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Degrado al Museo Aranciaia

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Signor direttore,
in questi giorni ho spedito una lettera aperta al Sindaco di Colorno Michela Canova per metterla al corrente di alcune iniziative e dello stato di degrado in cui versano il Settore Cinema e Stampa del Museo di Colorno.
E’ giusto che anche i cittadini siano al corrente.
La settimana scorsa a Vignola di Modena è stato inaugurato un bellissimo Museo del Cinema intitolato ad Antonio Marmi che fu tra i nostri prestatori nel 2006 a Colorno per la mostra intitolata “Il Cinematografo” che suscitò grande consenso.
Conoscendo gli amici appassionati di Vignola sappiamo che essi, senza scomodare Provincia e Regione, senza nominare costosi esperti esterni, senza essere costretti a stipulare con il Comune contratti trentennali di comodato d’uso, hanno svolto un ottimo lavoro degno di grande considerazione. Tutto si è svolto credendo nel progetto mediante un perfetto ed intelligente rapporto di fiducia e stima reciproche con l’Amministrazione che ha messo a disposizione i locali, operai comunali e recuperato vecchi allestimenti di precendenti mostre.
Noi a Colorno, dopo un avvio museale molto promettente, che aveva destato grande interesse tra studiosi, scuole e turisti, ci siamo dovuti invece fermare e non solo per i danni inflitti dal terremoto.
Qui a Colorno, dal 2009, casualmente dopo il cambio dell’Amministrazione, tutto si è congelato ed anzi, a fondatori e curatori del Museo, tra gli altri il sottoscritto e Luigi Simeone, ci è stato persino precluso  l’ingresso in Aranciaia per vedere i nostri oggetti. Per entrare dovevamo presentare domande scritte alle quali veniva risposto solo dopo alcune settimane.
Mentre a Vignola i prestatori - fondatori venivano coinvolti e valorizzati, noi eravamo del tutto esclusi secondo lo slogan sempre espresso dall’Assessore esterno alla Cultura Censori (Non votato dalle gente di Colorno): “l’unico interlocutore del Comune è la Pro loco!”
E la Pro loco decideva tutto in seno al ristretto Consiglio direttivo composto da ultimi arrivati (tra i quali Vito Guazzi,  Assessore comunale di maggioranza ), totalmente estranei al  Museo,  che non coinvolgevano per nulla i soci regolarmente iscritti. Un sistema assolutamente blindato, distorto e malato teso più alla esclusione che al coinvolgimento e partecipazione!
Siamo stanchi di ripetere questa storia assurda, ormai basata su di un orgoglio che produce solo danni irreversibili ai Cittadini e al Paese di Colorno. Ricordiamo che questa Amministrazione ha portato alla distruzione di quasi tutti gli allestimenti dello storico Museo etnografico con relativo mescolamento  e dispersione di tutti gli oggetti presenti. Una guerra inutile forse basata esclusivamente su sentimenti di antipatia? Non abbiamo mai capito se questo era dovuto a profonda ignoranza oppure puntiglio,  arroganza, indifferenza o altro?
E’ venuto il momento di aprire gli occhi e fare un passo indietro perché mentre qui si creano solo contrasti e distruzioni in altri Comuni dotati di buon senso si andava avanti conservando ciò che si era fatto in decenni di scarifici, spese personali, valorizzando nel contempo le risorse umane e culturali presenti sul territorio nel mondo del volontariato.
Ora l’Amministrazione in carica ha chiesto al sottoscritto e a Luigi Simeone di concedere i nostri preziosi oggetti legati alla storia del Cinema in comodato d’uso per trent'anni. Con quale coraggio dopo le umiliazioni ed esclusioni che abbiamo dovuto subire in questi mesi? Trent’anni equivalgono ad una donazione e queste si perfezionano solo dopo un lungo rapporto di rispetto, fiducia e stima reciproche. Cose che a Colorno nei nostri riguardi non sono mai avvenute.  Certo che io e Simeone desideriamo lasciare a Colorno, come prestito gratuito, per i Cittadini, i nostri cimeli, ma solo dopo avere stabilito condizioni favorevoli per la conservazione degli stessi ed un nostro attivo coinvolgimento. Le vetrine e supporti per l’allestimento ci sono già tutti e provengono da altre precedenti esposizioni (come a Vignola). Non serve alcuna ulteriore ingente spesa.
Precisiamo che l’Amministrazione comunale e la nuova Pro loco, da quando il Museo è stato chiuso al pubblico nel 2009, non hanno nemmeno provveduto a proteggere e coprire tutti i preziosi materiali dedicati all’arte del libro e della  Stampa.  Ora i delicati torchi tipografici, linotypes, macchine fotografiche dell’ottocento ed altre attrezzature giacciono abbandonate in Aranciaia tra la polvere e degrado sovrastate da pesanti travature in legno.
Tutti gli oggetti, compresi quelli del settore Etnografico, così come sono esprimono solo il 50% del loro valore, il resto è rappresentato dal patrimonio di conoscenze sulla loro storia e provenienza, approfondimenti, ricerche e collaborazioni che solo i creatori e storici curatori del Museo possiedono.
Nessun esperto esterno, anche il più competente, può supplire a questa mancanza: senza queste informazioni, dovute ad anni di appassionate ricerche ed amore per il Museo,  si può solo creare qualcosa di anonimo, freddo, privo di anima e memoria.
In questi anni abbiamo sempre cercato un dialogo, un confronto e giusto coinvolgimento che ci sono sempre stati negati.
La Politica per me e Simeone è altra cosa: in primo luogo conoscenza degli avvenimenti storici che sono avvenuti localmente, rispetto dei cittadini e la valorizzazione delle risorse umane  e culturali presenti sul territorio. Siamo convinti che “il Primo Cittadino” debba esemplarmente comportarsi come tale per tutti (nei confronti di chi ha avuto fiducia in lui e di chi ha preferito un’altra candidatura) e mettere il proprio Paese al centro di ogni decisone.
In questa lettera aperta Sig. Sindaco la invitiamo ad una serena riflessione ed al raffronto con altre realtà territoriali che manifestano maggiore apertura e sensibilità, affinchè da Cittadini si possa essere fieri di appartenere ad un Paese grande o piccolo che sia e ci si senta adeguatamente rappresentati.
Allegato biglietto per partecipare alla inaugurazione del Museo del Cinema di Vignola (MO) con l’invito di recarsi anche in vista al Museo della Stampa di Lodi.
Grazie per l’attenzione. Distinti saluti.
 

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