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Salsomaggiore: "Quella lapide rottamata"

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Amaro e struggente lo sfogo di una salsese, Elisa Restori, riguardo un episodio accaduto alla alla sua famiglia che le ha fat-
to male: nei giorni scorsi è sta-
ta tolta la lapide dedicata a suo zio Italo Restori, generoso mi-
lite della Pubblica, deceduto trent'anni fa in un incidente, mentre era in servizio sull'ambulanza.
«Il mio cognome, alla generazione di oggi, non dirà assolutamente nulla - racconta -  ma se con la memoria torniamo al lontano inverno del 1982, a molti dovrebbe far tornare alle mente un fatto che addolorò gli animi di tutta la cittadinanza salsese. Mio zio, Italo Restori, volontario della Pubblica Assistenza e donatore di sangue, perì dopo un mese di sofferenze a causa di un incidente occorso mentre era in servizio come milite».
Elisa continua commossa nel suo sfogo con un breve accenno ai fatti. «Durante le feste natalizie, ormai finito il suo turno di servizio, veniva ricontattato per trasportare con urgenza all’ospedale di Parma una partoriente e come sempre non si tirò indietro. Tenendo presente che era inverno e le strade erano particolarmente pericolose per il ghiaccio. All’altezza di Sanguinaro, un’autovettura immettendosi sulla via Emilia lo costrinse ad una manovra brusca che causò il rovesciamento dell’ambulanza. Grazie a Dio per la partoriente ed il bambino non ci furono conseguenze, ma per mio zio le ferite furono fatali. Negli anni seguenti il consiglio direttivo della Pubblica Assistenza ritenne all’unanimità di installare una piccola lapide nel giardino della sede, in ricordo del sacrifico dello zio ed in onore di tutti i militi».
«Nei giorni scorsi mio cugino, come suo padre Italo milite della Pubblica, è stato sbrigativamente informato dalla presidente del sodalizio salsese dell’intenzione di togliere la lapide adducendo il fatto che creava fastidio in quanto molte persone passando davanti accennavano al segno della croce, e che  c’era la necessità di sistemare il giardino. Ovviamente lui ha dato il benestare, ma con amarezza. Dopo  pochi giorni, lapide rimossa e smaltita, e solo la foto restituita al mittente, anche se nella seduta del consiglio direttivo del 23.5.13 è stato deliberato il suo riposizionamento all’interno della sede (dove già si trova una targa alla memoria di Italo, ndr)».
«Credo sia giusto rispettare sempre la volontà altrui ma, a parte i modi discutibili, forse - continua Elisa -  poteva essere trovata un’altra soluzione piuttosto che procedere con la rottamazione.  Mio zio era una persona meravigliosa, sempre disponibile e con il sorriso sulle labbra come potrà confermare chi ha avuto la fortuna di svolgere volontariato in Pubblica insieme a lui. Tenere viva la memoria di persone così che hanno fatto del bene e che hanno sacrificato la propria vita per qualcosa in cui credevano, penso sia non dico doveroso, ma sicuramente non fastidioso. La memoria di persone come lui aiuta le nuove generazioni a dare il giusto senso alle cose».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • BOB

    18 Giugno @ 09.07

    Certo che messa così per noi che c'eravamo non rende buon merito della "ns." Pubblica. Speriamo in qualcosa di più edificante.Magari qualcuno dovrebbe rispondere ... o del caso dire che ha sbagliato!

    Rispondi

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