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Negri: "Con un paio di colpi d'ala possiamo far decollare Salso"

Negri: "Con un paio di colpi d'ala possiamo far decollare Salso"
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Davide Castellazzi
Salsese di adozione (è nato infatti a Fiorenzuola), Pier Luigi Negri è oggi uno dei principali estimatori della cittadina termale, oltre che un imprenditore di spicco.
Dalle finestre della sua casa Negri guarda Salsomaggiore, le Terme e il Grand Hotel Centrale. Quest’ultimo è attualmente in fase di ristrutturazione a cura di una società di famiglia e tra qualche mese diventerà un nuovo polo attrattivo dell'ospitalità salsese. 

Lei non è originario di Salso. Quando ci si è trasferito?
Sono arrivato a Salso quarant'anni fa, nel 1972, e ho messo su famiglia nel 1982. Con mia moglie Marina ho avuto tre figli: Noemi, Erica e Davide.

Perché proprio Salsomaggiore?
Perché mi piaceva, per me era la più bella città del mondo. Negli anni Settanta era un luogo splendido, frequentato da persone meravigliose. Si vedevano ovunque Ferrari e Maserati. In particolare viale Romagnosi, splendeva, brulicava di vita, di eventi, di persone eleganti e felici di essere a Salsomaggiore. Clienti fedelissimi.
E oggi?
Certamente è molto cambiata ma ha ancora grandi potenzialità, è possibile rilanciarla. È come una bella donna, basterà vestirla e rifarle trucco per renderla di nuovo splendida.

Torniamo a lei. Ha cominciato a lavorare da giovanissimo…
A 14 anni facevo l’aiuto cameriere in un albergo. A 17 anni sono entrato in società con i miei fratelli. Vendevamo pavimenti e rivestimenti, materiali per l’edilizia. Nel 1976 ho scelto l'autonomia e, lavorando sedici ore al giorno, nel 1980 sono passato alla vendita di mobili, con il mio primo centro d’arredamento.

Il Centro Negri Arredamenti di Cadeo (Piacenza), è vero che è il più grande d’Italia?

Senza dubbio il più grande, con 29.000 metri quadri tra magazzini, show room e spazi espositivi. Il Centro Negri è cresciuto nel tempo, l’ultimo ampliamento risale ai primi anni duemila. Puntiamo su assortimento e qualità e non smettiamo di evolverci. Per il 2015 è prevista la nascita del nuovo Centro della Casa, grazie al quale saremo in grado di fornire tutto ciò che riguarda i moderni modi di abitare inclusi impianti energetici e di riscaldamento. Recentemente ad aiutarmi è arrivato mio figlio Davide, laureato in Ingegneria. Tra qualche anno spero sia lui a prendere le redini del Centro Negri.

Ma i mobili, gli arredi e la casa non sono i suoi unici interessi da imprenditore. La ristrutturazione del Grand Hotel Centrale ad esempio l’ha portata sotto i riflettori di tutta Salsomaggiore.

Io sono un imprenditore, un mobiliere, ma dato che sono nato e cresciuto nell’edilizia la voglia di costruire e ristrutturare mi è rimasta dentro e l’idea di farlo a Salso mi gratifica molto. Per questo ho deciso di accettare la sfida del Grand Hotel Centrale.

Non crede che imprenditoria e sentimentalismi vadano poco d’accordo? Specie per investimenti multimilionari come il suo?
È vero, ragionando solamente come imprenditore forse non avrei dovuto farlo. Ma chi mi conosce sa che non lavoro solo per fare soldi. Dopo quarant'anni di intensa attività potrei ritirarmi, andare in giro per il mondo. Penso che riuscirei anche a divertirmi, ma io credo nel rilancio di Salso, nel suo ritorno alla prosperità. Sarà la passione, l'appartenenza, il sentimento, non lo so, voglio partecipare al rilancio. Ho dei figli nati e cresciuti a Salso e credo che anche loro possano portare il loro contributo alla città.

Perché e come rilanciare Salso?
Gli amici e la storia mi dicono che Salsomaggiore era la più prestigiosa e meglio frequentata città termale italiana, una Ville d'Eaux leggendaria. Ci sono acque di eccezionale valore medico. Si trova in una zona splendida, circondata da castelli e da una natura formidabile. Abbiamo un testimonial come Giuseppe Verdi, siamo il cuore della gastronomia italiana: ottime acque, ottimi alberghi, ottimo cibo, ottima musica ... non possiamo sbagliare.
Credo che gli operatori turistici e la pubblica amministrazione siano in grado di dare un ruolo esaltante alle Terme, di mettere in luce le proprietà di Tabiano, di ritrovare quello spirito che ci reso famosi. Insieme dovremmo riaccendere la passione per il turismo, tornare ad offrire un’ospitalità di standard internazionale e uno shopping di livello nazionale, perché il made in Italy tira ancora. Se uniamo le forze, se mettiamo in archivio le diffidenze, se guardiamo avanti, ci riusciremo. Ci servono solo un paio di colpi d'ala per fare decollare Salsomaggiore. Il Grand Hotel Centrale è un primo colpo d'ala, non va visto come qualcosa di separato, non è una minaccia, ma un'opportunità per tutti gli operatori, per i commercianti, per chi si occupa di ristorazione, di sport, di golf, di musica, di eventi, eccetera. Sarebbe un clamoroso errore se qualcuno lo considerasse un concorrente. Credo invece sia un esempio da emulare, un punto di ri-partenza, un laboratorio nel quale spero di incontrare amici albergatori, pubblici amministratori e semplici cittadini come me.
Cosa ci vuole per fare sì che gli operatori di Salso  uniscano i loro sforzi per raggiungere il medesimo obiettivo?
Io ho ancora voglia di fare e sono pronto a fare la mia parte, come sto facendo.
Lascerebbe Salsomaggiore Terme?
Non verrei via da Salso per nulla al mondo.

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  • ENRICA TAGLIACOLLO

    21 Ottobre @ 10.15

    E' UNA SPLENDIDA INIZIATIVA E NOTIZIA!!! ERA ORA CHE SI FACESSE QUALCOSA PER RILANCIARE SALSO. IO HO INZIATO A FREQUENTARE SALSO PER CURA NE 1974. ERA VERAMENTE SPLENDIDA E SPIACEVA SEMPRE MOLTO QUANDO SI DOVEVA PARTIRE E TORNARE A CASA. SI ABBINAVANO MOLTO BENE SALUTE, MA ANCHE DIVERTIMENTO. SI, PROPRIO COSI. IL MITICO POGGIO DIANA, VILLA PARADISO, LA TAVERNA, IL MOLOKAI E CHE DIRE DEL CORALLO. IL CORALLO ERA DIVERTENTISSIMO. LI SI CHE SI POTEVA BALLARE ALLA GRANDE E TROVARE DEGLI OTTIMI BALLERINI. ED ORA COSA E' RIMASTO DI TUTTO CIO? NULLA. CHE PECCATO E NOSTALGIA. SAREBBE MOLTO BELLO ED INTELLIGENTE RIAPRIRE ALMENO IL CORALLO. E SITUATO IN CITTA, COMODO DA RAGGIUNGERE E POI, COSA MOLTO IMPORTANTE, HA PREZZI MOLTO CONVENIENTI. SAREBBE UN BEL RICHIAMO DAVVERO. IO CI ANDAVO TUTTI I POMERIGGI CON ALTR SIGNORE DELL'ALBERGO E SI USCIVA CONTENTE E RILASSATE. PERCHE NON ISTITUITE UNA SPECIE DI REFERENDUM VIA MAIL, SONO SICURA CHE IN TANTISSIME PERSONE ADERIREBBERO ALLA RIAPERTURA DEL " MITICO CORALLO ". GRAZIE PER AVERMI ASCOLTATA. VIA AUGURO UN BUON LAVORO E FATE DI TUTTO PER FAR RISORGERE COME " L'ARABA FENICE " LA MIA SALSO, CHE HO SEMPRE AMATO E CHE SEMPRE AVRO' NEL MIO CUORE. ENRICA TAGLIACOLLO

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