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Parma XL - La movida che divide

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Parma XL - La movida che divide
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La movida che divide: un po' di storia 

"La movida che divide".

Non è un titolo recente: è un titolo della Gazzetta di Parma  del 10 luglio 2002. E' dunque un rito (ed una polemica) ultradecennale, ciò che genericamente definiamo nei nostri articoli " questione movida": una moda ed una parola importate dalla Spagna , ma entrate ormai da tempo nell'agenda di Parma come di molte altre città, e sempre con un contrapporsi di istanze, tra frequentatori, reisdenti e commercianti - spesso in "guerra" fra loro - e con in mezzo Comune e Polizia municipale a fare, non senza fatica, da arbitri.

Prendiamo come punto di partenza proprio quell'articolo di 12 anni fa. Lì si certifica che, con la movida "il popolo della notte si è riappropriato di una vasta fetta del centro storico": via Farini, per tre sere alla settimana, è occupata da migliaia di giovani che l'hanno eletta a ritrovo principe della città. E la parola movida ssembra avere soprattutto connotati positivi, al punto che la festa del quartiere San Leonardo (nell'ottobre dello stesso anno) viene archiviata come una bella domenica di movida. E già altri quartieri, ad iniziare dall'Oltretorrente, invidia via Farini e si prepara a replicarne il format.

Tutto positivo, dunque ? Niente affatto ! Ecco appunto ciò della movida che "divide": i residenti di via Farini pafrlano infatti di "situazione invivibile", lamentano di non riuscire più a riposare, anche perchè la chiusura dei locali all'una di notte non impedisce ai giovani, non tutti sobri, di stazionare nella via fino alle 4 ed oltre. E così si inizia a parlare di incontri e di "protocolli", come quelli che annuncia l'assessore al commercio Colla. 

Le prime multe - Ma evidentemente quell'accordo non è facile da trovare, o anche solo da far rispettare. Così, nel luglio dell'anno successivo (2003), la Gazzetta riporta di una "pioggia di multe sulla vasca serale di via Farini: dopo l'esposto al sindaco e ad altre autorità competenti da parte di tredici cittadini i controlli si sono fatti severissimi".  Acustica e spazi occupati sono nel mirino delle squadre della Polizia municipale, cui si affianca l'Arpa per i controlli acustici.

Ma neppure la "pioggia di multe" placa il conflitto. Due anni dopo (maggio 2005) la Gazzetta è ancora costretta a parlare di "eccessi e regole in arrivo", e dopo altri due anni (ottobre 2007) la questione è addirittura al centro di una vivace seduta del consiglio comunale, nella quale emerge il concetto di una movida fuorilegge: le rilevazioni dicono infatti che nel fine settimana il "casino" (così nel dibattito consiliare) arriva a 70 decibel, anzichè fermarsi ai 55 previsti dala legge.

La moquette - Moquette e copertura: da qui non si torna indietro. Il sindaco Pietro Vignali è stato chiaro nell'ultima riunione con i gestori dei locali. I quali entro la prossima settimana dovranno presentare le possibili soluzioni da sottoporre alla Sovrintendenza per il placet definitivo.

E' una Gazzetta del giugno 2008. E come si vede, anche dopo un anno dalla nuova giunta (e dopo 6 dal primo articolo di cui vi abbiamo parlato...) la questione movida/rumori/lamentele/ultimatum è ancora completamente aperta.  Cosa che evidentemente non scoraggia i commercianti di altre zone della città: anzi, nel 2009 saranno i commmercianti di via Bixio, con una lettera ufficiale al Comune,  a chiedere di poter ospitare a loro volta il rito che caratterizza da anni via Farini e che, più recentemente, ha aperto un'appendice "dedlà da l'aqua" in via D'Azeglio.

"Via Farini ora è più degradata" - «I vantaggi sono solo per gli esercenti, gli svantaggi sono tutti per i residenti» Si avvicina la bella stagione e tornano puntuali le polemiche sulla «movida» di via Farini. Stavolta a intervenire è Giovanni Passerini, del Comitato Civico Farini, che contesta due delle motivazioni portate dagli esercenti della strada per difendere la «movida»: aver così strappato via Farini dal degrado e dall'insicurezza.  Siamo passati a marzo 2010, e a giudicare dalle parole di Passerini gli abitanti continuano a non essere entusiasti del "privilegio" di essere il regno della movida...

I lettori, quindi, non si stupiranno nell'apprendere che all'inizio di luglio 2010 - dopo l'ennesima sequenza di incontri/scontri fra le varie componenti - entra in vigore l’ordinanza del sindaco Pietro Vignali che ridefinisce gli orari di chiusura dei locali interessati dalla movida di via Farini, in accordo con le organizzazioni del commercio e dei servizi. All’interno del centro storico nell’area circoscritta da via Mazzini, strada della Repubblica (esclusa piazza Garibaldi), strada XXII Luglio, strada Martiri della Libertà e viale Basetti, i pubblici esercizi hanno l'obbligo di chiudere alle ore 1,30 dopo la mezzanotte nei giorni prefestivi, venerdì e sabato. Nei giorni dalla domenica al giovedì la chiusura è fissata a mezzanotte e mezza. 

Una regolamentazione alla quale si arriva anche sulla scia di alcuni episodi di cronaca. Il primo è davvero una tragedia sfiorata:  la caduta di un pezzo di stucco da 45 kg, che solo per miracolo non colpisce nessuno dei tanti avventori presenti in quella zona.  Ma non mancano anche momenti più caldi: e in settembre la Gazzetta riferirà di una ragazza sfiorata dal lancio di una bottiglia...

Il ricorso a Napolitano -  Sì, avete letto bene. Se a livello locale non si riesce a trovare una soluzione che accontenti tutte le esigenze, all'inizio del 2011 il Comitato di via Farini decide addirittura di presentare un ricorso al presidente della Repubblica

Anche se in realtà, nel frattempo, i problemi maggiori la movida li provoca in via D'Azeglio, dove pare vada in scena una versione ancor più sregolata. Solo una generalizzazione legata al confronto fra il "nobile" centro storico e il più popolare Oltretorrente? Non solo, visto che nell'agosto 2011 via D'Azeglio entra nella cronaca anche per un accoltellamento  proprio nelle ore e nella zona della movida.

Fatto sta che perfino il commissario Ciclosi (subentrato a Vignali dopo le clamorose inchieste giudiziarie che hanno messo ko l'amministrazione comunale) deve occuparsi di movida, con una serie di regole per renderla un po' più soft.  E a questo punto sono i commercianti a lamentarsi: tempo qualche mese e parte il contrattacco dei locali, sotto forma di un ricorso al Tar del bar Tonic, a inizio 2012.   E un mese dopo, sarà il titolo "Il Tar riaccende la movida" ad annunciare che il ricorso del locale è stato accolto. Il Comune ricorre al Consiglio di Stato.

Nel frattempo, in Municipio è avvenuta la "rivoluzione a 5 stelle". E in settembre, uno dei primi interventi del neo assessore Casa sull'argomento movida ha come titolo "premieremo i gestori virtuosi", e si procede con nuovi incontri Comune-esercenti. Il sindaco Pizzarotti, da parte sua, anche per il tema movida parla di "percorsi condivisi"".

Il risultato arriva in novembre. La definizione ufficiale è «Regolamento per la convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e svago nei centri urbani», ma quello che presentato dall’assessore al Commercio, Cristiano Casa, ai componenti di quattro commissioni consiliari riunite in seduta congiunta, può essere semplicemente chiamato Regolamento per la movida. Il regolamento prende spunto dal ritrovo notturno dei giovani in via Farini e via D’Azeglio, anche se si estende a tutta la città, e avrà la durata sperimentale di un anno.

Cambiano le modalità di pubblicazione (il regolamento compare via internet sul sito del Comune, secondo la tecnica di comunicazione che la giunta Pizzarotti sta instaurando in Comune. Ma non cambiano, come vedremo presto, le reazioni e le polemiche.  Di sicuro resta intorno all'argomento tanta, troppa tensione: come dimostrato, alcuni mesi prima, dall'episodio di una secchiata di candeggina contro una ragazza.......  E non contribuiscono certo ad alleggerire il clima le multe che spesso piovono, nei fine settimana, sulle auto posteggiate (spesso caoticamente e senza troppo rispetto delle regole) ai bordi delle movide: il  19 aprile 2013, fra via Farini e via D'Azeglio (più i borghi circostanti) la Polizia municipale stacca ben 116 multe!

La situazione oggi -  Se avete avuto la pazienza di seguirci fin qui, sono passati 12 anni dal primo articolo sulla "movida che divide". E lo stato delle cose è sintetizzato dal titolo della Gazzetta dell'11 marzo 2014: "La movida  per ora non cambia, ma si lavora alle nuove regole". Ovvero, in Municipio è in via di ultimazione un nuovo "Regolamento per la convivenza".

Sarà la volta buona ? Con una simile storia alle spalle, difficile pensarlo, anche alla luce delle ennesime polemiche dopo l'incontro di giovedì 20 marzo al Duc. Di sicuro il nuovo regolamento non può piacere al Cafè San Biagio del Barilla center: dopo 10 multe in tre mesi per volume troppo alto, il titolare Guido Zambelli parla di "accanimento contro di noi: qui fa più rumore il traffico sulla via Emilia....".

Tanto che nel frattempo qualcuno è arrivato a proporre di spostare la movida in Strada dei Mercati, sollevando l'ennesima levata di scudi: e la proposta sembra già accantonata, mentre in aprile dai residenti di via D'Azeglio parte la proposta di un numero verde, per un tempestivo intervento di vigili o forze dell'ordine.

In giugno, in un colpo solo, vengono annunciati: nuovi controlli, nuova telecamera (in via D'Azeglio) e soprattutto nuova regolamentazione, con ordinanza antibivacco mirata soprattutto a regolamentare la situazione dell'Ospedale vecchio. Ma la Gazzetta del 29 giugno, nel raccontare la prima serata, parla di "flop" delle nuove regole: sugli scalini dell'Ospedale vecchio (come testimonia la foto sotto) c'è la "solita" folla. 

E il 2 luglio, per di più, il Tar accoglie la sospensiva chiesta dai baristi, mentre i residenti (sulla Gazzetta del 27 luglio) promuovono il regolamento. Nel frattempo, venerdì 11 prova a far capolino nella movida anche un...santo. Proprio così: da un'idea di don Umberto Cocconi la serata offre anche ai giovani di via D'Azeglio l'opportunità di una visita e di una preghiera nell'oratorio di Sant'Ilario. E l'idea funziona, perchè fino a mezzanotte è un viavai continuo di ragazzi, che raccontano poi al cronista di avere provato "un gran senso di pace e serenità".

E mentre anche nell'estate-autunno 2014 fioccano le multe (in media una cinquantina a weekend....) e le risse (2 settembre: bottigliate e botte in via D'Azeglio), il "regno" della movida resta quindi diviso tra centro storico e Oltretorrente: nell'attesa che qualcuno trovi la quadratura di un cerchio che contiene frequentatori, commercianti e residenti....

 

PER SAPERNE DI PIU'

La movida su gazzettadiparma.it 

Le gallery della movida

I video del Tg Parma

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  • Claudio

    31 Marzo @ 12.29

    La Movida divide? Ma certo: divide la gente perbene da incivili fuorilegge! Verissimo. E la netta linea di demarcazione la traccia la legge. Che va rispettata!

    Rispondi

  • Claudio

    27 Marzo @ 22.56

    Condivido in toto i commenti di Paolo: soltanto chi abita QUI ORA (non in passato) sa cosa significhi perdere le notti (o andare avanti a forza di psicofarmaci, come fanno tantissimi QUI) per colpa di orde di cialtroni perditempo che non hanno di meglio da fare che devastare ogni convivenza civile. Detto questo, concordo con G.B. che non tutti i movidari siano alcolizzati. Verissimo. Pur tuttavia, dopo anni di sofferenze e di oltraggioso degrado, ogni persona di buon senso (e in buona fede) DEVE bocciare drasticamente e definitivamente questo grottesco Circo Barnum impropriamente definito "movida". Torniamo alla nostra cara, ordinata, dignistosa e civile Parma di 20 anni fa. Tutti potranno uscire la sera, farsi una birra o due e far tardi a piacimento, ma senza rompere le scatole a chi ha il sacrosanto diritto di riposare. Punto e basta.

    Rispondi

  • paolo

    27 Marzo @ 18.12

    xredazione gazzetta:il commento di claudio non fa' una piega,e' vero che forse non tutti i frequentatori della movida sono alcoolizzati,ma fatto 100,il 90 e' su quella strada,caro balestrazzi ho stima di lei,pero' la invito verso le 2 o le 3 del mattino nei vicoli prospicenti alla movida,e vedra' il degrado urbano,e sociale,e poi tragga le sue conclusioni.ho letto la risposta del suo direttore,la condivido in pieno,a una certa ora si chiude,e chi sgarra 15 giorni di chiusura,parma non e' solo la movida,ma deve essere una citta' che se' voglio fare un giro a mezzanotte(che ha un certo fascino)nel centro storico,non debba vedere chiazze di vomito,orinate contro i portoni,ecc. ecc. REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Ho abitato per anni (e mia madre abita ancora) in borgo Marodolo: conosco bene la situazione. Ma resta sbagliato generalizzare: sugli stranieri, sui parmigiani, sui frequentatori della movida ecc. ecc.

    Rispondi

  • Claudio

    27 Marzo @ 16.32

    "Cittadini bacchettoni e frustrati"? Meglio "bacchettone e frustrato" che maleducato, incivile e alcolizzato, caro Luca! La movida è una piaga sociale e ha prodotto solo vergognoso degrado ambientale e sfascio nella convivenza sociale. Da abolire per sempre. REDAZIONE GAZZETTADPARMA.IT - Bentornato nello spazio commenti, ma le regole non sono cambiate: non tutti i frequentatori della movida sono alcolizzati, quindi abbassiamo i toni altrimenti si finisce nel cestino. Grazie.

    Rispondi

  • paolo

    26 Marzo @ 11.42

    x luca:complimenti luca!!!!!!!parli di socializzazione,tu frequentatore abituale ? dimmi dove abiti e ti garantisco che tutte le sere, una bella movida sotto le tue finestre non te la toglie nessuno. coraggio caro luca, tra pochi anni avrai il cervello completamente trapassato dall'alcool,grazie alla tua bene amata movida del .....!!!!!!

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