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Omicidio di Sorbolo, si attende l'interrogatorio di garanzia La barista è fuori pericolo

Omicidio di Sorbolo, si attende l'interrogatorio di garanzia La barista è fuori pericolo
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E' stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico, le sue condizioni restano gravi ma non è più in pericolo di vita He Suxue, la barista di origini cinesi di 41 anni rimasta ferita ieri a Sorbolo  durante la sparatoria che è costata la vita al cinquantenne Antonio La Penna.
A sparare Antonio Muto, 40 anni residente nello stesso paese della bassa parmense, ora nel carcere di via Burla con l’accusa di omicidio volontario e tentato omicidio volontario. L’uomo ha prima colpito a bruciapelo alla nuca il cinquantenne con una pistola 7,65, poi ha rivolto l’arma verso la donna prima di fuggire per strada dove ha sparato ancora alcuni colpi in aria ma sembra anche verso un altro uomo, senza ferirlo. Alla fine, a circa trecento metri dal luogo della tragedia, l’omicida è entrato in un altro bar, vicino alla casa della madre, ha chiesto un bicchiere d’acqua e ha infine invitato il titolare del locale a chiamare i carabinieri a cui si è consegnato.

In queste ore intanto si sta cercando di ricostruire pezzo per pezzo questa drammatica vicenda: non solo la dinamica dell'omicidio ma anche le motivazioni che hanno spinto Muto a presentarsi al bar Noris armato e a decidere di premere il grilletto. L'uomo - che è nel carcere di via Burla - avrebbe confusamente parlato di rancori personali, poi col suo avvocato ha scelto il silenzio. L'interrogatorio di garanzia è previsto per domattina (venerdì).

Antonio Muto avrebbe inizialmente confessato di avere ucciso Antonio La Penna per non ben precisati rancori personali e di avere poi colpito la barista fraintendendo le sue urla con degli insulti.  Secondo il suo avvocato Maurizio Colotto Antonio Muto è «persona con problemi, il suo è un gesto folle e non escludo la possibilità di richiedere la perizia psichiatrica».
Questa mattina il pm Fabrizio Pensa ha chiesto la convalida dell’arresto, venerdì prossimo è stato invece fissato l'interrogatorio di garanzia di fronte al gip Maria Cristina Sarli.

IL RACCONTO DEI CLIENTI DEL BAR CRISTALLO: E' ENTRATO CON LA PISTOLA IN MANO, ERA AGITATO E HA CHIESTO DI CHIAMARE I CARABINIERI. (dalla Gazzetta di Parma del 24 aprile)
«Stavamo giocando a scacchi. E abbiamo visto quell'uomo». Il cliente del bar Cristallo, in via Marconi di Sorbolo, ieri pomeriggio aveva previsto una sosta rilassante, una delle tante che ci si concede in un locale dove ci si sente tra amici. Ma non poteva sapere che la sfida di alfieri e regine si sarebbe trasformata in una battaglia di altra natura: con i mitra, i giubbotti antiproiettile, i lampeggianti. «Quando quel tale è entrato si vedeva che era scosso. Era molto sudato, agitato, parlava in dialetto calabrese e non si capiva bene cose stesse dicendo». Ma che ci fosse un problema era evidente. «Ha ripetuto più volte di chiamare i carabinieri, di chiedere aiuto». (...) Una frase ripetuta come un mantra da quell'uomo robusto e sudato che solo per un attimo si è calmato. «Ha smesso di parlare di carabinieri e ha domandato un bicchiere di acqua gasata. Quando il barista lo ha servito ha appoggiato sul bancone un caricatore da pistola. E allora la curiosità è diventata paura». (...)

LA CRONACA DEL 23 APRILE
Far west in un bar di Sorbolo: uccide un uomo mentre gioca a carte e poi spara alla barista
Ha prima ucciso con un colpo alla nuca un uomo di 50 anni che stava giocando a carte, poi ha rivolto la pistola contro la barista, ferendola in modo grave. E' la scena da far-west consumatasi a Sorbolo poco dopo le 18. L’autore, Antonio Muto, operaio di 40 anni residente nel paese, è già stato arrestato dai carabinieri. I militari lo hanno fermato a poca distanza dal luogo del delitto ed ora è piantonato in caserma.
Tutto è avvenuto in una manciata di minuti. La vittima, Antonio La Penna, stava giocando a carte, come faceva spesso all’interno del Bar Noris (locale di via Gramsci nel centro del paese) quando Antonio Muto è entrato nel bar e si è recato al bagno. Una volta uscito dalla toilette si è avvicinato alle spalle del cinquantenne e, appoggiata la canna della pistola alla nuca, lo ha freddato con un colpo. Poi ha subito rivolto la pistola verso la titolare del locale, una giovane barista di nazionalità cinese, ed ha sparato due volte. Nel locale in quel momento c'erano diverse persone, che si sono subito gettate a terra, ma Antonio Muto, una volta sparato alla donna, è uscito in strada dove è fuggito esplodendo alcuni colpi in aria. Poi, a poca distanza, è entrato in una gelateria, ha chiesto un bicchiere d’acqua e ha detto al titolare di avvisare i carabinieri. E qui i militari lo hanno poi fermato e trasportato in caserma.
Antonio Muto conosceva molto bene la vittima con cui si trovava spesso a giocare a carte. L'omicida è di origini calabresi, mentre la vittima è pugliese, ma per ora si esclude che l’omicidio sia legato ad ambienti della malavita organizzata. L’uomo, con precedenti penali, lavora come operaio in un’azienda della zona. La vittima, Antonio La Penna, incensurato, era anche lui residente a Sorbolo dove viveva con la moglie e due figli. Non si esclude che l’omicidio sia dovuto a dissidi personali o a un debito di gioco.
La giovane barista cinese è invece sotto osservazione nel reparto di rianimazione del Maggiore di Parma. Le ferite riportate nel conflitto a fuoco sono molto gravi ed è in pericolo di vita.

Due pagine con ampi servizi sulla Gazzetta di Parma in edicola.  Sul giornale anche le dichiarazioni e la preoccupazione del sindaco Zanichelli

Già 4 omicidi - Il gravissimo fatto di Sorbolo è già il quarto omicidio nel Parmense dall'inizio dell'anno. In precedenza, avevamo avuto l'omicidio di una anziano a Borgotaro attraverso la somministrazione di farmaci, il tragico accoltellamento al Parco Falcone-Borsellino e il più recente omicidio nella stalla ad Albazzano di Tizzano.

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  • Geronimo

    26 Aprile @ 14.50

    Perchè mai dovrei andarmene via da Parma? sono nato quì, ho famiglia e lavoro, è la mia terra, l'unico motivo per cui scapperei via sarebbe il lavoro, finchè prendo lo stipendio rimango anche se sinceramente ammiro tutti quelli che scappano all'estero perchè in Italia il tuo stato ma anche diciamo il tuo territorio qualunque esso sia non ti valorizza.

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  • michele

    26 Aprile @ 11.35

    Cavoli maurizio, io al tuo posto sarei scappato per andare a vivere in una città dove episodi del genere non succedono (o almeno non sono mai successi), non so quanto a nord devi andare però, prendi su i vestiti pesanti! Di una sola cosa avete ragione e me ne vergogno: non ho ancora fatto le condoglianze ai famigliari della vittima, le faccio adesso.

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  • Geronimo

    26 Aprile @ 09.23

    No edi mi dispiace io non dimentico e io non dimentico gli ultimi omicidi avvenuti nella nostra città negli ultimi anni, alcuni ne dimenticano chiaramente una parte perchè non fa statistica, io preferisco purtroppo ricordarli tutti e anche i motivi perchè tutti i motivi (mafia, gelosia, amore, soldi) hanno sempre portato ad una fatalità, per molti però la fatalità, las tragedia non ha importanza, la cosa più importante è sapere la provenienza per poter poi esultare stappando una bella bottiglia.... Un episodio però lo v orrei dire caro edi, claudio e cari tutti, 4 o 5 anni fa in piazza ghiaia un uomo giaceva in un letto di sangue, arrivano alcuni ambulanti parmigiani e iniziano a montare le loro bancarelle, arriva la polizia e l'unica cosa che sanno dire le persone in questione, riportate anche dalla gazzetta, è stata "non ci eravamo accorti, pensavamo stesse russando"... Boh io all'epoca mi sono sentito come persona tale e quale ad uno del sud dove non si vede non si sente e si è sul posto solo se proprio si viene presi sul fatto

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  • caval_pist

    26 Aprile @ 00.02

    quanti commenti ridicoli...dai risentimenti di vari meridionali (è sbagliato fare di tutta l'erba un fascio, ma che molta gente originaria del sud - calabresi in primis - vadano nel migliore dei casi dall'arroganza congenita fino al peggiore dei casi allo sparo facile è un dato di fatto) alle dotte sparate dei tipici razzisti bagoloni (siete più tristi del declino della fu "petit capitale"...i parmigiani infatti son dediti solo alle truffe come l'ex sindaco e la sua cricca o il mitico Calisto...sì infatti gli assassini Carretta e quell'altro genio di Felino erano svizzeri vero?)...MAH...

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  • michele

    25 Aprile @ 23.58

    @RENZ il 25/04/2013 alle 12:12: ottima osservazione, ma ricorda che la colpa è dei Savoia. Qualcuno poi scomoda Lombroso sui contadini della bassa parmense, dimenticando quello che diceva sui meridionali. Delle due l'una: o aveva ragione o sparava caxxate, io propenderei per la 2a ipotesi, ma qualcuno troverà del razzismo anche in questa mia posizione. Prima che questa discussione finisca nel dimenticatoio dei vari Maurizio Maucaio e Mausempronio ringrazio chi mi ha ringraziato e a risentirci (purtroppo) al prossimo sgarro, pizzo, fuitina, inciucio o altro francesismo coniato sotto i Portici del Grano...

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