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Di nuovo pioggia Allerta frane in Appennino

Di nuovo pioggia Allerta frane in Appennino
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Maltempo in arrivo al Nord. Il Dipartimento della Protezione civile ha emesso un avviso meteo: fin dalle prime ore di domani (sabato 27 aprile) sono previste precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, su Piemonte, Emilia-Romagna, in estensione, nel corso della giornata, a Veneto e Friuli-Venezia Giulia. I fenomeni potranno dar luogo a rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

La pioggia può aggravare il problema delle frane che sta flagellando l'Appennino. La Protezione civile è in allerta, come rivela il sindaco di Berceto Luigi Lucchi, con un intervento via e-mail:


Signor direttore,
                           come Sindaco, sul mio cellulare, è appena arrivato, dalla Protezione Civile Provinciale, sempre molto solerte e organizzata, l’sms che mi “ordina” di stare all’erta per la previsione di piogge e temporali nelle prossime ore e giornate. E’ la n. 84 del 2013. In pratica quasi un’allerta al giorno. Questo numero (84) di allerte, in 116 giorni, dimostra come sia ingiusto lasciarci  da soli a sobbarcarci i problemi di un clima eccezionale. 116 giorni di brutto tempo con forti nevicate, vetroghiaccio, acquazzoni, temporali, bombe d’acqua che hanno messo in ginocchio tutto l’Appennino parmense e distrutto Comuni come Tizzano e l’alta Val Parma. Continuano ad arrivare lo stato d’allerta ma nessuna dichiarazione di stato d’emergenza che il Governo, anche senza dotazioni finanziaria visto la situazione dei conti pubblici, comunque utilissima, poteva fare già da tempo e almeno nella sua ultima seduta del 24 aprile.  Questa insensibilità del Governo mi fa indignare. Tutti dovrebbero indignarsi. E’ come essere a terra, malconci, e ricevere un calcio nello stomaco da un passante, o ancor peggio  da un “amico” che passa guardingo. L’indignazione non è sufficiente e non può essere l’unica “arma” di un amministratore pubblico. Abbiamo delle responsabilità verso i nostri concittadini, verso gli imprenditori in difficoltà, verso i giovani che debbono raggiungere le scuole, i pendolari che debbono arrivare al lavoro in orario e a quanti hanno perso abitazioni, fabbricati e terreni. Proprio per questo chiedo al Presidente della Provincia di “capeggiare” una “marcia” di tutti i Sindaci, con la fascia dell’autorevolezza accordata con il voto, verso il Palazzo del Governo (la Prefettura) per un’azione di protesta, sgomento, da far arrivare forte e chiara al Ministro, al Governo, al Parlamento. Non possono abbandonarci e ricordarci solo con le cartelle esattoriali. Questa insensibilità, ignavia del Governo, dimostra, indirettamente, come sia lontana la Regione dai veri problemi del territorio e quanto conti poco, in definitiva, il nostro Presidente Errani che ha chiesto, inascoltato, lo stato d’emergenza il 5 aprile. Ho sempre sostenuto l’importanza delle Province ma adesso, con questa ulteriore dimostrazione che ogni altro Ente è lontano e vuole essere lontano dal territorio, non sarebbe il caso, mi chiedo, di proporre a gran voce la riduzione, se non soppressione delle Regioni che macinano, forse senza costrutto, miliardi ogni anno per autoreferenziarsi, lasciando le vecchie e care Province che sono a un tiro di schioppo da ogni Comune e ben conoscono i nostri problemi e hanno dimostrato, anche in questo momento, d’esserci vicine?
Luigi Lucchi

In una dichiarazione diffusa dall'agenzia Ansa, inoltre, Lucchi chiede espressamente le dimissioni di Errani: «Se il presidente della Regione (Vasco Errani, governatore dell’Emilia-Romagna), con il ruolo importante che riveste, non è riuscito a ottenere lo stato di emergenza allora deve dimettersi. L'Appennino è in ginocchio, tutte le istituzioni locali hanno fatto il loro dovere e tutto quanto era possibile per aiutarci, ma non è bastato. C'è stata un’azione corale e solitamente questo serve a produrre gli effetti desiderati, invece le nostre richieste non sono state ascoltate dal Governo perché qualcuno non ha svolto il proprio compito come doveva. I cittadini si sentono abbandonati - conclude Lucchi - e questo ha un’influenza non indifferente dal punto di vista psicologico. Sentiamo di aver ricevuto un calcio dal Governo proprio quando avevamo bisogno di una carezza».

(foto d'archivio)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • nicola

    27 Aprile @ 11.14

    ma di cosa ci si meraviglia, 2 anni fa a sala baganza una bomba improvvisa d'acqua aveva provocato milioni di euro di danni, un morto e feriti e ad oggi non abbiamo ricevuto un solo centesimo di risarcimento come è avvenuto in altre regioni. il sig. errani non si era nenache preso il disturbo di venire a viedere di persona cosa era successo sindaco lucchi ad errani lo inviti alla sagra del fungo, vedrà arriverà di corsa, magari con la scorta, altro che vedere la tristezza delle frane o alluvioni o la disperazione della gente che paga l'incuria e il malgoverno del territorio.

    Rispondi

  • LUIGI LUCCHI

    27 Aprile @ 10.56

    Probabilmente Vasco Errani piuttosto di dimettersi farebbe quella telefonata o visita, indispensabile, dai MInistri e Presidente del Consiglio, per ottenere lo Stato di Calamità per la Provincia di Parma. Senza questo, come saprà, gli Enti locali e il Consorzio di Bonifica, hanno messo a disposizione tutte le loro risorse e ora non hanno piu' nulla mentre le cose da fare sono urgenti e tante. Parto dal presupposto che essendocene i motivi il Presidente della Regione ha la forza di ottenere un "diritto" al Governo. Se non ha questa forza vuol dire che conta tanto come me e allora è bene che si dimetta da Presidente della Regione. Il resto erono riflessioni visto che anche se non ci crediamo ci sarà un futuro ed è meglio un futuro con le Province che con Regioni sprecone che non servono a nulla. Ognuno, però, la pensa come vuole.

    Rispondi

  • Maia e famiglia

    27 Aprile @ 08.45

    Io invece sono d'accordo con Lucchi. Le regioni sono apparati esageratamente mastodontici e non credo così come sono costituiti attualmente possano rappresentare un esempio per i cittadini e un sostegno concreto. Snelliamo e tagliamo un pò anche in regione tutti gli apparati inutili! Per quel che mi riguarda la nostra regione, con una legge presente solo in Emilia Romagna, mi ha impedito di lavorare in un determinato ruolo costringendomi a prendere una seconda maturità, nonostante io sia laureata e lavoravo da anni in un certo ruolo! Una legge uscita a giugno 2012 e valida solo in Emilia Romagna! Ma l'Italia é una e unica oppure no??? La mia regione mi ha stra- danneggiato! Non ho lavorato per un anno e sto studiando per dare la maturità necessaria ( prima di giugno invece anche la mia laurea era valida). Questa é serietà? Siamo nel paese delle banane!!!

    Rispondi

  • patrizia

    27 Aprile @ 08.18

    Grande Lucchi!!!!! Ma purtroppo sei una voce fuori dal coro e i compagni non ti ascolteranno mai.

    Rispondi

  • annamaria

    27 Aprile @ 00.07

    Cosiderato lo stato di emergenza e i problemi che ne derivano per i cittadini, davvero geniale la soluzione proposta dal Sig. Lucchi: l'abolizione delle regioni e le dimissioni di Errani. Questo senza dubbio aiuterà gli imprenditori in difficoltà per il maltempo ( in questo periodo), gli studenti che devono arrivare a scuola( domani), i pendolari che devono raggiungere il posto di lavoro( lunedi) e chi ha perso casa e altro ( senza regioni ritroveranno le loro proprietà in pochi mesi). Soluzione rapida, Sig. Lucchi, e di rapida realizzazione sicuramente.Ripeto: geniale

    Rispondi

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