-3°

Provincia-Emilia

Da Hiroshima a Borgotaro passando per gli orrori e le paure della guerra

Da Hiroshima a Borgotaro passando per gli orrori e le paure della guerra
0

Stefano Rotta

La tazzina che Paul Manferdelli conserva in casa è nera solo da un lato, come la luna di notte. Ha preso l’onda di morte della bomba di Hiroshima. Chissà chi ci ha bevuto l’ultima volta. Lui, Paul, 94enne nato a New York da genitori emigranti appenninici e residente a Borgotaro dal Dopoguerra, era un militare americano. 
«Ius soli»: un italiano, visto come italiano dagli altri Marines, ma americano per nascita sul territorio. «Mi buttarono fuori dai Marines perché avevo parlato chiaro, non ero in America per ammazzare, così mi piazzarono fra i fucilieri da sbarco, in prima linea». Paul, figlio di un cuoco italiano, Gildo Manferdelli, ha origini fra Belforte e Berceto. Viene al mondo il 19 luglio 1921. I ruggenti anni Venti statunitensi. Li vive da ragazzino cameriere. Nel 1939 viene chiamato alle armi. 
Nel 1942 spinge avanti la porta della storia, varcando una soglia che mai avrebbe voluto passare: è un soldato americano della Seconda Guerra Mondiale, impegnato fra Australia, Filippine, Nuova Guinea e isole del Pacifico. «Sbarcavi e avevi di fronte aborigeni senza vestiti, che mangiavano pesci e noci di cocco».
Quasi zero addestramento, un ventiduenne in mezzo a coetanei e diciottenni. «Era una guerra di boscaglia», dice. Spesso sui libri si studiano trattati e strategie: dimenticandosi che in guerra ci vanno ragazzi ad ammazzare altri ragazzi, i quali – parola del partigiano Carbonaro, Lodovico Stefanini – «come te vogliono solo vivere». 
Ricorda: «I giapponesi ti aspettavano. Tessevano imboscate. Conoscevano il territorio. Ma ho visto anche diversi di loro suicidarsi con una bomba a mano in bocca, oppure offrirsi prigionieri a noi americani, per non essere mangiati dai loro compagni stremati dalla fame. Mangiavano un po’ di riso e acqua piovana. Si dormiva per mesi nella giungla; il mangiare non ci mancava, ce lo lanciavano gli aerei».
A novembre del 1945 Manferdelli è ancora in divisa. Viene sbarcato in una landa dov’è stata carbonizzata anche la disperazione. Si chiama Hiroshima. Ci va con altri commilitoni. «Ci guardammo in faccia, “‘possibile che una bomba ha fatto tutto questo?”. C’era tutta una pianura nera, di cinque o sei chilometri, solo una struttura di acciaio era rimasta in piedi». Come simbolo di morte, «vidi la sagoma di un calesse, in terra, sembrava un’ombra, invece è stato carbonizzato in un frangente ed è caduto a terra con la sua stessa forma, un’orma». 
E tantissimi vetri. «Non ci volevano lasciare andare, di Hiroshima non si parlava mai ufficialmente, e poi c’era paura per le radiazioni». In guerra vita di barca, «scivolavi da un ponte all’altro, ci trovavamo uno sopra l’altro. Eravamo quaranta uomini su ogni scafo, facevo parte della fanteria di sbarco. Avevamo mezzi anfibi, in grado di navigare e poi andare avanti sulla spiaggia. Si pensava che la guerra non sarebbe mai finita. Siamo stati mitragliati alle isole Filippine. Facevamo molte manovre in mare, soprattutto con le burrasche. Con le onde lunghe del Pacifico veniva su anche lo stomaco. Una volta per difenderci dalle imboscate mettemmo dei fili tirati, collegati a una bomba a mano. Quando qualcuno ci passava sopra, ci si svegliava e semmai si apriva il fuoco. Una volta ci passò anche una scimmia. Due o tre giorni di prima linea, poi si cambiava. Di ventiquattro del terzo plotone, siamo tornati a casa in sei o sette». E poi le malattie, le infezioni, l’acqua insicura. «Ci davano il chinino per la malaria. Erano pastiglie molto amare, alcuni per non prenderla se la facevano sfilare per la manica, ma poi facevano gli esami del sangue, era una cosa obbligatoria. Per fortuna io non ho mai preso malattie, molti ci morivano». Si sentiva americano o italiano? «Mi sentivo di non vedere l’ora di tornare a casa a trovare i miei genitori. Non avevo più notizie di loro. Erano rifugiati a Cassino». A volte ci si chiede cos’è la guerra, se sia giusto o no intervenire. E’ utile riportare un episodio di 68 anni fa: «Un giapponese ha sparato a un mio amico. Ho aperto il fuoco contro di lui, buttandomi fra le frasche, mi ricordo canne di bambù che esplodevano. Quando tutto è finito, il mio amico non c’era più». Allora la domanda è necessaria? Come vede l’intervento in Siria? «Un disastro. Le guerre oggi più che un tempo possono distruggere il mondo». Ha mai ricevuto medaglie? «No, mai. Quando finì la guerra, il generale mi disse, “quando sarai a casa tieni la testa bassa, e l’eroe lascialo fare agli altri”». «La mia mamma ha fatto molto per me. Mio padre mi ha rimandato in America, per un periodo, quando ha visto che situazione c’era in Italia. “Torna là, che da mangiare si trova”. Giocavo anche a baseball, ero un appassionato di Joe di Maggio, quando colpiva lui la palla poteva uscire dallo stadio....». 
La vita va avanti anche dopo la bomba. Paul da militare americano diventa camionista italiano. «Per andare a Calestano qui dal Borgo ci voleva un’ora e mezza. Non c’era la fondovalle. Caricavo i sassi del Baganza, venivano trasformati in cemento». Al volante in alto sulla strada con «82» scritto sul cofano Fiat. «I camion li aveva mio nonno, Luigi Del Maestro». Adesso Paul ha dieci nipoti e due pronipoti, oltre ai cinque figli Luisa, Gilda, Antonio, Carlo ed Elisabetta. Oggi, si sente italiano o americano? «Tutti e due. Ho la doppia cittadinanza. Sono figlio di emigranti italiani in America», ha un po’ il sangue dei pionieri. La figlia, Elisabetta, dice: «Ha già messo dentro tutta la legna per l’inverno». Sul tavolo c’è una lettera di un’associazione di reduci con scritto «To perpetuate the friendship formed in combat». Sul divano, gli occhioni aperti di Chiara, nipotina del 2003, ad ascoltare una storia antica, la vita che vince la morte.
 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

E' morto il musicista Greg Lake

Greg Lake

Londra

E' morto Greg Lake, del gruppo Emerson, Lake and Palmer

Mirante è il nuovo amore di Ludovica Valli?

Ex tronista

Mirante è il nuovo amore di Ludovica Valli?

1commento

Il Taro Taro  story al Marisol

Pgn

Il Taro Taro story al Marisol Foto

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Integrazione con gli stranieri: per i ragazzi è facile

PGN

Integrazione con gli stranieri: per i ragazzi è facile

3commenti

Lealtrenotizie

Sudtirol-Parma,  Nocciolini sbaglia un gol clamoroso: è 0-0

lega pro

Sudtirol-Parma, Nocciolini sbaglia un gol clamoroso: è 0-0

La formazione: 4-3-3 con Nocciolini, Calaiò e Baraye in attacco (diretta su Tv Parma) - Lega Pro, risultati e classifica (guarda)

tg parma

Incidente a Brescello: quattro feriti, due bambini al Maggiore

parma

Luminarie: il Comune ha speso 125mila euro

7commenti

Ospedale

Borghi: «Giusto razionalizzare i reparti»

5commenti

Polizia municipale

Dalla Puglia a Collecchio in tre ore? No, tachigrafo truccato: maxi-multa

2commenti

Inchiesta

E' emergenza truffe, anziani nel mirino: ecco le "trappole" più utilizzate

2commenti

Parma

Atti vandalici al gattile

1commento

MONTECCHIO EMILIA

Vende Audi A4 a 1.800 euro ma è una truffa: denunciato bergamasco

2commenti

Polizia municipale

Controlli a San Leonardo: 22 multe ad automobilisti, 2 a ciclisti non in regola

Controlli anche sui veicoli: fermate 2 auto senza assicurazione e 5 senza revisione

11commenti

Lutto

Tina Varani, una vita per la famiglia

Sala Baganza

Festeggiano 50 anni di matrimonio aiutando la Casa della salute

Politica

Pellacini: "Via D'Azeglio, sala giochi al posto del market?"

1commento

Carabinieri

Con Rey il labrador «a caccia» di droga

1commento

allarme

Sterpaglie in fiamme, rogo a Ponte Italia Video

Attorno alle 22 di ieri

1commento

Guardia di Finanza

Incassa poco ma solo per il fisco: sequestrati beni a un evasore "seriale" di Sorbolo

3commenti

Sicurezza

Diciassette nuovi «occhi» a Noceto

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

IL DIRETTORE RISPONDE

Il panino? Non famolo strano

2commenti

VELLUTO ROSSO

Da Shakespeare a Peter Pan: gli spettacoli da non perdere a teatro

di Mara Pedrabissi

ITALIA/MONDO

Reggio Emilia

Si travestiva e pagava ragazzini per fare sesso: arrestato 40enne, più di 30 vittime

1commento

CONTI PUBBLICI

La manovra è legge: ecco cosa cambia

1commento

SOCIETA'

GIORNALISMO

Gramellini passa dalla Stampa al Corriere

REGALI DI NATALE 2016

Scopri il regalo giusto per il tuo lui

SPORT

TG PARMA

I Corrado acquistano il Pisa. Giuseppe: "Sogno sfida col Parma in A" Video

Basket

Melli show a Tel Aviv con 4 record

CURIOSITA'  

Strajè

"Costretta" a fare ricerca all'estero. Il sogno di Maria Chiara: tornare a Parma Video

1commento

dialetto

"Io parlo parmigiano" lancia un Lunäri... da Ufo Video