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Non lasciamoli soli I vostri messaggi per la Montagna che non vuole morire

Non lasciamoli soli I vostri messaggi per la Montagna che non vuole morire
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Il sabato della speranza e dell'orgoglio, che doveva essere simboleggiato dall'apertura degli impianti di Schia, si è trasformato in un giorno drammatico, nel quale l'avanzamento rapidissimo della frana di Pianestolla svela come gli smottamenti rischino di uccidere un territorio.

Oggi le parole eloquenti dei sindaci di Tizzano e Palanzano (che temono la morte dei rispettivi territori se non si riuscirà a togliere la strozzatura della Massese interrotta). Nei giorni scorsi, a levare un grido di doore per "il mio Appennino che muore" era stato il senatore Fabio Fabbri , che è di Tizzano.

Allo stesso modo, giovedì a Tv Parma sono arrivati tanti sms alla trasmissione Agorà, da parte di lettori che chiedevano "Non lasciateci soli". Un pensiero che anche gazzettadiparma.it ha provato ad interpretare, raccontando della "Strada del Mulino" e del legame profondo che lega tanti parmigiani di città ad una Montagna e ad una popolazione ricca di doti umane e di grande orgoglio e dignità, come si sta confermando anche in queste ore.

Certo, l'importante ora è reperire le risorse e individuare gli interventi concreti. Le parole contano molto meno: ma forse possono aiutare anche queste, per chi ha dovuto abbandonare la casa in cui ha vissuto per decenni, o per chi vede in pericolo la propria abitazione, la terra, l'azienda....tradito proprio da quella montagna che è sempre stata la sua vita.

Ecco perchè qui sotto lasciamo aperto uno spazio commenti tutto per i lettori. Una sorta di lavagna bianca da riempire con messaggi di solidarietà: da parte dei tanti villeggianti parmigiani che dalla montagna hanno avuto tanto, e che ora possono offrire almeno un conforto morale a chi in quella montagna vive oggi una difficile battaglia in prima linea. Siamo certi che i nostri lettori non si tireranno indietro, perchè questo dramma è davvero di tutti.

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  • mariagrazia

    16 Aprile @ 11.10

    queste sono montagne ricche d'acqua, bisogna preservare i loro corsi , come facevano i nostri vecchi veri contadini, con la terza elementare come studio ma tanta sapienza. Ora si chiede troppo alla montagna senza dare nulla, è una ribellione della natura. Le comunita' montane invece che prendere i contributi e usarli solo per riparare ai disastri con opere faraoniche e molto redditizie per alcuni perchè non li usano anche per la prevenzione come appunto per mantenere questi solchi di deflusso. Sono solidale con questi comuni e soprattutto con le famiglie che vi abitano, e fra non molto la stessa sorte toccherà anche ai paesini di Cornolo e Frassineto nei comuni di Bedonia e Bardi se nonsi interverrà.

    Rispondi

  • Ilaria

    16 Aprile @ 10.14

    Il non corretto deflusso delle acque e il non corretto flusso del denaro pubblico hanno provocato questi disastri, non abbiamo detto nulla prima, facciamolo almeno ora.

    Rispondi

  • Matteo

    15 Aprile @ 16.54

    #rialzatiAppennino2013 . un concreto aiuto è tornare a trovarci!

    Rispondi

  • lone68pr

    15 Aprile @ 12.21

    @ Massimo Pinardi: come ho già scritto ad un grillino in un commento ad un altro articolo, QUESTO NON E' IL POSTO PER COMIZI POLITICI! SOLIDARIETA', NON SCIACALLAGGIO. E RISPETTO PER I MONTANARI. Grazie.

    Rispondi

  • Samantha

    15 Aprile @ 09.44

    Anche se sono di Corniglio e non di Tizzano e anche se a Corniglio i danni non sono così gravi, riesco a capire i Tizzanesi. Capisco cosa provano nel vedere la loro e la nostra montagna crollare e non poter far niente. Al sentimento d'impotenza per non riuscire a salvare "la mia casa" si aggiunge il sentimento d'abbandono da parte delle autorità e dei TG nazionali. per avere la loro attenzione cosa deve accadere? Non basta un intero appennino in ginocchio? Anche verso Berceto, Cassio, Calestano e Valmozzola ci sono problemi, quindi è un'intero territorio in ginocchio, eppure solo i tg locali ne parlano, e i tg nazionali lo accennano e basta e parlano solamente di Tizzano (che posso capire che sia il paese più colpito, ma ci siamo anche noi e anche il territorio della Valtaro). Abbiamo tutti bisogno di aiuto, chi più chi meno. ESISTIAMO ANCHE NOI MONTANARI. E vorrei ricordare allo Stato che anche noi facciamo parte di questo paese, non solo gli immigrati e i politici. Un abbraccio a tutti coloro che si trovano in questa situazione e in difficoltà (più, meno o come noi).

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