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Berceto chiama, Rossosh risponde e un asilo li unisce

Berceto chiama, Rossosh risponde e un asilo li unisce
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Valentino Straser
Dal dramma di Nikolajewka al messaggio di pace e di fratellanza fra i popoli. Il filo dell’amicizia e il senso di amicizia si riannoda fra Berceto, Rossosh e Krasnodar, le città russe che furono teatro dell’epica battaglia di Nikolajewka, combattuta nel gennaio 1943, fu uno degli scontri più drammatici durante il caotico ripiegamento delle forze che vide coinvolti gli alpini. Il 16 gennaio 1943, giorno di inizio della ritirata, il Corpo d’armata alpino contava 61.155 uomini. Dopo la battaglia di Nikolajewka si contarono 13.420 uomini usciti dalla sacca, più altri 7.500 feriti o congelati. Come sta scritto sul monumento situato di fronte a quella che fu la sede del comando italo-tedesco, «da un tragico passato potesse nascere un presente di amicizia ed un futuro di fraterna collaborazione».
Oggi, quell’edificio è stato trasformato dagli alpini in un asilo per i bambini di Rossosh. Quest’anno ricorre il ventesimo anniversario dalla conclusione dell’asilo di Rossosh, dove parteciparono, in una lunga staffetta di amicizia, tanti alpini italiani e, fra questi, anche bercetesi.
Per rendere omaggio a quell’iniziativa, ad oggi poco nota al grande pubblico ma che sottende profondi significati umani, Berceto renderà omaggio, con una manifestazione che vedrà protagonisti i ragazzi che hanno frequentato l’asilo costruito dagli alpini. L’iniziativa, promossa dal Comune di Berceto, in collaborazione con la locale sezione del Gruppo alpini, si avvale della collaborazione del Maestro dello sport, Carlo Devoti, che da anni mantiene saldi rapporti con la città russa. «La battaglia ci vide sconfitti - scrive Carlo Devoti in una nota del suo diario - ma il grande cuore degli alpini ha voluto lasciare in quel villaggio un segno di rispetto, di pace, di comprensione, di amicizia, e lo ha fatto nel modo migliore, cioè costruendo un asilo per i figli di quella guerra che nel futuro potranno comunque conservare un buon ricordo di noi italiani». A Berceto, oltre a testimoni della vicenda di Rossosh, è ancora vivo il ricordo di partigiani russi che combatterono nelle valli durante la lotta partigiana. Per festeggiare il ventennale dalla costruzione dell’asilo, mercoledì 12 giugno, alle 16, a Berceto, in occasione dell’accoglienza dei russi di Rossosh e Krasnodar, ci sarà uno spettacolo dei gruppi: Russia, Tanok children folk ensemble (Krasnodar, Russia) folclore, Russia-Rossosh-Istituzione culturale municipale del teatro municipale di Rossosh della Regione Voronezh-Gruppi artistici Diapazon e Rams e Russia-Scuola d’arte per bambini del Distretto municipale della Regione di Krasnodar. In totale di 130 giovani artisti provenienti dal Sud della Russia, dalle regioni in cui si combattè la Seconda guerra mondiale che vide coinvolti i nostri alpini che avevano a Rossosh la loro sede di comando insieme alle truppe alleate. Al termine nella baita degli alpini un rinfresco.
 

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