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Corniglio, due agnelli sbranati dai lupi

Corniglio, due agnelli sbranati dai lupi
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Alex Botti

Ennesimo attacco di lupi all’azienda agricola Toschi di Vesta d’Agna: uccisi e divorati in una sola notte due agnelli. I giovani animali si trovavano a pochi metri di distanza dalle strutture dell’azienda agricola e dalla casa della famiglia Toschi, ma a quanto pare la cosa non ha dato alcuni fastidio ne ha spaventato i predatori. Gli agnelli erano custoditi all’interno di un recinto con pascolo, proprio a lato della stalla, assieme alla madre. In un altra parte del recinto c'erano poi altre pecore con il montone ed in un altro alcune giovani manze. La scoperta è avvenuta  poco dopo l’alba quando si iniziano i lavori nella stalla. Dai portoni i fratelli Toschi controllano sempre tutti gli animali, ma quella mattina non si vedevano i 2 agnelli.
Preoccupati e con già un brutto presentimento, a causa degli ormai numerosi precedenti, sono corsi nel pascolo e lì hanno scoperto che i lupi si erano mangiati praticamente tutto dei due agnelli, perfino il pelo. Una rabbia, quella di Antonio e Sergio Toschi, difficilmente spiegabile, che si può capire solo vivendo vicende del genere. Rabbia ma anche dolore, per gli animali che venivano allevati con tanta passione e sacrificio, e poi anche per il danno economico, che di questi tempi non è poco.
La prima domanda che gli si fa è quasi di rito: «Ma siete sicuri siano stati i lupi?», e la risposta è secca: «Dai, per favore, non scherziamo, e smettiamola di nascondere queste cose. È ovvio che siano stati lupi, quale altro animale potrebbe fare una cosa così feroce? Evitiamo di prendere in giro la gente che lavora e si spacca la schiena per questo».
Un magone che si percepisce dalle parole e dai volti, mentre raccolgono quel che resta dei loro animali: «Guarda! Questa è la mandibola! Spezzata! E completamente scarnata. Giuro che io a forchetta non sarei capace di fare un lavoro così pulito».
Mettono tutto in un secchio e lo mostrano: «Questo è il risultato del nostro lavoro, per l’ennesima volta. Non ne possiamo più davvero, e come noi tanti altri». Ormai hanno perso il conto dei capi di bestiame vittime di questi attacchi, tra pecore, agnelli e montoni, e tra manze e vitelle. Si contano almeno undici episodi con, sbranati, molti più animali, perchè ogni volta non ne viene ucciso soltanto uno.
Ora si sentono in trappola in casa loro. «Non siamo più liberi di poter lavorare, di poter allevare animali come si è sempre fatto. Non basta più un recinto o la vicinanza alle case per difenderli, ormai questi “simpatici predatori” sono quasi addomesticati ed arrivano dappertutto ad uccidere».
Chiederanno il rimborso del danno?. «Ma che rimborso e rimborso - rispondono innervositi - sono un presa in giro, ridicoli, ci vergogniamo a riceverli, tanto che non sappiamo neanche se faremo denuncia». E cosi è stato per diversi episodi, e per tanti altri loro colleghi vittime di queste cose. Una ventina di giorni prima a poche centinaia di metri è stata uccisa un vitella di circa 8 mesi ad un altro contadino, di cui è rimasto solo una zampa.

La stima
Un danno da 3-400 euro
Il danno economico si aggira attorno ai 3-400 euro. Questa è la stima dei fratelli Toschi dei loro 2 agnelli. Ma non finisce qui: «Se avessero lasciato dei resti più grandi ci saremmo dovuti far carico dello smaltimento». E poi un filo di polemica: «Ci avevano spinti e consigliati più di una volta ad allevare pecore della razza cornigliese, per la quale si poteva accedere a dei contributi, ma noi abbiamo sempre rifiutato proprio per questo rischio».


 

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  • Andrea

    24 Ottobre @ 14.46

    I lupi vorrebbero nei vostri uffici,viene comoda parlare da una poltrona di ufficio,gli agricoltori danno l'anima per ciò che fanno lavorando 365 giorni all'anno compreso natale. Se ci fossero risarcimenti adeguati forse sarebbe meglio

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  • gianfranco ferrari

    24 Ottobre @ 13.07

    La verità fa male, quanti buonisti con i danari degli altri! quanti fautori in trentino con l'immissione degli orsi! peccato però che i danni ( molti) che causano non debbano essere pagati dai fautori ma da tutti i cittadini! ora i quesiti sono è questi: 1) nostri padri e nonni che li hanno estirpati erano tutti degli incoscienti ed irresponsabili! o avevano qualche sacrosanta ragione! 2) se in qualcosa ci credo poi ne pago personalmente le conseguenze es. quanti dei comitati di benvento ospitano immigrati? 3) le chiacchiere da bar non sono tutte di ignoranti, qualche volta accade che gli ignoranti al bar non ci vadano!

    Rispondi

  • jack

    24 Ottobre @ 11.38

    E vai che fra un pò ricominciamo con la caccia ai lupi..........tanto che volete che sia fra altri 50/60 anni tornano da soli..........ma una volta non si usavano i cani da pastore allo scopo di difendere il gregge ???Certo è più facile mettere 2 metri di filo ........vedremo cosa succede......

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  • Ferruccio

    24 Ottobre @ 10.23

    SOLIDARIETA' AI FRATELLI TOSCHI GRANDI LAVORATORI E AMICI VEDERE VANIFICATI TANTI SACRIFICI PER LA TUTELA DEI LUPI LASCIA L'AMARO IN BOCCA MI DISPIACE MOLTO ANCHE PERCHE NON SI E' PIU SICURI DIB ANDARE SUI NOSTRI MONTI SE NON ARMATI..............

    Rispondi

  • Michele

    23 Ottobre @ 19.57

    Il messaggio di Camola, è cosi vuoto, cosi qualunquista, cosi da bar (di montagna) e cosi demagogico, che oltre ad essere incommentabile, è purtroppo lo speccio dell'Italia attuale: il nulla! PS: Camola si è dimenticato di ricordare le vipere liberate dagli elicotteri !!!!

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