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La «mia» strada D'Azeglio muore

La «mia» strada D'Azeglio muore
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Gentile direttore, non sono parmigiano e, forse pure per questo motivo, amo Parma: infatti la confronto con altri centri vicini e non posso che apprezzare la qualità della vita, i servizi da grande città con l’atmosfera ancora sana della provincia, la sua cultura, l’Università e tutte quelle eccellenze così risapute che rischiano quasi di diventare un luogo comune…
Tralascio i particolari e arrivo al sodo: qualche anno fa ho voluto acquistare un appartamento a Parma in attesa che maturassero delle condizioni personali affinché potessi trasferirmi nella «vostra» città, ma probabilmente ho commesso un errore, infatti ho acquistato casa in strada D’Azeglio, in quell’Oltretorrente che sentivo come la parte più «mia» di Parma, la più accogliente.
Ma ciò che è accaduto negli ultimi anni lo sappiamo tutti: il cambio di gestione di 3 o 4 bar (non di più!) e l’apertura indiscriminata di kebab hanno reso una via centrale e caratteristica come strada D’Azeglio, quasi una terra di nessuno, abbandonata a se stessa. E’ impressionante come la situazione sia verticalmente peggiorata nel sostanziale disinteresse delle amministrazioni comunali precedenti: torme di ragazzi, molti ubriachi, che occupano la via in un crescendo che parte dalle 19.00 e arriva fino alle 4 del mattino e oltre, con urla, risse, con i portici del vecchio ospedale usati come bivacco e ad uso e consumo soprattutto dei clienti dei bar di fronte, con i borghetti lungo la via ridotti ad orinatoi se non peggio;
Il tutto in una strada che è aperta al traffico automobilistico e che è pure il percorso più breve per raggiungere l’ospedale dalla parte est di Parma, città dove i tragitti sono decisamente vincolati dalla presenza dei ponti.
Onestamente non conosco altri esempi di situazioni analoghe in realtà vicine: forse solo alcune vie di Milano o di grandi centri hanno problemi simili, ma quelle sono in zone chiuse al traffico, non storicamente residenziali, centrali e ad alta densità abitativa come strada D’Azeglio che è pure relativamente stretta, con case alte e addossate l’una alle altre, quasi un canyon che amplifica i rumori, quindi figuriamoci le urla e il casino continuo!
Inoltre, dato che piove sempre sul bagnato, non poteva mancare nemmeno il centro sociale che occupa un caseggiato di proprietà dell’Università vicinissimo a strada D’Azeglio: gli stessi occupanti, di sera, sciamano nella via portando alla vivibilità del quartiere proprio quel contributo che solitamente si attribuisce ai centri sociali… si vede che il rettore non abita in zona!
Il risultato di quanto ho descritto è che la vita di chi abita attorno alla via principale dell’Oltretorrente è stata devastata: di notte non si dorme, urla belluine fino all’alba, risse non di rado, gente in mezzo alla strada dalle 20 alle 2.30, i residenti che spesso non possono uscire di casa in auto o rientrarvi, ma guai al primo che prova a dare un colpo di clacson perché ricevere un pugno sulla capotte è il minimo; se poi qualcuno, alle 3 anti meridiane, si azzardasse ad affacciarsi alla finestra per chiedere di poter dormire o per protestare contro chi gli sta urinando (spesso ubriaco e straniero) sul portone di casa, è meglio che si rassegni poiché abita in una via dove vige solo la legge del più forte, di chi se ne sbatte degli altri che, magari, hanno la necessità di svegliarsi presto per andare a lavorare, dove l’impunità è sovrana così come l’interesse del barista, del kebabbaro e del suonatore di bonghi.
Ma davvero i residenti di strada D’Azeglio si devono rassegnare ad essere cittadini di serie C? Devono ritenere normale pagare le tasse come tutti gli altri e non essere tutelati da nessuno?
Le autorità di Parma, quali il sindaco, il prefetto, il questore, i politici di ogni grado e pure gli sfuggenti dirigenti comunali (spesso e nella pratica più influenti dei relativi assessori), non si rendono conto che una zona importante di Parma sta per piombare nel degrado e chi può scappare, lo sta già facendo?
E che futuro avranno i negozi di vicinato che un tempo formavano il tessuto connettivo di un quartiere?
I negozi superstiti hanno bisogno di vie abitate per sopravvivere e non della torma notturna!
So che è stato approvato un nuovo regolamento comunale e di questo va dato atto all’Amministrazione di Parma, ma è evidente che non basta…
Intanto mancano i cartelli che dovrebbero spiegare che è vietato il bivacco almeno sotto i portici dell’ospedale vecchio e suggerirei di aggiungere dei cartelli che indichino chiaramente che via D’Azeglio è una zona di normale residenza, il divieto di occupare la strada (art. 190 del Cds) e che ricordino il diritto al riposo di chi vi abita.
Poi andrebbe risolto davvero il problema dei portici del vecchio ospedale: se per ragioni ideologiche si sono perse le possibilità di restituire alla città un monumento così significativo e per mancanza di soldi non è possibile recuperarlo, almeno che non diventi una zona franca dove tutto è permesso e, nella pratica, un plateatico per i bar di fronte che ne beneficiano… senza oneri e responsabilità! Insomma: una beffa per i residenti!
Due o tre mesi fa un noto dirigente comunale prospettò l’idea di chiudere i portici con dei pannelli, chissà che fine ha fatto quella proposta? Ho l’impressione che le parole dei dirigenti comunali, almeno su questo tema, siano un po’ come le promesse dei marinai… e lor signori navighino a vista.
Un altro problema da affrontare è il proliferare di kebab e simili: ce n'è una decina in via D’Azeglio e ben 5 concentrati in soli 30 metri, una follia! Questi esercizi, classificati come imprese artigiane e non commerciali, godono di libertà sconosciute ai bar, infatti possono essere minuscoli e sprovvisti di servizi igienici: è chiaro che i loro clienti spesso consumino il cibo per strada e, se maleducati, facciano i loro bisogni nel primo borghetto disponibile! Credo che l’Ausl e le autorità competenti dovrebbero obbligare questi esercizi a fornirsi almeno di un bagno data la situazione fuori controllo!
Ma in strada D’Azeglio abbiamo pure particolarità uniche: i fruttivendoli stranieri che vendono soprattutto alcolici e che offrono più scelta di bevande che di verdura o lo pseudo centro culturale con fornitissimo bar annesso: se qualcuno non ci credesse, venga pure a dare un’occhiata!
Kebab e «barfruttivendoli» sono stati avviati anche negli ultimissimi anni e l’amministrazione non ne ha interdetto l’apertura pur in presenza di evidenti problemi di ordine pubblico, anzi: gli ha concesso anche la licenza per vendere alcolici mentre in città vicine sono già stati presi adeguati provvedimenti!
Davvero ignoro come possano sentirsi, in coscienza, quei baristi che sanno benissimo di avere locali piccoli e con plateatici minuscoli, ma che nelle ore serali e notturne servono un numero spropositato di clienti che quindi occupano strada e marciapiedi (tant’è vero che chi cammina sul marciapiedi è solitamente costretto a scendere nella strada aperta al traffico se vuole passare): forse carenze nelle norme scaricano di responsabilità questi baristi, ma ciò che è permesso spesso non coincide con ciò che è giusto!
Scommetto che se questi baristi avessero, ad esempio, qualche famigliare anziano che abitasse nelle immediate vicinanze del loro locale, probabilmente si curerebbero minimamente di ciò che accade appena al di là delle porte del proprio bar!
Ma in strada D’Azeglio pare ci si debba affidare soprattutto alle coscienza dei singoli più che a norme certe: due sabati fa, all'1.45 di notte, di fronte all'ospedale vecchio c’era la solita bolgia, mentre 80 metri verso piazzale S. Croce un paio di bar stavano chiudendo e la situazione era già migliore anche se rimanevano i kebabbari stranieri sempre pronti a rifornire di birra l’ubriaco di turno!
C’è pure l’impressione che chi dovrebbe vigilare abbia timore nell’intervenire nei momenti più critici, quando la strada è piena di gente, i balordi alticci non mancano e gli orari notturni lasciano forse incertezza su chi abbia la responsabilità dei controlli, ma lo scrivevo prima: è la legge del più forte!
In questo periodo sembra già un grosso risultato multare le auto in doppia fila nella parte finale della via (questo a Parma, dove di giorno imperversano gli ausiliari del traffico), ma il vero problema è chi, a piedi, ciondola dalla soglia dei bar al centro della strada!
In sintesi: strada D’Azeglio sta morendo, chi può scappare lo sta facendo e, quanto a me, mi basterà evitare di venirci a vivere, però rimane la speranza che questa situazione si riesca ancora a sanare ed il primo passo per farlo credo sia che le autorità prendano coscienza della realtà delle cose, rinunciando allo scaricabarile, agli interessi di bottega, alle scuse, al giustificazionismo puerile di chi vive in vie ben lontane; le norme dovrebbero essere applicate in modo ferreo e probabilmente migliorate: dire semplicemente di voler bene ad un quartiere, purtroppo, non è sufficiente, bisogna dimostrarlo! Ciò che è accaduto in strada D’Azeglio potrebbe succedere ovunque!
Io non desidero che i problemi che rovinano la «mia» via e il «mio» quartiere siano scaricate sui residenti di altre vie così come è stato per strada D’Azeglio, quindi potrebbe essere una soluzione tentare seriamente di spostare in una zona non residenziale questi fenomeni di inciviltà e di falso divertimento!

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  • Flux

    21 Dicembre @ 00.07

    Ecco qui Federicot: evidentemente non conosci via D'Azeglio e parli solo per sentito dire: tutto quanto è scritto nella lettera corrisponde al vero! La persona che ha scritto la lettera sicuramente è uno che paga le tasse fino all'ultimo euro per vivere decentemente come sarebbe diritto di chi abita in quella zona e che, magari, ha cercato di discutere con chi ha gli atteggiamenti bestiali che piacciono a te! Inoltre nella lettera ci sono molte proposte che potrebbero migliorare la situazione! Certo uno come te che scrive "ignorantezza" al posto di "ignoranza" si qualifica da solo!

    Rispondi

  • federicot

    20 Dicembre @ 20.09

    federicot

    una serie di luoghi comuni e ignorantezza tutta in una lettera. E' sufficiente il titolo....è tua via d'Azeglio? e allora è colpa del proprietario se versa in questo stato. Tu cosa hai fatto per la tua via d'Azeglio? Ora pretendi che siano le autorità a risolvere la cosa? Se la gente scappa dall'Italia è colpa degli italiani che popolano la penisola.

    Rispondi

  • filippo

    20 Dicembre @ 17.09

    Intanto non si capisce perché tante attività chiudono mentre i Kebab insieme ai loro frequentatori aumentano, ma controlli zero? perché di quella carne nessuno sa nulla... e nessuno controlla

    Rispondi

  • Nocciolina

    20 Dicembre @ 12.54

    @Fausto: per il discorso pipì... ma è mai possibile che i maschi non siano buoni di tenersela? Com'è come non è, fatto sta che è prassi vedere i maschietti in piedi che orinano in ogni angolo... ma di signore e signorine accovacciate a farla non se ne vedono! E' anche una questione di educazione, poi che usino i bagni dei bar! Anche perchè carica e scarica i bagni portatili ALLE 4 DI MATTINA (?!) ma avete idea del casino? La soluzione è : niente movida! Attività normali, pizzerie, ristoranti, quel che vi pare e a mezzanotte si chiude! Semplice! Anche perchè la movida è un modo di vivere la città sbagliato! Perchè riversa per strada i minchioni, quelli che bevono e fanno casino, e non anche le famiglie, gente di tutte le età... Quindi non è vero che permette di rendere vive le strade! Le strade vivono se TUTTI (e non sono i giovani beoni) possono frequentarle.

    Rispondi

  • Biffo

    20 Dicembre @ 12.14

    Ringraziamo i nuovi apporti umani(?), presenti da qualche tempo, nella zona, e chi li coccola e protegge e ne alimenta l'aumento incontrollato.

    Rispondi

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