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Un negozio speciale che vende solidarietà

È l'Emporio di Natale dell'associazione Filodijuda

L'Emporio di Natale dell'associazione Filodijuta

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Giulia Viviani
C’è un negozio speciale a Baganzola che è aperto soltanto per un mese all’anno ma racchiude in sé l’impegno di tante persone: è l’emporio di Natale dell’associazione il Filodijuta, aperto in piazza Salvarani ogni giorno dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. 
Cos’ha di speciale? Prima di tutto per realizzarlo collaborano tante persone di Baganzola e dintorni, a partire dal proprietario del fondo che lo cede gratuitamente, fino alle molte signore che per mesi si danno da fare con ricami e maglia per realizzare gli oggetti in vendita.
 Poi ci sono i tanti che regalano cose belle che in casa non servono più, chi realizza decorazioni natalizie fai da te e chi prepara dolci, biscotti e conserve. Si può trovare questo e molto altro all’emporio di Natale, e il valore aggiunto sta proprio nella partecipazione e nella solidarietà di tutti. 
«Quello che ricaviamo dalle vendite di questo periodo - spiega Lorena Sghia dell’associazione - serve per sostenere le nostre tre scuole in Bangladesh che vengono frequentate ogni giorno da 385 bambini. Con la cifra raccolta solitamente riusciamo a pagare lo stipendio degli insegnanti, garantire un’abbondante merenda agli alunni, comprare il materiale didattico e creare dei piccoli fondi sanitari d’emergenza». L’emporio a Baganzola è una tradizione che si ripete da sei anni, e ogni anno qualcuno si aggiunge per dare una mano. 
All’interno vi si può trovare di tutto: l’artigianato del Bangladesh naturalmente, con gli oggetti in juta in primis, ma anche i quaderni, i saponi e persino le perle, di cui il Paese è un forte produttore. Poi ci sono tutti i prodotti del mercato equosolidale, caffè, spezie, cioccolato, tè e tisane che si sommano alle specialità gentilmente offerte da amici dell’associazione, come i biscotti fatti in casa, le conserve, i liquori e in particolare lo strudel (che sarà in negozio domani o su prenotazione). 
Dall’impegno delle signore della zona arrivano poi i corredi ricamati, i centri, la biancheria per la casa, le copertine e le scarpine da neonato e tanti altri oggetti fatti con amore, come pure le sciarpe, le cuffie e i coprispalle in lana. Parte della bigiotteria è fatta a mano, altre cose sono donate, e non è raro trovare qualche pezzo vintage come le spille. Infine ci sono i libri, le collezioni di bambole e di carte, le porcellane e tanta oggettistica: «Quello che per noi è un semplice regalo di Natale - conclude Lorena Sghia - per i bambini dei villaggi del sud del Bagladesh, è l’opportunità di migliorare la propria condizione attraverso l’istruzione». 
Giulia Viviani
C’è un negozio speciale a Baganzola che è aperto soltanto per un mese all’anno ma racchiude in sé l’impegno di tante persone: è l’emporio di Natale dell’associazione il Filodijuta, aperto in piazza Salvarani ogni giorno dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Cos’ha di speciale? Prima di tutto per realizzarlo collaborano tante persone di Baganzola e dintorni, a partire dal proprietario del fondo che lo cede gratuitamente, fino alle molte signore che per mesi si danno da fare con ricami e maglia per realizzare gli oggetti in vendita. Poi ci sono i tanti che regalano cose belle che in casa non servono più, chi realizza decorazioni natalizie fai da te e chi prepara dolci, biscotti e conserve. Si può trovare questo e molto altro all’emporio di Natale, e il valore aggiunto sta proprio nella partecipazione e nella solidarietà di tutti. «Quello che ricaviamo dalle vendite di questo periodo - spiega Lorena Sghia dell’associazione - serve per sostenere le nostre tre scuole in Bangladesh che vengono frequentate ogni giorno da 385 bambini. Con la cifra raccolta solitamente riusciamo a pagare lo stipendio degli insegnanti, garantire un’abbondante merenda agli alunni, comprare il materiale didattico e creare dei piccoli fondi sanitari d’emergenza». L’emporio a Baganzola è una tradizione che si ripete da sei anni, e ogni anno qualcuno si aggiunge per dare una mano. All’interno vi si può trovare di tutto: l’artigianato del Bangladesh naturalmente, con gli oggetti in juta in primis, ma anche i quaderni, i saponi e persino le perle, di cui il Paese è un forte produttore. Poi ci sono tutti i prodotti del mercato equosolidale, caffè, spezie, cioccolato, tè e tisane che si sommano alle specialità gentilmente offerte da amici dell’associazione, come i biscotti fatti in casa, le conserve, i liquori e in particolare lo strudel (che sarà in negozio domani o su prenotazione). Dall’impegno delle signore della zona arrivano poi i corredi ricamati, i centri, la biancheria per la casa, le copertine e le scarpine da neonato e tanti altri oggetti fatti con amore, come pure le sciarpe, le cuffie e i coprispalle in lana. Parte della bigiotteria è fatta a mano, altre cose sono donate, e non è raro trovare qualche pezzo vintage come le spille. Infine ci sono i libri, le collezioni di bambole e di carte, le porcellane e tanta oggettistica: «Quello che per noi è un semplice regalo di Natale - conclude Lorena Sghia - per i bambini dei villaggi del sud del Bagladesh, è l’opportunità di migliorare la propria condizione attraverso l’istruzione». 

 

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