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Il preside Angella: "Ho fatto amare la scuola a generazioni di studenti"

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Franco Brugnoli
Dal settembre 1993, sono passati vent’anni esatti. Il preside Angelo Angella (originario della Lunigiana, che aveva già, all’epoca, 22 anni di servizio) giunse a Borgotaro, ove rimase appunto a capo dell’importante polo scolastico, oggi «Zappa-Fermi», per tutto questo tempo. Ora se n’è andato in pensione.
Lo abbiamo incontrato, per l’ultima volta nel suo ufficio, ove ci ha raccontato un po’ la sua carriera, le sue aspirazioni e soprattutto le sue grandi soddisfazioni avute in questi anni.
Partiamo dagli inizi...
«Dopo alcune supplenze ad Albareto e Bardi ho iniziato il mio incarico, di ruolo, allora come insegnante elementare (avevo 20 anni), a Milano, nel 1971 e vi sono rimasto per cinque anni. Poi sono passato alle superiori, ove ho dedicato 15 anni all’insegnamento e quindi 22 anni come preside. Gli ultimi vent’anni, li ho appunto passati qui a Borgotaro».
Come è stata questa esperienza?
«E’ stata una esperienza che mi ha dato davvero molto. All’inizio, mi sono trovato a gestire un istituto tecnico (lo Zappa), con aggregato un istituto professionale. Nel 2000, poi, sono stati fusi l’istituto tecnico Zappa ed il liceo Fermi, per cui è nato l’attuale istituto Zappa-Fermi. Così mi sono trovato a dirigere tre licei (scientifico, linguistico e psico-pedagogico), più l’istituto tecnico, con l’istituto professionale per i servizi turistici. E da due anni a questa parte, mi era stato affidato anche l’ex-Ipsia di Bedonia, nel quale abbiamo fatto sorgere un Istituto professionale per i servizi eno-grastronomici. Inoltre negli anni 2007-2008 mi è stato pure affidato, in reggenza, l’Istituto Comprensivo di Borgotaro ed Albareto».
Ma veniamo a questi vent’anni vissuti a Borgotaro.
«Questo periodo è stato per me, a dir poco, entusiasmante, perché ho trovato tante persone interessate a promuovere l’innovazione, il cambiamento anche dal punto di vista metodologico e didattico».
Qual era il suo più grande sogno nel cassetto?
«Io davvero avevo, da sempre, un sogno nel cassetto: poter dirigere una scuola, in cui i ragazzi venissero volentieri, studiassero volentieri. Una scuola, in altre parole, che non fosse vissuta come un carcere, ma come un luogo in cui crescere volentieri insieme. E devo dire che gli insegnanti ed anche gli alunni, mi hanno aiutato molto in questo, promuovendo, fin dall’inizio, tutta una serie di iniziative, che hanno reso veramente accattivante la frequenza scolastica, perché l’obiettivo primario, per me, è sempre stato quello di dare agli studenti di queste zone, geograficamente marginali, tutta una serie di occasioni, di stimoli, di iniziative che consentano loro di colmare il gap ambientale, rispetto a chi vive in città».
In quali settori vi siete mossi principalmente?
«Arte, musica, teatro, informatica, volontariato presso varie strutture, sono state solo alcune delle attività svolte, al di là chiaramente degli orari scolastici».
Nel dettaglio, ci vuol segnalare qualche esempio concreto?
«Si, ricordo ad esempio, il primo premio vinto, con un cd musicale, ad Arte a Scuola di Terni e Spoleto. E poi  decine di pubblicazioni, mostre, dvd, video legati ad eventi particolari. Inoltre abbiamo vinto tantissimi concorsi, uno di lingua straniera».
In questi giorni il preside Angella è passato a salutare tutta la scuola, iniziando dalla sua vice, la prof. Maria Giuliana Anelli («una vulcanica - ha detto - e preziosissima collega e collaboratrice»), tutti i docenti, il personale non insegnante ed i suoi ragazzi.
L’amministrazione comunale di Borgotaro lo ha recentemente insignito della medaglia d’oro riservata ai cittadini illustri. Lui non è borgotarese, ma dopo vent’anni lo è diventato di adozione. Ora la scuola è stata affidata, in reggenza, alla prof. Elisabetta Botti (già dirigente dell’ «Itis Leonardo Da Vinci» di Parma).

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