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Ozzano Taro, al museo Guatelli rivivono le sere d'estate di un tempo

Ozzano Taro, al museo Guatelli rivivono le sere d'estate di un tempo
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Gian Carlo Zanacca

COLLECCHIO - Riapre al pubblico, domenica alle 15.30, la stanza della musica del museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro. La musica e la civiltà contadina hanno condiviso un percorso particolare legato all’utilizzo di strumenti come la ghironda, i flauti, le pive, i piatti, le castegnette e i mandolini che venivano spesso usati per allietare, nelle serate estive, la vita dei contadini stessi.
Un filone, quindi, molto originale che la Fondazione museo Ettore Guatelli intende valorizzare in corrispondenza dell’anno dedicato alle celebrazioni del Bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. La stanza della musica è l’unica della raccolta di Ettore Guatelli a non essere stata allestita direttamente da lui, ma solo pensata e abbozzata.
Grazie alla determinazione della Fondazione i 400 pezzi che compongono la raccolta legata agli strumenti musicali sono stati tutti catalogati e inventariati e dopo alcuni anni di chiusura al pubblico la stanza riapre rinnovata. Si tratta del raggiungimento di un obiettivo ambizioso che rappresenta un altro tassello importante per comprendere appieno la civiltà contadina. Fra gli strumenti, se così si possono chiamare, anche antiche conchiglie che venivano «suonate» nell’Appennino per dare alcuni segnali: chiamare un medico quando c’era bisogno, oppure per segnalare pericoli.
La musica popolare ha una storia ricca e variegata che può, quindi, essere oggi ripercorsa anche al museo Guatelli con riferimenti fotografici anche a musicisti di strada in gruppo o soli che si avvalevano spesso di scimmie ammaestrate per suonare piccoli strumenti in miniatura. Le pive, antiche cornamuse, sono fra i pezzi più rari e preziosi oggi esistenti, la testimonianza di quel mondo che fu e che grazie al maestro di Ozzano è possibili oggi rivedere. Domenica sarà l’occasione per riappropriarsi di uno spazio, la stanza della musica appunto, grazie ad un evento speciale che fa riferimento anche all’inventore del «bosco delle cose», Ettore Guatelli, il 18 aprile si commemora la nascita del maestro di Ozzano, avvenuta nel 1921, e domenica sarà l’occasione per ricordarlo.
La riapertura della stanza della musica costituisce, quindi, un doppio appuntamento per riflettere sul ruolo delle strumenti musicali legati alla tradizione ed alla civiltà contadina e per ricordare Ettore.

Giuseppe Romanini
«La Stanza della Musica – spiega il presidente della Fondazione museo Ettore Guatelli, Giuseppe Romanini - rappresenta uno dei gioielli nascosti della raccolta. Chiusa al pubblico ormai dal 2006, la sua apertura vuole essere una sfida nonostante il difficile momento che la cultura italiana sta attraversando. La Fondazione intende lanciare un segnale forte alle istituzioni territoriali e alla cittadinanza, attraverso un impegno costante, seppur con scarse risorse, rivolto alla conservazione del patrimonio culturale e alla sua valorizzazione, per una concreta restituzione del patrimonio alla collettività». 
 

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