Fino a ieri l'ammontare dei danni era di circa 80 milioni ma alla luce degli ultimi avvenimenti (vedi la frana sulla provinciale di Schia, ndr.) questa cifra dovrà essere aggiornata. E la Regione al momento ha disponibilità di 5 milioni  da dividere per quattro province». 

"Il servizio viabilità della Provincia è attivo su sette strade con interventi idi somma urgenza per una somma di circa 250 mila euro e ne abbiamo disposti altri per circa 900 mila euro - ha spiegato l'asssessore Fellini -. Ci sono danni alla viabilità' provinciale per 10 milioni"
"La Regione ha assicurato 150 mila euro per gli interventi di somma urgenza che si aggiungono ad una nostra variazione di bilancio di 200 mila euro - ha assicurato Meuccio Berselli, presidente del Consorzio di Bonifica-. Dovremo gestire le priorità, capire da dove partire, ma a breve potremo intervenire perche' le risorse ci sono. Certo, serve tempo per capire davvero che lavori servano. Siamo vicini ai Comuni e cerchiamo di risolvere I problemi"


LA SITUAZIONE, COMUNE PER COMUNE

 Ecco le principali criticità segnalate dai territori.

 Il primo cittadino di Corniglio Massimo De Matteis: «La frana a Staiola rende non percorribile la strada, i problemi sono grossi. A Centrale di Marra abbiamo altre difficoltà, con due frazioni isolate. La frana storica di Signatico fa paura e il rischio è di coinvolgere la strada provinciale. In parallelo si è mossa anche la frana di Curatico e la frazione in mezzo - Costa Venturina - è a rischio isolamento». 

Il sindaco di Tizzano Amilcare Bodria: «In due giorni c'è stata un'evoluzione rapidissima di fenomeni che avevamo visto partire a Pasqua. E la situazione è drammatica. E' di stanotte l'ultima emergenza: la provinciale di Schia è stata chiusa e l'alimentazione dell'acquedotto è bloccata. Resta isolata Lasagnana con le sue quattro famiglie e a Boschetto la strada è stata ingoiata dalla frana. La situazione per il trasporto pubblico è grave: è difficile gestire il trasporto degli studenti. Fortunatamente la Provincia è stata solerte a intervenire su altre strade a rischio, così almeno riusciamo a garantire l'accesso a Lagrimone e alle sue attività produttive. Tre case sono state evacuate. Io chiedo calorosamente la presenza delle istituzioni sul posto: abbiamo necessità di personale, sia per lavori, sia per curiosi, sia perché la nostra gente è pesantemente colpita. A Capriglio la frana si è allargata in un giorno di un chilometro e sta progredendo minacciando case e aziende».
Bodria chiede che si lavori subito per riaprire la strada di Schia, «se no Schia è collegata solo da Lagrimone». In diretta è stato comunicato che l'intervento è stato classificato di somma urgenza. Il sindaco segnala anche la situazione a Fontanafredda, «con due frane recenti che rischiano di isolare la frazione». Bodria chiede un tavolo per gestire i servizi che garantiscono la vivibilità sul territorio.

Il sindaco di Lesignano Cavatorta: «Stiamo vivendo un momento devastante. Le provinciali sono salve ma abbiamo sei comunali chiuse che mettono in difficoltà soprattutto le frazioni di Bersatico e Carpaneto, che sono abitate. Tante altre strade sono in sofferenza.  A Faviano superiore uno smottamento inibisce l'accesso alla frazione e siamo in grossa difficoltà per il trasporto degli alunni e per la raccolta dei rifiut. iMi aspetto che fatta la verifica dei danni si componga il tavolo per far sì che il nostro territorio continui a vivere: quelle strade devono essere riaperte. E vorrei che si attivassero azioni di prevenzione: c'è stata un'incuria generale che ha causato gran parte del dissesto attuale».

Il sindaco di Sala Baganza Cristina Merusi: «Tanti dissesti sono in corso, la terra continua a muoversi. E' isolato il territorio che va da San Vitale Baganza a Neviano Rossi, una casa è irraggiungibile e ci sono disagi per i salumifici di San Vitale che hanno le loro attività collegate con magazzini in altri luoghi. E poi c'è la situazione di una strada vicinale via Pozzo che si sta assotigliando sempre di più e rischia di isolare diverse abitazioni e una attività agricola e un b&b,. E poi c'è il rischio di evacuazione di case nella zona dei calanchi. Una delle questioni più gravi è che sabato sera abbiamo dovuto evacuare una stalla alla Fagiola e lì vicino c'è un'altra frana che si muove a afianco delle abitazioni. La situazione è in evoluzione e non in senso positivo». 

Il sindaco di Langhirano Stefano Bovis: «Si sta aggravando la situazione nel versante di Strognano e Tordenaso, con la strada compromessa in diversi punti, e rischioamo di dover interrompere la strada tra Casatico e Arola, in zona Goiano, per un grosso cedimento del terreno verso valle. Ieri sera e stanotte è partita poi l'erosione del torrente Parma: è già stato portato via un pezzo di parcheggio dal centro commerciale, sotto la Fabiola». 

Da Solignano si segnala la situazione di Bottioni, in zona Prelerna, dove ci sono tre criticità: cedimento per un chilometro di strada, dissesto e cedimento di muro di protezione. Sono a rischio alcune case e anche l'apertura della strada.  

Il vicesindaco di Neviano Giordano Bricoli: «Ci sono 54 frane sulla viabilità e una decina di strade chiuse che mettono in difficoltà. Il Comune non ha risorse per farvi fronte, quindi c'è anche un'emergenza di carattere sociale: se non arrivano fondi  non potremo ripristinare la viabilità. I danni sono in continua evoluzione. Stiamo facendo interventi di somma urgenza per tenere aperte le strade: abbiamo speso 70mila euro che in gran parte non abbiamo. Ci sono danni ad abitazioni e queste persone non vanno lasciate solo. Non va poi trascurato l'aspetto dei danni sulle coltivazioni, che comprometteranno la produzione del prossimo anno».

Il sindaco di Fornovo  Emanuela Grenti: «Abbiamo censito una quindicina di dissesti ma non si fermerà qui. Abbiamo già fatto diversi interventi di somma urgenza. Ci sono strade comunali che abbiamo dovuto chiudere, e sono a rischio strade vicinali. Una stalla rischia di rimanere isolata. Al momento servirebbero interventi per 600mila euro». 

Il sindaco di Felino Barbara Lori: "Abbiamo otto strade comunali con frane attive, di cui due chiuse e le altre a senso alternato. Per mantenere l'accessibilità di alcune vicinali  in alcuni casi abbiamo chiesto l'intervento dei privati, quando era palese l'incuria. Fortunatamente abbiamo avuto buoni riscontri. La situazione è molto precaria sui danni all'agricoltura e ci sono stati problemi di allagamenti: il più significativo a Fornello, alla captazione dell'acquedotto comunale, che ci ha creato grosse preoccupazioni. E abbiamo ovviamente difficoltà per la raccolta dei rifiuti".

Il sindaco di Calestano Maria Grazie Conciatori: "La situazione è critica. Alcuni dissesti stiamo cercando di tamponarli coi nostri mezzi. C'è già una strada chiusa, e desta grande preoccupazione la strada di Vallerano: è a rischio chiusura con l'isolamento della frazione. Proprio lì vicino, peer colpa di un'altra frana, c'è anche una stalla a rischio. In piuù il cimitero di Marzolara si sta muovendo e mostra segnali di cedimenti".

Il vicesindaco di Palanzano Pigoni: "A Isola c'è la scarpata a monte che continua a cedere: abbiamo paura che le abitazioni possano restare isolate. Le frane sono tante, anche Caneto è a rischio. A Selvanizza si segnalano diversi disagi, e a Vaestano si sta spostando il muro di cinta del cimitero. In più, la strada che collega a Ramiseto presenta una frana vicino al ponte: sarà difficile tenerla aperta. A Vairo la strada percorsa dall'acquedotto è a rischio. E a Lalatta si sta riattivando la frana nel centro abitato, con pericolo per alcune case. Anche a Ruzzano una frana minaccia le abitazioni, con possibile evacuazione".

Da Berceto: "Siamo quasi nella situazione del 2000 o forse dell' '82. Sulla statale si è riattivata la frana detta la lama del Donano: la strada è ancora aperta ma si rischia la chiusura, è veramente difficoltoso passare. A Casaselvatica c'e' l'interruzione, abbiamo forti paure per la 114 di Valbona, che collega al casello: la situazione è preoccupante. E si è riattivata la frana del Cervellino. Alcune altre strade erano state chiuse a pasqua in seguito alle nevicate. Purtroppo il timore è che scopriremo solo nei prossimi giorni la vera portata dei danni causati dalla pioggia".

Il sindaco di Varsi Ghidoni: "Dal fine settimana ci sono diversi punti sulle provinciali che stanno preoccupando. Cerchiamo insieme alla Provincia e al Consorzio di bonifica di tenerle aperte. Ci sono poi due erosioni, una sul Ceno e una nel Pessola, dove sta crollando il versante, interessando le linee elettriche. Chiediamo di continuare con l'iniziativa di prevenzione del Consorzio di bonficia sui torrenti, e visto che stiamo chiudendo I bilanci di previsione chiediamo al governo di sbloccare I fondi del patto si stabilita': cosi' siamo ingessati".

L'assessore di Traversetolo Monica: "Il borgo di Trinzola, a monte di Castione, è isolato, coi suoi dieci nuclei familiari. Abbiamo a rischio isolamento via XXIV Maggio, che parte dal paese. E tanti smottamenti sulle strade comunali. Grossi peggioramenti li abbiamo visti a Torre, in Valtermina: tutta la zona si sta muovendo. Vi prego di continuare nel coordinamento"


Il sindaco di Bardi Giuseppe Conti: "La provinciale 28 e' la nostra vita, serve un'attenzione costante. Siamo preoccupati per i tanti anziani: sabato Pianelletto era isolata, c'erano persone che non stavano bene e siamo risuciti a risolvere il problema. Ma pensiamo anche ai camion del trasporto latte: le aziende devono vivere. Temiamo che nei prossimi giorni ci siano altre citicità"


Da Compiano: "E' chiusa la strada Caboara-Rola, e tanti dissesti non segnalati e monitorati. E preoccupa la situazione delle mura del capoluogo".


Il sindaco di Valmozzola Claudio Alzapiedi:" La maggiore criticita' e' sulla strada che collega Pieve di Gusaliggio con Solignano, e se si inerrompe la strada che scede a Bottioni rimarremmo isolati. La strada è chiusa annche a Testanello. A Branzone c'e' una grossissima erosione del Taro: isola la frazione di Castoglio tirando a valle la strada, e tira giu' anche la linea di media tensione. La situazione e' delicata. Sulla provinciale 42 abbiamo contato circa 11 smottamenti: solo grazie agli interventi tempestivi della Provincia abbiamo potuto tenerla aperta".


Da Fidenza: "Sono peggiorate le frane di Tabiano superiore e Cogolonchio. Sulle frane nelle vicinali abbiamo dovuto coinvolgere I privati. Ci sono cimiteri, come a Fornio, su cui bisognera' intervenire."

Il sindaco di Pellegrino Enrico Pirroni: "La strada comunale di Suzzano-Sorrenti, che collega al piacentino, vede circa otto dissesti. Preoccupa la frana a Ceriato, a un metro da una casa: ha gia' strappato la rete fognaria e c'e' l'ultima casa isolata. L'erosione dello Stirone ha fatto partire anche un pezzo di asfalto. E' un disastro".


Il sindaco di Varano Luigi Bassi: "Il patto di stabilita'n non ci consente di intervenire tempestivamente. Noi oltre al Ceno, che e' a rischio di esondazione vicino al depuratore, abbiamo il problema degli altri corsi d'acqua. Come presidente della Comunitaà montana Ovest sottolineo che finora gli interventi di prevenzione ci hanno permesso di evitare problemi a Monte Ardone".

Il sindaco di Bore Ralli: "Da noi sono isolate due case a ca' ferri di pozzolo: siamo intervenuti con nostri mezzi per aiutare famiglie. La provinciale da Lunetto a Bore vede un grosso smottamento".

Da Bedonia le criticità: a Monteceno-Illica, dove abitazione a rischio. E anche Setterone è coinvolta in questo quaro di disagi e di dissesto. Poi da stamattina frana che preoccupa si e' riattivata".


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  • lone68pr

    10 Aprile @ 10.39

    @ Aldo: per tua informazione, queste tragiche frane sono avvenute in un momento in cui gli enduristi NON girano, vista la neve ed il fango...quindi evita di tirarli in mezzo, per favore. Se tante carraie in montagna sono ancora aperte è solo perchè ci passano loro. In ogni modo, gli enduristi hanno lo stesso diritto di girare sulle sterrate come tutti gli altri che fanno trekking, mtb, cavallo etc...o magari dici questo perchè sei di quelli (CAI) che pretendono l'esclusiva per legge (REER) sulle sterrate? In ogni modo, chiudiamola qui. Queste frane sono un'autentica tragedia per tutto il nostro amato Appennino, speriamo solo che smettadi piovere e si possa iniziare a salvare il salvabile.

    Rispondi

  • ivana

    10 Aprile @ 00.05

    io abito a carpaneto di tizzano e vi dico che è 9 anni che ho l'acqua sotto casa nel 2005 ho allertato provincia comune pompieri e cosi nel2007,nel 2008 ecc... pensate che gle ne fregato qualcosa? niente compresa la protezione civile che se presentata qua una settimana fa per svuotare una cantine con due metri d'acqua non gli frega niente neanche al sindaco a me fa ridere quando leggo che è stato tutta notte sulla frana alle 21,00 sabato sera no c'era nessuno domenica alle 11.00 il sindaco non c'era, la protezione civile?si lamenta dei visitatori che impediscono i lavori mi fate ridere domenica nessuno a fatto niente e cosi lunedi...lasciate stare a dire baginate perché qua non si parla di soldi ma di sacrifici...

    Rispondi

  • Bruno

    09 Aprile @ 23.39

    @ Aldo: sta a vedere che adesso se frana tutto l'appennino la colpa e degli enduristi!

    Rispondi

  • benito

    09 Aprile @ 22.51

    .. ragazzi qui nn ci resta che pregare e sperare che venga il sole...

    Rispondi

  • Globulex

    09 Aprile @ 21.45

    Qui abitante di Faviano.. L unica cosa esatta che ha detto il sindaco é stato lo spostamneto dei bidoni per la raccolta diffenziata.. Per ora la viabilità da / a Faviano Superiore risulta abbastanza agevole.

    Rispondi

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