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Stato di emergenza: stanziati per l'Emilia 14 milioni - E può partire la variante di Boschetto

Stato di emergenza: stanziati per l'Emilia 14 milioni - E può partire la variante di Boschetto
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COMUNICATO 

In relazione alle notizie apparse sulla stampa on-line, possiamo precisare che lo stato di emergenza è stato approvato dal Consiglio dei Ministri nella serata di ieri, con la previsione di un primo stanziamento di 14 milioni di Euro per l’Emilia-Romagna.

Seguirà un secondo decreto con gli stanziamenti ulteriori, per i quali si stanno cercando le necessarie coperture finanziarie.

Questo è quanto abbiamo appreso durante il colloquio telefonico, appena terminato, con il Ministro Graziano Delrio.  

           Sen. Giorgio Pagliari                     On. Patrizia Maestri

La soddisfazione di Delrio - «Esprimo la mia soddisfazione per la pronta risposta data dal governo alle aree colpite dalle avversità atmosferiche di marzo e aprile». Lo ha affermato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio. «Abbiamo risposto prontamente alle richieste delle Regioni dichiarando lo stato di emergenza per sostenere le comunità, le famiglie e le imprese», ha concluso il ministro. 

Può partire la variante di Boschetto - (comunicato ufficio stampa Provincia) -  “È un passaggio fondamentale, ottenuto in tempi veloci con questo governo. Ringrazio il presidente Errani, che ci aveva anticipato che c’erano buone notizie”. Il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli commenta così l’approvazione del decreto sullo stato di emergenza per far fronte ai danni del maltempo, con un primo stanziamento di 14 milioni di euro. “Il decreto ci dà la possibilità di procedere con la variante provvisoria di Boschetto e con altri interventi di somma urgenza. È un primo riparto – continua Bernazzoli - rispetto al quale ci aspettiamo si aggiungano ulteriori finanziamenti visto l’ammontare complessivo dei danni, che  solo a Parma sfiorano i 50 milioni di euro”.

Intanto sono rassicuranti le notizie più recenti sulla frana di Capriglio. Dagli ultimi sopralluoghi effettuati, infatti, pare allentarsi almeno un po’ la morsa su Ponte Antria: le verifiche condotte hanno rilevato che la frana è ancora lontana dal ponte, a circa 350 metri, ma la situazione resta sotto strettissima osservazione e monitoraggio continui.
Nella zona di Ponte Antria nei giorni scorsi i tecnici coordinati dal Servizio Viabilità della Provincia avevano pulito l’area, togliendo le piante cadute sia a valle sia a monte, e con un escavatore si sta regimentando, per quanto possibile, le acque presenti nel corpo di frana: tutti interventi preventivi alla discesa del fango, che per fortuna, s’è detto, resta ad oggi a 350 metri dal ponte.
A Sauna invece, l’altro punto critico, è crollata ieri la casa della famiglia Magnani, già evacuata e sgomberata una quindicina di giorni fa a causa delle crepe: è caduta ieri pomeriggio poco dopo le 17, e quello che ne resta è ormai solo un cumulo di macerie. L’ennesimo oltraggio di una frana che non si ferma e che continua a minacciare terra, case e abitanti. Diversi gli edifici sotto osservazione. Nel capannone dei Magnani che fungeva da recupero dei balloni di fieno si sono aperte diverse crepe, e la stalla di proprietà di Andrea Bianchi resta monitorata.
Nel frattempo prosegue la conta dei danni all’agricoltura: dopo sopralluoghi effettuati da Provincia e Comunità montana, con particolare attenzione a collina e montagna, e dopo la delimitazione dei territori interessati, sembrano esserci le condizioni per la richiesta della dichiarazione di eccezionalità dell’evento, e dunque per l’attivazione del fondo di solidarietà nazionale per il ripristino dei danni e la ripresa dell’attività produttiva: un fondo che interviene quando si verificano eventi calamitosi e eccezionali con ingenti danni al settore.
Nei prossimi giorni la Provincia presenterà alle associazioni agricole gli esiti della delimitazione dei territori. Il “censimento” compiuto dalla Provincia sarà mandato in Regione, che potrà deliberare in proposito e inviare poi la richiesta al ministero: il ministero avrà 30 giorni per emanare il decreto, che darà il via alla possibilità di presentare domanda di contributo da parte delle aziende.
 
Corradi (Lega) - “Bene il primo stanziamento per l’Emilia Romagna ferita dal dissesto. Ora è necessario lo stop al patto di stabilità per i Comuni danneggiati”. Lo chiede in un’interrogazione il consigliere regionale della Lega Nord Roberto Corradi a poche ore dall’annuncio del primo fondo governativo di 14 milioni di euro di danni per far fronte ai problemi causati nelle ultime settimane dal maltempo, “a cui auspichiamo facciano presto seguito nuovi stanziamenti, visto che l’ammontare del danno complessivo è stimato in 116 milioni di euro”.
“Su tutto il territorio - ha riportato la protezione civile nei giorni scorsi - sono state 1.754 le segnalazioni di dissesti. Il tardivo e ancora parziale riconoscimento dello stato d’emergenza deve essere associato a misure complementari, utili a liberare risorse per interventi strutturali e, per quanto possibile, legati alla prevenzione”. Da qui il ‘pressing’ sulla Regione affinché si attivi presso l’Esecutivo Letta per ottenere “un provvedimento di sospensione dei vincoli imposti dal patto di stabilità, a favore dei Comuni e delle Province sul cui territorio si sono verificate gravi situazioni di dissesto idrogeologico, quantomeno per gli interventi e le spese finalizzate alla messa in sicurezza del territorio recentemente colpito da calamità naturali”.
Corradi, richiama in particolare la pesante situazione subita dal territorio parmense, soprattutto “nei Comuni di Tizzano Val Parma (dove si è aperto un 'fronte' di frana considerato tra i più estesi a livello europeo), Corniglio, e Neviano degli Arduini (soprattutto nelle zone di Cedogno e Lupazzano)” e chiede “se nelle due frazioni di Cedogno e Lupazzano siano stati eseguiti o in programma interventi di messa in sicurezza”.

Il plauso del Pdl. Attraverso un comunicato stampa, i deputati del Pdl Deborah Bergamini e Sergio Pizzolante commentano la decisione del governo sullo stato d'emergenza: "E'un fatto molto positivo che il Governo di servizio al Paese si sia da subito adoperato per le terre emiliane martoriate dal maltempo in questi ultimi mesi. La dichiarazione dello Stato di emergenza è un primo passaggio importante perché si possano realizzare le opere urgenti per ripristinare la normalità sia nell'Appennino squassato dalle frane sia nella zona devastata dalla tromba d'aria. Auspichiamo comunque che non finisca qui l'interessamento del Governo per queste popolazioni così colpite nelle loro case e nelle loro attività lavorative e che successivamente con altri provvedimenti possano essere stanziate nuove risorse".


 

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