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Unioni, Lucchi esulta: "Non più obbligatorio aderire"

Unioni, Lucchi esulta: "Non più obbligatorio aderire"
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"Si potrebbe dire che Davide ha vinto contro Golia e non sarebbe retorica". Esulta così il sindaco di Berceto Luigi Lucchi alla notizia che  l’Assemblea dell’Emilia Romagna ha votato un emendamento che sancisce - all'interno della legge regionale ad hoc . il venir meno dell’obbligatorietà ad aderire all’Unione dei Comuni.
"Caduto l’obbligo, inoltre, - continua Lucchi - non può più essere attivato il potere sostitutivo del Presidente della Giunta Regionale.

Ecco al lunga note di Lucchi:

"Una battaglia condotta, molte volte, in solitaria, come sempre, dal Sindaco di Berceto, iniziata dal novembre 2009, dopo l’annuncio della Vice Presidente Simonetta Saliera, in un incontro della Comunità Montana a Varano Melegari, che la Regione Emilia Romagna si apprestava ad adottare una Legge sul riordino dell’ordinamento dei Comuni, sulla soppressione delle Comunità montane e sulla loro trasformazione in Unioni di Comuni.
Una battaglia entrata nel vivo nel dicembre 2012, nei giorni precedenti l’approvazione della LR n. 21, da parte di tutti i gruppi del Consiglio Regionale, e con più spettacolarità subito dopo la sua approvazione avvenuta il 19 dicembre/2012.
Si ricorda la riunione del 2 febbraio 2013, a Berceto, con oltre 300 partecipanti, nonostante la forte nevicata, con il Vice Presidente della Regione, dove, grazie alla bravura del costituzionalista Prof. Marcello Cecchetti, è stato possibile dimostrare, senza un ragionevole dubbio, che la Costituzione veniva gravemente vulnerata in riferimento all’autonomia dei Comuni sia da parte del Governo che, ancor più, da parte della Regione Emilia Romagna.
Subito dopo l’annuncio dell’eclatante protesta del Sindaco di Berceto: quella di voler portare un gregge di pecore davanti ai palazzi della Regione il 15 febbraio.
Protesta poi rientrata per la richiesta del Presidente Vasco Errani d’incontrare il Sindaco, l’11 febbraio, e ascoltare le sue ragioni.
Dall’incontro dell’11 febbraio, soprattutto per merito della Vice Presidente Simonetta Saliera, scaturiva un comunicato alla stampa da parte della Regione che si impegnava a non far scattare il potere sostitutivo pur non modificando la LR 21/2012.
In pratica, fiducia sulla parola e promessa di successive modifiche alla LR in questione.
L’Amministrazione di Berceto, però, nell’opera di informazione e coinvolgimento dei cittadini, considerate le importanti scelte da compiere, deliberava, per il 24 e 25 febbraio, l’indizione di un referendum popolare che portava al clamoroso risultato in cui oltre l’80% dei cittadini si dichiarava contrario all’Unione dei Comuni e chiedeva al Sindaco di fare tutto il possibile per mantenere l’autonomia del Comune di Berceto.
Il referendum, rivolto agli aventi diritto, veniva affiancato anche da una petizione, presso lo studio del Notaio Fontanabona, di quanti hanno legami con Berceto e analoga raccolta di firme è stata attuata anche a New York presso i tanti emigranti.
Proprio per l’impegno assunto dal Sindaco verso i cittadini, tenuto conto che le modifiche promesse, per motivi burocratici, si protraevano nel tempo, in data 15 luglio, l’Amministrazione di Berceto, grazie al contributo fondamentale del costituzionalista Prof. Avv. Marcello Cecchetti, ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso la delibera n. 286 del 18 marzo 2013, attuativa della LR 21/2012.
È bene ricordare che i termini per introdurre il ricorso scadevano proprio il 23 luglio e, pertanto, il Comune non poteva far altro, per tutelare la chiara volontà dei cittadini.
Per fortuna la parola della Vice Presidente Simonetta Saliera ha avuto un valore concreto e gli emendamenti alla LR 21/2012 sono andati all’approvazione dell’Assemblea Legislativa proprio il 23 luglio, con il risultato che oggi, finalmente, non sussiste più l’obbligo di aderire all’Unione dei Comuni.
In questa felice circostanza, mi preme sottolineare la serietà, la disponibilità e la nobiltà della Vice Presidente Simonetta Saliera, la quale ha colto e supportato con grande determinazione le istanze di un piccolo comune il cui Sindaco ha idee diametralmente opposte alle sue riguardo alle azioni per razionalizzare i Comuni, contenere le spese, e ridurre la burocrazia.
Non è semplice sposare e sostenere l’idea di un altro. Simonetta Saliera lo ha fatto.
Serve essere uomini di Stato, persone veramente al servizio della Comunità, dei cittadini e soprattutto essere in buona fede.
Voler agire per il meglio con tanto impegno e abnegazione.
Quando si verifica questo miracolo, raro soprattutto nell’attuale mondo politico, c’è un profondo arricchimento, credo, da parte di tutti e due i contendenti.
La Vice Presidente della Regione ha sostenuto una modifica che lascia la libertà di aderire o meno all’Unione dei Comuni, ma nel contempo la sua serietà e buona fede mi fanno riflettere molto sulle mie idee e prese di posizione, che altrettanto in buona fede considero essenziali per rispettare la democrazia e il Popolo Sovrano.
Desidero, insomma, che i cittadini siano sempre amministrati da eletti che rispondano direttamente del loro operato e non da Enti o organismi di secondo grado, quindi, non elettivi e irresponsabili.
Nonostante questo, grazie alla Saliera e alla sua serietà, ho la riprova, utilissima, che nessuno ha la verità in tasca e che è sempre necessario approfondire e valutare le idee dell’altro.
Aver trovato una persona di parola come la Saliera, oggi, in politica, non è semplice e avrei piacere di trovarne una analoga per la mia lotta in favore delle Province.
Purtroppo, al Governo, l’argomento è seguito, soprattutto, dal Ministro Graziano del Rio, che non ha, ai miei occhi, per le sue continue dichiarazioni in TV e ai giornali, una buona pagella per il suo furore antidemocratico e supponenza.
Le vie del Signore, però, sono infinite.
Nel frattempo è stato incaricato il Prof. Avv. Marcello Cecchetti di valutare la sussistenza dei presupposti giuridici per la rinuncia al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Non tutte le battaglie si vincono ma se ritenute giuste si combattono e ora c’è modo, per tutelare il territorio del Comune di Berceto e la montagna in generale, di mettere più impegno per salvare la Provincia e non lasciare istituire un altro carrozzone mangiasoldi non eletto dai cittadini e irresponsabile nei loro confronti."

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  • LUIGI LUCCHI

    26 Luglio @ 20.30

    Non voglio fare la figura del sapientello ma evidentemente discuto con persone che non conoscono le leggi e credono il contrario. Le Unioni dei comuni fino il 23 luglio erano obbligatorie stando alla LR 21 BASTA SCARICARLA DA INTERNET E LEGGERLA. Le Unioni dei Comuni come dite sono composte da sindaci e il Presidente è nominato dai Sindaci e quindi sono Enti di secondo grado non eletti dai cittadini.. Per quanto riguarda le mie azioni in mutande mi ci sono messo in TV (PIAZZAPULITA) ben piu' visibilità che al Quirinale dove il Questore di Roma e la Digos lo hanno impedito se temevo d'essere destituito credo sia piu' rilevante mettere la fascia in mutande in TV che in una Piazza. Errani mi ha ricevuto l'11 febbraio e fatto un Comunicato (Gazzetta del 12 febbraio). Se vi sono antiipatico problemi vostri.

    Rispondi

  • andrea

    26 Luglio @ 20.28

    Come giustamente scriveva il Sindaco di Borgotaro: Ha senso, oggi, avere in ogni Comune un ufficio che si occupa delle paghe per i propri dipendenti (15 comuni, 15 uffici)? ha senso oggi avere uno/due soli vigili urbani in ciascun Comune, o forse sarebbe più utile mettere insieme le nostre polizie municipali per avere una dotazione di organico più adeguata e meglio organizzata? Ha senso avere 15 uffici tecnici ? 15 uffici ragioneria? Non è forse più logico mettere in Unione queste funzioni, organizzare in maniera più razionale il personale, consentendo anche una maggiore formazione e specializzazione delle risorse umane (oggi frammentate in decine di compiti diversi, per sopperire alla carenza degli organici)? Il tutto garantendo la presenza degli uffici comunali esattamente dove oggi li trovano i nostri cittadini. In sintesi : decentrare e diffondere gli sportelli a servizio dei cittadini; razionalizzare e specializzare le operazioni di retro-sportello. ......ma forse così il Sindaco Lucchi perderebbe potere....allora meglio piangere miseria e tenersi stretto un apparato enorme per un Comune con mille abitanti

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  • Puzzi

    26 Luglio @ 15.19

    Non ho fatto a tempo a scrivere il mio primo commento, che il Sig. Lucchi ci delizia con una nuova "sparata" delle sue. E' una GRAN BALLA che le Unioni dei Comuni siano guidate da chi non viene eletto. Anzi, già dall'entrata in vigore dela legge NAZIONALE, denominata "spending review" (del luglio 2012) tutti i componenti del Consiglio / Gunta delle Unioni dei Comuni DEVONO essere Sindaci dei vari Comuni che si sono uniti, quindi TUTTI DI CARICA ELETTIVA. Sul fatto che si formi un "ALTRO" Organismo, faccio presente che le Unioni furono inventate se non ricordo male nei primi anni novanta e diffuse da anni. Ma sono stanco di citare leggi ad una persona che non le rispetta e crede di vivere nella sua personale repubblica delle banane. Anzi, citando Umberto Agnelli, se Lucchi rinuncerà ai benefici economici che verranno erogati ai cittadini delle Unioni e delle Fusioni dei Comuni, la sua resterà la "repubblica dei fichi d'india"...

    Rispondi

  • Puzzi

    26 Luglio @ 13.38

    chiedo al Sig. Lucchi di chiarire dove mai ha letto che i Comuni fossero obbligati ad unirsi in Unioni?! Il Sig. Lucchi, che ci ha abituato ai suoi bluff minacciando di andare in Regione con un gregge di pecore - iniziativa ritirata da lui stesso perché è riuscito a spostare la montagna da Maometto (vedi articolo) - minacciando successivamente di andare a mettersi in mutande davanti al Quirinale - iniziativa rimasta senza seguito appena gli han detto che avrebbe perso la Poltrona da Sindaco (brucia, eh?), non vorrei che bluffasse ancora una volta. La Legge Regionale, all'articolo 7 comma 3 obbliga i Comuni piccoli ad esercitare le proprie funzioni IN FORMA ASSOCIATA, il che non vuol dire in Unione. Successivamente, all'articolo 19 comma 1 dice che l'esercizio associato delle funzioni PUO' ESSERE ATTUATO MEDIANTE UNIONI di Comuni (si dice che può, NON DEVE). Ancora più avanti, all'art. 21 comma 1 dice che la forma associata PUO' ESSERE ATTUATA MEDIANTE CONVENZIONI (e NON quindi, aderendo alle Unioni). Infine, e qui casca l'asino, all'art. 22 comma 1 la Regione afferma che NON SARANNO INCENTIVATE (economicamente, con fondi regionali) LE MERE CONVENZIONI, (ma le Unioni si). Quindi, il non voler entrare in Unione significa solo e soltanto RINUNCIARE A BENEFICI ECONOMICI CHE RICADREBBERO SUI CITTADINI SOTTO FORMA DI PIU SERVIZI E MENO TASSE. Lo hanno capito bene i cittadini di Sissa e Trecasali che, se andrà in porto il progetto di fusione dei due Comuni, beneficeranno nei prossimi anni di circa quattro milioni di contributi da Stato e Regione. Sig. Lucchi, se non vuole essere ricordato come l'uomo dei bluff, chiarisca prego.

    Rispondi

  • LUIGI LUCCHI

    26 Luglio @ 12.29

    Potrebbe sembrare, razionalmente, come dice Lei, purtroppo invece restano tutti i Comuni e si forma un altro organismo: UNIONE DEI COMUNI, guidato da chi non viene eletto dai cittadini e quindi piu' burocrazia, sprechi e meno servizi. Lo vedrà visto che molti Comuni, per seguire i dettati dei partiti, la faranno. Chieda, già ora, i conti dell'Unione Pedemontana o Terre Verdiane.

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