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Alfieri, il buon vino che nasce sulla Cisa

Alfieri, il buon vino che nasce sulla Cisa
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È la casa vinicola situata alla maggior altitudine sul livello del mare (750 metri slm), certamente della provincia di Parma, dell'Emilia-Romagna e forse d’Italia.
La cantina Alfieri a Casola di Castellonchio, in comune di Berceto, si affaccia sulla strada  della Cisa, ed ha attraversato per intero il secolo scorso, vedendo passare eserciti, le prime automobili, i campioni dello sport, i divi dello spettacolo e della musica leggera, i camion, per convivere oggi con il silenzio rotto solo dal rombo di qualche motocicletta.

Nonostante la nomea di grande cantina, conquistata con il sudore e la fatica, ma anche con il coraggio imprenditoriale e la capacità di precorrere i tempi, quella di Alfieri era a completa gestione familiare: i figli, come scrive Beatrice Anelli sulla rivista «Per la Val Baganza», vi entrano in forze appena sono in grado di fare qualche cosa; Maria, Aurelia, Giuseppina e Igildo si irrobustiscono affrontando, senza sdolcinature, la salutare fatica del lavoro anche nell’umidità della cantina.
L’uva, che le alture di Castellonchio non producono, bisogna andarla a «conquistare» là dove una fama secolare la dice saporosa e madre di ottimo liquor di Bacco: in varie zone della Provincia di Parma ma soprattutto a Scandiano e anche in Toscana in Chianti. Fiorenzo Alfieri, acquistava uva dagli agricoltori per poi barattarla con uve Sangiovese e Barbera di poderi presi in affitto nella zona del Chianti.

Ci teneva, insomma, come cantiniere ad avere un po' di bottiglie di vino locale e proprio con questo vino, ora andato perso, visto che le vigne sono state sradicate dall’Autostrada negli anni Sessanta, riusciva a conquistare alcuni clienti di Milano. Il viaggio per andare a caricare l’uva era avventuroso, potevano servire anche diversi giorni di cammino davanti a due paia di buoi che trainavano un lungo carro su cui riporre le tante cassette dell’uva. Fiorenzo preferiva prendere le vigne da coltivare piuttosto che comprare l’uva. Voleva essere sicuro del suo prodotto, del suo vino.
Proprio per questo, per lunghi periodi, lasciando la cura della cantina alla moglie, andava in pianura, sulle colline reggiane, nella zona del Chianti a curare le proprie vigne. Oggi l’azienda è gestita da Domenico e Carla insieme alle tre figlie Erika, Emanuela ed Elena, iscritte all’Università.

 

 

 


 

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    04 Febbraio @ 16.29

    poco professionale gli abiti della foto ci volevano , grembiuli, guanti ecc. sembrate due da spiaggia più che due che si interessano di vino

    Rispondi

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