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Tromba d'aria in Emilia: danni ingenti, 11 feriti A Capriglio la frana avanza e minaccia il ponte di Antria

Tromba d'aria in Emilia: danni ingenti, 11 feriti A Capriglio la frana avanza e minaccia il ponte di Antria
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Mentre sull'Appennino le frane continuano a minacciare case, strade e ponti, nella pianura di Modena, Bologna e Ferrara una tromba d'aria e forti grandinate hanno colpito duramente. Ci sono decine di case scoperchiate, alcune fortemente danneggiate, e 11 persone sono rimaste ferite (nessuna in modo grave).
Il presidente della Regione Vasco Errani e la Protezione civile sottolineano una volta di più l'urgenza che il governo riconosca lo stato di emergenza.

SRADICATI ALBERI SECOLARI NEL MODENESE. Un'intensa grandinata con chicchi dal diametro che ha sfiorato i 5 centimetri ha colpito dopo le 16,30 la città di Modena e alcuni comuni della fascia pedemontana della provincia.
Una tromba d’aria si è invece abbattuta nel vicino comune di Castelfranco Emilia e ha danneggiato i tetti di una quindicina di abitazioni tra la città e la frazione di Panzano. Il violento spostamento d’aria ha anche sradicato alberi secolari. Sono intervenuti i vigili del fuoco con diverse unità.

QUATTRO FERITI E DECINE DI CASE SCOPERCHIATE FRA BOLOGNA E FERRARA. Alcune decine di case e altre strutture scoperchiate, anche se un numero esatto ancora non è possibile farlo. È questo il primo bilancio della perturbazione con trombe d’aria, che ha colpito con maggiore forza fra le 17,30 e le 18,30 circa. Lo ha riferito all’agenzia Ansa il direttore della protezione civile dell’Emilia-Romagna Maurizio Mainetti.
Ad essere maggiormente colpite sono state alcune frazioni nei comuni di Mirandola, Castelfranco Emilia nel Modenese, Bentivoglio e Argelato (Bologna). A Bentivoglio una persona è rimasta colpita da una scheggia, probabilmente di un parabrezza di un’auto; un uomo sui 50 anni ha avuto un malore ed è stato portato via in ambulanza. Diversi alberi e pali della luce sono stati abbattuti. Problemi con le coperture di abitazioni, fienili, capannoni, anche a Sala Bolognese.
Danni sono stati causati dalla grandine, in particolare a Castello d’Argile, dove diverse vetture sono state rovinate dai chicchi di ghiaccio.

UN SINDACO: «SIAMO COME TERREMOTATI». «Siamo come terremotati». Il sindaco di Bentivoglio, Vladimiro Longhi, definisce così la situazione dopo la tromba d’aria che ha colpito il suo paese nella pianura tra Bologna e Ferrara. «Ci sono case scoperchiate - ha detto - alcune completamente demolite. Stiamo provvedendo a cercare soluzioni di emergenza per una trentina di famiglie. Fortunatamente la tromba d’aria ha risparmiato il centro abitato».
Un fenomeno come quello che si è visto nel pomeriggio «da queste parti non si era mai visto, a memoria di persone anche di 70-80 anni», ha detto un altro primo cittadino, Andrea Tolomelli di Argelato.
«Abbiamo già avuto il terremoto - ha proseguito, ricordando che il proprio comune è all’interno del cratere -. Ora anche questa, ci mancano solo le rane e le cavallette». I danni più grossi «sono stati alle aziende e alle attrezzature agricole», ha aggiunto Tolomelli spiegando anche ci sono cavi tranciati e case, soprattutto nelle zone di campagna, senza elettricità.

ERRANI RIBADISCE: «STATO DI EMERGENZA». Il presidente della Regione Vasco Errani commenta: «Nelle prossime ore integreremo la richiesta di stato di emergenza nazionale già al vaglio del Governo dopo il maltempo e le frane che hanno colpito il nostro Appennino, inserendo anche questa nuova emergenza che, oggi pomeriggio, ha colpito diversi comuni della bassa pianura bolognese e modenese. È evidente, come abbiamo già ribadito nei giorni scorsi, che è indispensabile una risposta rapidissima ed inderogabile da parte del Governo».
Un comunicato del Dipartimento della Protezione Civile aggiunge: «Anche gli esiti di quest’ultima calamità, che coinvolge un territorio già fortemente compromesso dalle recenti frane e alluvioni, verranno portati all’attenzione del Governo come ulteriori elementi di valutazione affinchè si possa procedere con celerità alla dichiarazione dello stato di emergenza».
Il comunicato dice inoltre che «il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, in contatto con il Presidente della Regione, Vasco Errani, ha ricevuto rassicurazioni sugli efficaci interventi compiuti dal sistema di protezione civile regionale per garantire la sicurezza della popolazione».

LA FRANA DI CAPRIGLIO AVANZA DI OLTRE 10 METRI. A Capriglio avanza in modo molto lento ma regolare la discesa del fronte verso il ponte di Antria, che la Provincia tiene sotto controllo. Rispetto a ieri la frana è avanzata di 10-15 metri. 
A Sauna non ci sono nuove criticità ma oggi i vigili del fuoco (intervenuti con l'Ausl) hanno demolito un porticato, già utilizzato per stoccare le rotoballe di fieno, adiacente alla stalla dei Magnani demolita nei giorni scorsi. E' stato anche rimosso l'eternit che si trovava sul tetto della struttura. 

NASCE IL TAVOLO DI COORDINAMENTO SU FRANE E ALLUVIONI. Intanto la Provincia ha istituito un tavolo di coordinamento su frane e alluvioni. Ecco il comunicato:

In Provincia il tavolo di coordinamento territoriale su eventi alluvionali e dissesto. L’ente di piazza della Pace risponde prontamente alla richiesta arrivata questa mattina dalla Regione Emilia Romagna: in una lettera l’assessore regionale Paola Gazzolo invitava le Province a istituire “tavoli di coordinamento, con l’obiettivo di definire le priorità da perseguire per la sicurezza del territorio”, confidando che il tutto fosse fatto in tempi rapidi. Immediata la risposta da piazza della Pace, che con il presidente Vincenzo Bernazzoli non solo ha accolto la sollecitazione ma ha già messo in moto la macchina organizzativa.

“Alla luce della richiesta della Regione Emilia Romagna di istituire presso le Province tavoli di coordinamento in materia di frane e dissesto – spiega il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli - ritengo di convocare prontamente la prossima settimana la prima riunione, in una data da concordare nelle prossime ore con tutti gli enti interessati. Ci impegneremo con tutte le nostre forze, come già abbiamo fatto in passato, e in particolare per gli eventi similari del 2000, per rendere più efficace l’azione di controllo, di intervento, di selezione degli obiettivi e di reperimento risorse. È particolarmente necessario dare un’assistenza organizzata a comuni e territori interessati mettendo le singole situazioni all’interno di un sistema cooperante, evitando in questo modo eventuali dispersioni di energie e risorse, anche per avere più forza nel richiedere i finanziamenti necessari per affrontare questa grande crisi della nostra montagna, che cade in un momento così difficile per le finanze pubbliche. Colgo l’occasione per ringraziare la Regione per la prontezza con cui l’assessore Paola Gazzolo e l’Agenzia regionale di Protezione civile si sono mossi mettendosi a disposizione del territorio di Parma, e il presidente Errani per la lettera che ha inviato al presidente del Consiglio Enrico Letta appena insediato per richiedere l’emanazione del decreto per la proclamazione dello stato di emergenza”.

FRANE, LA CRONACA DI IERI - L'appello della nostra Montagna: "Stato, dove sei?"

 

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  • Joe

    22 Maggio @ 12.26

    Gli enti di Bonifica a cui ogni anno versiamo fior e fior di contributi centrano eccome, dato che dovrebbero provvedere a mantenere l'assetto idrogeologico del territorio, da monte a valle, anche se purtroppo certi eventi climatici sono difficilmente controllabili...rimane il fatto che io pago quasi 600 euro l'anno al consorzio di bonifica per il mantenimento di alcuni canali che attraversano i miei fondi, senza però che tale consorzio faccia nulla; quindi sono io ad occuparmi dello sfalcio e della pulizia di tali canali!!alla fine poi mi tocca pagare la cartella esattoriale inviata tramite Equitalia al Consorzio di Bonifica Parmense!!come dire, cornuto e mazziato

    Rispondi

  • medioman

    06 Maggio @ 09.24

    @Vercingetorige: ha visto la puntata di Report, ieri sera? Il servizio sul "turismo d'elite" e sul disastro dei terrazzamenti abbandonati in Liguria? Pont-Aven, 3000 abitanti, due milioni di turisti; Luni, paesino equivalente in Liguria, dodicimila turisti e territorio disastrato. Questo è l'effetto, secondo me, delle "ragioni ideologiche". Lei pensa che gli abitanti di Pont-Aven si preoccupino di "da dove derivano" i soldi che i turisti gli portano?

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  • Francesco

    05 Maggio @ 12.25

    ..............e per quelli che vanno a tirare in ballo le "ragioni ideologiche" che non c' entrano.............

    Rispondi

  • Lamierino zigrinato

    05 Maggio @ 01.43

    I fenomeni meteorologici come quello di venerdì, come già da altri, non sono affatto rari nella pianura padana http://www.tornadoit.org/tornadostorici.htm ma temo che, come accadde spesso, un po' la memoria che tradisce e un po' ragioni ideologiche fanno dimenticare che Madre Natura non la si controlla e che se sta buona per un po' non significa che sarà così per sempre... prima o poi si rifà viva: vale, purtroppo, per i tornado, per i terremoti e per le frane.

    Rispondi

  • Francesco

    04 Maggio @ 20.08

    LASCI PERDERE , MEDIOMAN ! S' è pèsso el tacòn ch' el buso !

    Rispondi

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