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La festa degli Orti di Marano nel ricordo di don Gnocchi

La festa degli Orti di Marano nel ricordo di don Gnocchi
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Alessia Ferri
E' lì, a dare il benvenuto a chi arriva agli Orti Sociali, già da alcuni anni ma, solo ieri, è stata presentata ufficialmente.
Si tratta dell’effigie dedicata a don Carlo Gnocchi, all’interno del complesso di Marano. Un piccolo omaggio ad un grande uomo che qui, ma non solo, sta a cuore un po' a tutti.
«Era una persona eccezionale», commenta il presidente degli Orti di Marano, Giuseppe Cantoni che, ogni anno, organizza una festa per ricordarlo. Parole, le sue, non solo di circostanza, ma figlie di un rapporto diretto con il religioso.
«L’ho conosciuto e frequentato per circa sei anni perché facevo parte di quelli che, oggi, vengono ricordati come i “mutilatini di Don Gnocchi”».
Colpito da una pallottola quando, ancora ragazzino, visse il dramma della seconda guerra mondiale, Giuseppe Cantoni, ricevette l’aiuto di don Gnocchi che, in quel periodo, si occupò degli orfani degli alpini e della fondazione di diversi collegi per piccoli mutilati di guerra e civili, sparsi in diverse città italiane, tra le quali Parma.
«Ho avuto un padre e una madre come tutti ma lui, per me, fu come un genitore aggiunto. Ho frequentato la scuola per diventare ragioniere e ricordo che, ogni due mesi circa, andava dai professori per sapere come mi stavo comportando».
Non tanto il profitto ma il comportamento corretto, se-
condo don Gnocchi, erano alla base della corretta crescita individuale dei giovani. Ragazzi ai quali, non negava mai un sorriso.
«Nei momenti più difficili, quelli durante i quali il dolore fisico prendeva il sopravvento, lui era lì, a guardarti negli occhi con tanto amore da riuscire a far passare la sofferenza in un attimo». Ricordi commoventi, che mischiano felicità e tristezza e contribuiscono alla costruzione di un puzzle che, una volta completo, disegna l’immagine di un uomo che, a distanza di oltre cinquant’ anni dalla sua morte, nessuno ha dimenticato. Almeno a giudicare dal folto numero di persone che, ieri mattina, ha raggiunto Marano per presenziare alla cerimonia commemorativa, apertasi con la messa celebrata dal nuovo parroco della frazione cittadina, don Angelo Fagioli e impreziosita dai canti del Gruppo Alpini di Parma.
Alpini ai quali, durante la guerra, don Gnocchi fece da cappellano. Presenti anche il presidente nazionale della Fondazione don Carlo Gnocchi,  monsignor Angelo Bazzarri e diverse autorità, tra le quali l’assessore provinciale alle Politiche Sociali, Marcella Saccani e l’assessore comunale alla Gestione del Patrimonio, Giuseppe Pellacini, che ha parlato di don Gnocchi come di «un grande esempio di umanità. Una persona che, attraverso il suo operato, ci ha lasciato una grande eredità, ovvero, il senso della solidarietà e dell’aiuto nei confronti del prossimo. Un insegnamento profondo che deve essere messo in pratica, tutti i giorni, da ognuno di noi».
Un principio che, all’interno degli Orti Sociali, è ben chiaro a tutti perchè è proprio grazie alla loro connotazione sociale, che si diramano iniziative in grado di coinvolgere le fasce deboli ma anche i bambini e i giovani.

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