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"Riina mandante della strage di Natale"

"Riina mandante della strage di Natale"
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(Ansa/ Giampaolo Grassi)

FIRENZE – La strage del Rapido 904, che il 23 dicembre del 1984 provocò 16 morti, fu «programmata e decisa» da Totò Riina. Non solo. L’esplosivo fu dello stesso tipo di quello impiegato, «in parte, anche nelle successive stragi degli anni Novanta». La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio del Capo dei capi, mettendo così un sigillo alla ricostruzione 'ereditatà dai colleghi napoletani, che hanno riaperto l’inchiesta nel 2010, e al filo che lega la strage di Natale alla successiva strategia mafiosa.

Il treno Rapido 904, partito da Napoli Centrale e diretto a Milano, esplose alle 19.08 in una galleria fra Firenze e Bologna. Fra la vitiime anche due ragazzi di Parma: Susanna Cavalli e Pierfrancesco Leoni. Nella prima inchiesta, condotta dalla procura di Firenze, emerse un intreccio fra mafia, camorra e destra eversiva. L’iter processuale si concluse con le condanne dell’ex capo del mandamento palermitano di Porta Nuova Pippo Calò, dei suoi aiutanti Guido Cercola e Franco Di Agostino e dell’artificiere tedesco Friedrich Schaudinn.

La ricostruzione della procura di Napoli – che ha riaperto l'indagine sulla base di nuove dichiarazioni di pentiti di camorra e Cosa Nostra, tra cui Giovanni Brusca – inquadra l'attentato nell’ambito della strategia terroristica mafiosa. La strage di Natale rappresentò la prima «risposta» ai mandati di cattura relativi al maxiprocesso emessi nel settembre 1984 da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: il messaggio era diretto «ai (veri o presunti che fossero) referenti politici» e mirava a condizionare l’esito del dibattimento, attraverso «una sostanziale forma di ricatto».

I magistrati napoletani tracciano poi un filo conduttore con gli attentati degli anni Novanta, e lo fanno sulla base delle perizie sull'esplosivo. Nella strage del rapido 904 e in quella di via D’Amelio (1992) fu utilizzata la stessa combinazione. Un componente analogo compare pure nei rilievi post attentato dell’Addaura (1989). Una linea di continuità accolta dalla procura di Firenze – che ha ereditato l’inchiesta napoletana per competenza territoriale – titolare anche delle indagini sulle stragi del '93-94 a Roma, Milano e Firenze, anch’esse ritenute frutto di un ricatto, meglio, di «un’estorsione». In un’integrazione al capo di imputazione, il procuratore Giuseppe Quattrocchi e la sostituta Angela Pietroiusti definiscono Totò Riina «mandante, determinatore e istigatore della strage» del rapido 904 «da lui programmata e decisa con l’impiego di materiale (esplosivo e congegni elettronici) appartenente all’organizzazione ed utilizzato poi, in parte, anche nelle successive stragi degli anni '90».

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  • Francesco

    12 Maggio @ 10.45

    MAFIA , CAMORRA E "DESTRA EVERSIVA" ! CERTO , MA , DIETRO LA "DESTRA EVERSIVA" C' ERANO , E CI SONO , PEZZI DELLO STATO. Ci sono Organizzazioni la cui funzione istituzionale dovrebbe essere quella di proteggere i Cittadini italiani , invece.... piazza Fontana, piazza della Loggia , treni (anche l' "Italicus" , oltre al "904" , e nella stessa galleria ) , terrorismo nero e terrorismo rosso , che , secondo alcuni , usava una manovalanza di estremisti comunisti , ma era infiltrato ed istigato da ambienti di tutt ' altra matrice ...... Il sequestro e l' omicidio Moro , attribuiti alle Brigate Rosse , erano contro l' ingresso del Partito Comunista nella maggioranza di Governo , che Moro voleva , ma per cui era stato brutalmente minacciato dal Segretario di Stato americano , Kissinger. LA MAFIA , LA CAMORRA , CERTO , come manovalanza, come esecutori materiali , ma chi c' era , e chi c' è , dietro ? TOTO' RIINA , in arte "Totò u curtu" , è un sanguinario mafioso della cosca di Corleone , con un livello di istruzione infimo. E' poco meno che analfabeta. SECONDO VOI NE SAPEVA QUALCOSA DELL' ACCADEMIA DEI GEORGOFILI DI FIRENZE ? Pur volendo cercare di non cadere nel gorgo della "dietrologia" , la Storia d' Italia è costellata da molti , inquietanti misteri , che, probabilmente , non conosceremo mai. Chi sa non parla. Nelle inchieste giudiziarie salta fuori un giorno uno, un giorno un altro , e si resta spesso con in mano un pugno di mosche......Qualcosinina s' era lasciato sfuggire Cossiga..............

    Rispondi

  • roberto

    11 Maggio @ 20.34

    Mandante ... e noi continuima a curarlo! Non ho parole! Italiani giudicate voi!

    Rispondi

  • cecilia passalacqua

    11 Maggio @ 19.58

    Quei due ragazzi erano amici cari.Sono passati 29 anni...questa è l'Italia.

    Rispondi

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