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Via libera agli incentivi per la casa

Via libera agli incentivi per la casa
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Pierluigi Dallapina

Case più belle in centro storico e palazzi capaci di far risparmiare sulla bolletta energetica. I progressi dell'edilizia rendono questi due obiettivi facilmente raggiungibili, anche se non sempre risultano economici. Soprattutto in un periodo di crisi. E' per questo che il Comune ieri ha dato il via libera ad una serie di incentivi - nove per gli edifici esistenti - per recuperare le facciate degli edifici storici e per installare impianti che producono energia da fonti rinnovabili. In concreto si parla di sconti sugli oneri di urbanizzazione secondaria, di agevolazioni nelle ztl, oltre alla possibilità di guadagnare una stanza in più (20 metri quadrati), per chi riqualifica un intero palazzo.
«Il settore edile ha bisogno di alcune opportunità che l'amministrazione deve mettere in campo», dice Francesco Manfredi, assessore all'Urbanistica. «E' per questo che il Comune vuole snellire e sburocratizzare le procedure», aggiunge prima di ricordare che gli incentivi saranno operativi dopo l'approvazione del Regolamento energetico e di quello Urbanistico ed edilizio. Il primo dovrebbe essere varato durante l'ultimo consiglio comunale di luglio, mentre l'altro Regolamento dovrebbe vedere il via libera a settembre.

Per quanto riguarda gli edifici esistenti, il sistema degli incentivi prevede: premio volumetrico, semplificazione delle pratiche edilizie, riduzione della tassa di occupazione del plateatico, incentivi e agevolazioni nella fase di cantierizzazione, riduzione degli oneri di urbanizzazione secondaria, scomputo delle superfici dei locali tecnologici, recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti, possibilità di inserimento di «tasche» nel tetto e possibilità di aumentare il rapporto aero-illuminometrico. Misure che, in estrema sintesi, cercano di migliorare la qualità del patrimonio edilizio di Parma.

Buona parte dei premi riguarda il miglioramento della classe energetica degli edifici, che segue un criterio simile a quello degli elettrodomestici: più sale la classe di assegnazione e più è alto il risparmio. In questa direzione va il premio volumetrico, che prevede la possibilità, per coloro che recuperano un intero edifico - in conformità con i parametri della Legge regionale 156/08 - di guadagnare 20 metri quadrati in più per ogni singola unità abitativa. Questa possibilità, per ovvi motivi, non è applicabile ai centri storici. In questo modo, nei condomini, si potrebbero recuperare i balconi chiusi con i vetri. Il premio volumetrico permette anche di derogare alle distanze minime tra gli edifici, ma solo in caso di interventi di recupero energetico.

La semplificazione delle pratiche edilizie prevede la possibilità di sostituire la Dia con una semplice comunicazione al Comune, ma solo nei casi di recupero energetico in cui gli impianti non modifichino l'aspetto dell'edificio. La riduzione della tassa del plateatico per chi monta un ponteggio - sia per chi migliora l'efficienza energetica che per chi recupera una facciata - è del 40 per cento per gli edifici non soggetti a vincolo di tutela dal ministero per i Beni culturali, e del 50 per cento per gli edifici vincolati dal ministero.
Nella fase del cantiere sono previste deroghe alle limitazioni della ztl e/o della sosta per i mezzi d'opera, mentre la riduzione degli oneri di urbanizzazione secondaria è del 20 per cento se con l'intervento energetico si raggiunge la Classe C, del 25 se si arriva alla B e del 30 per cento se si raggiunge la Classe A. Il sesto incentivo prevede lo scomputo delle superfici necessarie ad accogliere impianti per le energie rinnovabili o per il riscaldamento/raffrescamento passivo. In pratica questi locali e questi impianti non sono considerati nel calcolo dei volumi, delle superfici, o del calcolo della Slu.
Dal Comune arriva anche il via libera al recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti che rispettano i requisiti della Legge regionale 11 del 1998. Con questo incentivo il comune offre la possibilità di dare il requisito dell'abitabilità ai sottotetti con altezza media di 2,40 metri. Il penultimo incentivo prevede la possibilità di realizzare terrazzini «a tasca»  - per quanto riguarda il centro storico - anche per i sottotetti privi di abitabilità, nel rispetto delle prescrizioni della Disciplina particolareggiata del centro storico.

Infine, sempre per quanto riguarda il centro storico, sarà possibile aumentare il rapporto aero-illuminometrico per i sottotetti privi dell'abitabilità. Da questi due incentivi sono esclusi gli edifici assogettati a restauro scientifico.
Come conferma Paolo Conforti, delegato dell'Agenzia per la Qualità urbana, gli incentivi mirano a ridare bellezza ad alcuni palazzi del centro. «In questo modo - spiega - vogliamo aiutare i proprietari a riqualificare quelle facciate che, a causa dell'introduzione di elementi di poco valore, hanno perso l'originaria fisionomia».
 

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