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Spezia: "Il mio impegno per la comunità salsese"

Spezia: "Il mio impegno per la comunità salsese"
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COMUNICATO

 Quando qualche settimana fa alcuni amici salsesi hanno iniziato a chiedermi la disponibilità ad un impegno diretto nella vita politico-amministrativa della comunità salsese, avevo ben chiare le difficoltà in cui il Comune era venuto a trovarsi. Prima di dare una risposta ho voluto capire quali potessero essere le ragioni di un mio impegno diretto. Quelle che seguono sono le considerazioni che mi hanno portato ad accettare.

Perché mi impegno 
Sono nato a Salsomaggiore e ho sempre passato le mie estati nel podere di famiglia di Casa Festari di San Vittore, ai piedi della Madonna del Monte. Qui ho amici e parenti ma soprattutto ho imparato ad amare la terra e la comunità locale, a cui ho dato con gioia il mio impegno nell’organizzare i bei momenti della festa estiva, e da cui ho tanto avuto come senso di appartenenza e comunità.
In questi anni, durante l’inverno in pianura ho sempre aspettato con entusiasmo l’estate salsese; ho sempre gustato profondamente ogni giorno passato in questi luoghi per la piacevolezza dell’insieme, per la bellezza del luogo, la pulizia, la serenità,i negozi, i locali, l’atmosfera che vi si respirava; ho sempre apprezzato la bonarietà e concretezza della gente a partire dalla parentela di mia madre.
Qui sento le mie radici, ed è quindi con grande amarezza che ho vissuto la situazione di Salsomaggiore negli ultimi anni, la percezione di rassegnazione al declino, la sensazione di lontananza della pubblica
amministrazione, la diffusa sfiducia.
Di fronte a questa situazione, per carattere, per idee e per esperienza ritengo che non vi sia altra soluzione che impegnarsi ed essere protagonisti del proprio destino.
E’ questo il mio modo di vivere: aver coscienza dei problemi, anticiparne lo sviluppo e cercare di risolverli attraverso l’assunzione di responsabilità personale. Ribadisco: condizione necessaria a risolvere i problemi è l’assunzione di responsabilità in prima persona, secondo l’insegnamento dei nostri padri: “nessuno può fare quello che devi fare tu”.
Anche per questo da qualche anno ho rimesso in moto l’azienda agricola di famiglia, a San Vittore, con la produzione di patate biologiche; per questo per 29 anni ho attivamente partecipato all’organizzazione della festa parrocchiale di San Vittore (che da frazione ai margini è ora centro di attività e di iniziative); per questo nella mia attività ho costituito imprese cooperative, ho partecipato alla vita sociale e politica, ho cercato e cerco di battermi tutti i giorni per dare il mio contributo a costruire un futuro migliore per me, per la mia famiglia, per la comunità nella quale vivo.
Cosa fare, insieme, per far crescere Salsomaggiore
La Salsomaggiore, che vedo realizzarsi durante la mia esperienza amministrativa, è una città profondamente legata al territorio e all’ambiente di cui è parte; è una città bella, piacente, capace di affascinare gli ospiti con la magia delle proprie acque termali, e la professionalità seria e cordiale di tanti operatori del turismo e del commercio.
La Salsomaggiore che dobbiamo far crescere, insieme, ciascuno con le proprie capacità e le proprie responsabilità, è una città capace di proteggere, ma anche valorizzare i nostri anziani. E’ una città dove le famiglie possano crescere i figli nella tranquillità e con la certezza che, con il merito e il sacrificio, i loro figli troveranno le opportunità economiche in cui realizzarsi.
In questa Salsomaggiore - vocata ad un turismo costruito intorno alle nostre acque termali e al nostro
essere al centro di una delle zone più rinomate al mondo per la cultura del buon cibo - cittadini e imprese dovranno sentirsi serviti e non servitori della amministrazione locale.
Quali le linee guida per far crescere, insieme, la nuova Salsomaggiore?
1. La priorità assoluta è il sostegno all’economia reale quale elemento chiave della ripartenza di ogni
territorio e dell’intero nostro Paese; massima attenzione al sistema delle imprese, di ogni settore e di
ogni tipologia, che hanno nel lavoro e nei lavoratori (e quindi nelle loro famiglie e nei giovani) il centro
del proprio profitto e dei propri interessi.
2. Snellezza burocratica, semplicità e celerità nelle risposte, massima efficienza dello sportello unico
delle imprese; ospitalità, apertura, trasparenza, dialogo, valorizzazione del merito e della qualità
imprenditoriale, libera e leale concorrenza fra le imprese (con priorità a quelle locali), sono le
caratteristiche che possono permettere il salto di qualità; che possono rendere attrattivo il territorio
per chiunque; il tutto senza voli pindarici ma all’interno di una programmazione territoriale già
delineata che identifica Salsomaggiore per caratteristiche di assoluta eccellenza turistica, termale,
ambientale ed enogastronomica.
3. La stessa attenzione prioritaria, quale elemento decisivo a sostegno e completamento della
precedente, va manifestata alle singole persone ed alle famiglie attraverso una costante
semplificazione delle procedure e delle modalità di approccio con l’Ente, approccio oggi, troppo
burocratico; per cui anche in questo caso: snellezza burocratica, semplicità e celerità nelle risposte,
massima efficienza; ospitalità, apertura, trasparenza, dialogo, cordialità e affabilità ed un sistema di
relazioni nuovo che eviti al cittadino continue peregrinazioni da un ufficio all’altro, ma che faccia
“girare” i documenti all’interno, attraverso la valorizzazione dell’Ufficio Relazioni con il pubblico.
4. Priorità che per essere completamente attuate abbisognano di nuove e sempre più efficaci relazioni
con il resto del sistema territoriale: Comuni limitrofi, Provincia (nella nuova forma di Provincia larga
tra Parma e Piacenza), Regione, Stato, Camera di Commercio e Fondazioni ex bancarie, oltre alle
associazioni di categoria, ai sindacati ed anche all’intero sistema del volontariato di vario genere;
secondo una logica di sistema e di area vasta, considerata anche la particolare posizione
geografica, che privilegia, per crescere, appunto le relazioni alla chiusura, il dialogo, basato su
progetti concreti e su certezze, all’isolamento.
Per poter realizzare questi obiettivi la prima cosa da fare è riportare fiducia e speranza e convincere
l’opinione pubblica nel suo complesso e ogni singola persona (non solo dipendenti pubblici, ma anche
operatori turistici e commerciali, agricoltori, ecc.) che vi sono reali possibilità di crescita e che le Istituzioni, a partire dal Comune, sono alla guida di questo progetto; nessuno lavora bene se non ha un obiettivo per il futuro; se non si sente parte del progetto, se non si sente indispensabile per la costruzione del domani; dopodiché si può chiedere ad ognuno di fare la propria parte, di non tirarsi indietro, di assumersi la propria responsabilità, di fare anche “di più” del proprio dovere.
Il Comune deve diventare un supporto a famiglie, imprese e associazioni: credibile, trasparente, capace, giusto, ne troppo invasivo né assente; questa è la scommessa per la ripartenza.
Perché possiamo farcela
Riportare Salsomaggiore ai livelli che merita non è impresa banale, ma neppure impossibile. E vi spiego il perchè, insieme, possiamo farcela.
La mia esperienza in anni di impegno sociale e politico nel Movimento Cristiano Lavoratori, in Confcooperative, in Comune in Provincia e in Camera di Commercio a Piacenza, ma soprattutto nell’’insegnamento e nel quotidiano lavoro nelle imprese cooperative a contatto con i veri problemi della gente, mi ha fatto comprendere quale sia il vero ruolo ed il compito di un amministratore pubblico. Di chi, cioè, non pensa al proprio tornaconto ma a quello della collettività, una regola che deve valere per
l’amministratore comunale come per l’amministratore cooperativistico: creare sempre le condizioni per favorire la crescita delle persone e della comunità nella quale vivono, in un contesto di regole chiare, condivise rispettate e fatte rispettare. Un contesto di diritti e doveri nei quali ognuno deve tornare a sentirsi partecipe e rappresentato secondo le proprie qualità, caratteristiche ed aspettative, con l’opportunità e l’occasione di crescere in virtù della valorizzazione del merito, che rappresenta, nella chiarezza e trasparenza, l’elemento qualificante ed indispensabile per lo sviluppo del futuro.
Una comunità sociale con al centro la persona. Quindi, una comunità basata sulle relazioni e sulla condivisione delle responsabilità, a partire dall’assunzione delle responsabilità personali quale elemento decisivo e trainante della crescita dell’intero contesto civile, nonché elemento decisivo per costruire una seria e duratura uguaglianza sociale.
Ritengo che le esperienze che ho maturato in tal senso e che mi hanno permesso di far convergere l’interesse di tante persone attorno ad obiettivi di crescita, sia sul piano economico che umano, nonché di far crescere tanti giovani, mi consentano di affrontare anche la guida del Comune di Salsomaggiore e le nuove scommesse che questo ruolo comporta per il domani.
Mario Spezia
Salsomaggiore, 23 aprile 2013

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