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Da tre generazioni fra gelati e caffè

Claudio Labadini

Claudio Labadini

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La famiglia Labadini e il dolce segreto che si tramanda di padre in figlio. 
Oggi, nella gelateria artigianale e caffetteria che si affaccia su via Montebello, c’è Claudio. Ma negli anni ’50 a sollevare le saracinesche su quartiere Cittadella è stato il nonno. Il parmigiano, che accoglie sorridente oltre il bancone, ha sposato Doriana la montanara - «vengo da Varsi», dice lei con un pizzico di orgoglio – e si occupa non solo di caffè. La coppia custodisce ricette antiche – ma sempre gustose – che vedono protagonista il «re freddo». Il tronchetto semifreddo crema e gianduia spopola nel quartiere «ancora a dimensione d’uomo – racconta Claudio – siamo arrivati più di mezzo secolo fa e conosciamo questa fetta di città come le nostre tasche. Grazie al cielo, nonostante i cambiamenti, si respira ancora un’atmosfera familiare». Marito e moglie si danno i turni: mentre il primo serve il caffè col sorriso, la seconda fa del gelato un’arte. E piacciono gli «zuccotti» di casa Labadini come conferma un drappello di signore che abitano al Cittadella da una vita. «Il primo ad appassionarsi a cialde e coppette fu mio nonno che nel 1950 decise di aprire la gelateria – ribadisce il padrone di casa – sono cresciuto dietro al banco, ma anche nel retrobottega. Lì ho imparato le ricette del gelato artigianale». Dai classici gusti intramontabili, ai sapori più esotici e speziati. «Tutto per garantire il meglio nella vaschetta», strizza l’occhio. Ma la specialità dell’intimo locale sono anche le torte di semifreddo, «le prime volte tutt’altro che semplici da realizzare». La gelateria-caffetteria Labadini è ben presto diventata un affare di famiglia: «la gestione è passata da mio nonno a mio padre, che ha impugnato le redini dell’attività nel 1971» conferma il mago dei dolci . Le valigie per la famiglia del gelato sono scattate solo per un breve periodo, a fine anni ’80: «Ho chiuso in via Montebello per gestire insieme a mia zia una gelateria in via Garibaldi – prosegue – nel ’93 ho conosciuto mia moglie Doriana, nel ’99 siamo tornati alle origini». Lui è quello pragmatico, lei la fantasiosa: «Insieme siamo una grande squadra...basta solo non invadere i confini – dice strizzando l’occhio – lavoriamo contemporaneamente, d’accordo. Ma ciascuno ha il suo ambito. Se io mi occupo della caffetteria, lei si dedica alle torte gelato. O viceversa, naturalmente». La coppia non nasconde che «occorre una buona dose di pazienza per affrontare questo lavoro». Ma la ricetta segreta della famiglia Labadini rimane la stessa da oltre mezzo secolo: «La passione è ciò che ci guida e alleggerisce il mestiere. E il piacere di rendere soddisfatti i clienti». 
La famiglia Labadini e il dolce segreto che si tramanda di padre in figlio. Oggi, nella gelateria artigianale e caffetteria che si affaccia su via Montebello, c’è Claudio. Ma negli anni ’50 a sollevare le saracinesche su quartiere Cittadella è stato il nonno. Il parmigiano, che accoglie sorridente oltre il bancone, ha sposato Doriana la montanara - «vengo da Varsi», dice lei con un pizzico di orgoglio – e si occupa non solo di caffè. La coppia custodisce ricette antiche – ma sempre gustose – che vedono protagonista il «re freddo». Il tronchetto semifreddo crema e gianduia spopola nel quartiere «ancora a dimensione d’uomo – racconta Claudio – siamo arrivati più di mezzo secolo fa e conosciamo questa fetta di città come le nostre tasche. Grazie al cielo, nonostante i cambiamenti, si respira ancora un’atmosfera familiare». Marito e moglie si danno i turni: mentre il primo serve il caffè col sorriso, la seconda fa del gelato un’arte. E piacciono gli «zuccotti» di casa Labadini come conferma un drappello di signore che abitano al Cittadella da una vita. «Il primo ad appassionarsi a cialde e coppette fu mio nonno che nel 1950 decise di aprire la gelateria – ribadisce il padrone di casa – sono cresciuto dietro al banco, ma anche nel retrobottega. Lì ho imparato le ricette del gelato artigianale». Dai classici gusti intramontabili, ai sapori più esotici e speziati. «Tutto per garantire il meglio nella vaschetta», strizza l’occhio. Ma la specialità dell’intimo locale sono anche le torte di semifreddo, «le prime volte tutt’altro che semplici da realizzare». La gelateria-caffetteria Labadini è ben presto diventata un affare di famiglia: «la gestione è passata da mio nonno a mio padre, che ha impugnato le redini dell’attività nel 1971» conferma il mago dei dolci . Le valigie per la famiglia del gelato sono scattate solo per un breve periodo, a fine anni ’80: «Ho chiuso in via Montebello per gestire insieme a mia zia una gelateria in via Garibaldi – prosegue – nel ’93 ho conosciuto mia moglie Doriana, nel ’99 siamo tornati alle origini». Lui è quello pragmatico, lei la fantasiosa: «Insieme siamo una grande squadra...basta solo non invadere i confini – dice strizzando l’occhio – lavoriamo contemporaneamente, d’accordo. Ma ciascuno ha il suo ambito. Se io mi occupo della caffetteria, lei si dedica alle torte gelato. O viceversa, naturalmente». La coppia non nasconde che «occorre una buona dose di pazienza per affrontare questo lavoro». Ma la ricetta segreta della famiglia Labadini rimane la stessa da oltre mezzo secolo: «La passione è ciò che ci guida e alleggerisce il mestiere. E il piacere di rendere soddisfatti i clienti». 

 

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