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Quartiere montanara

Bar Manzoni, goodbye a Gianna, Bruno e Claudio

Dopo 25 anni gli storici titolari lasciano la gestione

 Gianna Ilari tra Bruno e Claudio Silvestri

Gianna Ilari tra Bruno e Claudio Silvestri

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Laura Ugolotti
Dal 1988, tutte le mattine, hanno dato il buongiorno al quartiere Montanara. 
Ora, dopo oltre vent’anni i titolari storici del Bar Manzoni, hanno deciso di passare il testimone: dal 1° gennaio la gestione sarà affidata a tre giovani ragazzi e anche se Gianna Ilari, Bruno e Claudio Silvestri per un po’ resteranno per il passaggio di consegne, non si può nascondere che con la loro partenza si chiude un capitolo storico della vita del quartiere.
Un quartiere che hanno conosciuto e visto cambiare di anno in anno. «Quando siamo arrivati – racconta Claudio – venivamo dal centro, dove abbiamo abitato e anche gestito il primo bar. Il cambiamento è stato notevole, ma a fine anni Ottanta il Montanara stava già rinascendo, dopo gli anni difficili del “Bronx” e non abbiamo mai avuto problemi. Via Manzoni è tranquilla, forse anche perché un po’ più defilata rispetto a via Montanara. Ma è soprattutto la gente che merita. Ci siamo sempre trovati bene, tanto da venirci ad abitare». 
Per il quartiere il Bar Manzoni è diventato negli anni un punto di riferimento. «C’è stato un periodo - ricorda Claudio - in cui tenevamo aperto anche la sera. Dopo mezzanotte ci ritrovavamo qui: chi portava il formaggio, chi la pasta, chi il vino: si mangiava tutti insieme».
«Il segreto? Offrire servizi diversi, dal bar all’edicola alla ricevitoria. Ma soprattutto esserci sempre», spiega Gianna: il pilastro del bar, a detta del marito Claudio. «Siamo sempre stati aperti tutti i giorni, dalle 5.30 del mattino alle otto di sera. Le persone vengono a prendere il caffè, le mamme a fare colazione dopo aver portato i figli a scuola, i giovani a bere una birra, i meno giovani a giocare a briscola».
«Mai fatto selezione – assicura Bruno -; la porta è sempre stata aperta per tutti». «Ci sono ragazzi del quartiere - racconta ancora Claudio - che hanno iniziato a venire qui quando erano adolescenti e non hanno mai smesso. Li conosciamo tutti, li abbiamo visti crescere». Così come quei bambini che, dice Gianna, «passano davanti al bar al mattino, entrano, salutano e poi vanno a scuola». Anche loro, al Bar Manzoni, si sentono come a casa, perché qui hanno sempre trovato disponibilità e un sorriso.
«Ora ci godremo un periodo di riposo - dicono Gianna e Claudio - andremo in crociera, poi proveremo ad iniziare una nuova attività, ma più in piccolo». E Bruno? «C’è sempre bisogno di qualche lavoretto, non starò certo con le mani in mano». Ora toccherà a Gianluca Piccinini, Guido Pelagatti e Giovanni Campanini raccogliere la loro eredità. Una cosa, però, è certa: forse tra qualche mese non vedremo più Bruno, Gianna e Claudio dietro al bancone, ma per molto tempo ancora resteranno nei paraggi. Infondo, il Montanara è il loro quartiere. 
Laura Ugolotti
Dal 1988, tutte le mattine, hanno dato il buongiorno al quartiere Montanara. Ora, dopo oltre vent’anni i titolari storici del Bar Manzoni, hanno deciso di passare il testimone: dal 1° gennaio la gestione sarà affidata a tre giovani ragazzi e anche se Gianna Ilari, Bruno e Claudio Silvestri per un po’ resteranno per il passaggio di consegne, non si può nascondere che con la loro partenza si chiude un capitolo storico della vita del quartiere.Un quartiere che hanno conosciuto e visto cambiare di anno in anno. «Quando siamo arrivati – racconta Claudio – venivamo dal centro, dove abbiamo abitato e anche gestito il primo bar. Il cambiamento è stato notevole, ma a fine anni Ottanta il Montanara stava già rinascendo, dopo gli anni difficili del “Bronx” e non abbiamo mai avuto problemi. Via Manzoni è tranquilla, forse anche perché un po’ più defilata rispetto a via Montanara. Ma è soprattutto la gente che merita. Ci siamo sempre trovati bene, tanto da venirci ad abitare». Per il quartiere il Bar Manzoni è diventato negli anni un punto di riferimento. «C’è stato un periodo - ricorda Claudio - in cui tenevamo aperto anche la sera. Dopo mezzanotte ci ritrovavamo qui: chi portava il formaggio, chi la pasta, chi il vino: si mangiava tutti insieme».«Il segreto? Offrire servizi diversi, dal bar all’edicola alla ricevitoria. Ma soprattutto esserci sempre», spiega Gianna: il pilastro del bar, a detta del marito Claudio. «Siamo sempre stati aperti tutti i giorni, dalle 5.30 del mattino alle otto di sera. Le persone vengono a prendere il caffè, le mamme a fare colazione dopo aver portato i figli a scuola, i giovani a bere una birra, i meno giovani a giocare a briscola».«Mai fatto selezione – assicura Bruno -; la porta è sempre stata aperta per tutti». «Ci sono ragazzi del quartiere - racconta ancora Claudio - che hanno iniziato a venire qui quando erano adolescenti e non hanno mai smesso. Li conosciamo tutti, li abbiamo visti crescere». Così come quei bambini che, dice Gianna, «passano davanti al bar al mattino, entrano, salutano e poi vanno a scuola». Anche loro, al Bar Manzoni, si sentono come a casa, perché qui hanno sempre trovato disponibilità e un sorriso.«Ora ci godremo un periodo di riposo - dicono Gianna e Claudio - andremo in crociera, poi proveremo ad iniziare una nuova attività, ma più in piccolo». E Bruno? «C’è sempre bisogno di qualche lavoretto, non starò certo con le mani in mano». Ora toccherà a Gianluca Piccinini, Guido Pelagatti e Giovanni Campanini raccogliere la loro eredità. Una cosa, però, è certa: forse tra qualche mese non vedremo più Bruno, Gianna e Claudio dietro al bancone, ma per molto tempo ancora resteranno nei paraggi. Infondo, il Montanara è il loro quartiere. 

 

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  • Tamagninicom

    09 Dicembre @ 18.29

    BUONA PENSIONE BRUNO .... DAI TUOI CLIENTI DI VIA XXII LUGLIO .... E LI' ERANO GLI ANNI 70 ... E NON AVEVO ANCORA LA PATENTE E VENIVO IN BAR DA TE CON LE SCOZZESI DEL PIANO DI SOPRA ... AUGURI ... MA TANTI. SERGIO TAMAGNINI

    Rispondi

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