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Se gli serve una macchina agricola, la costruisce con pezzi di recupero. L'insolita passione di Giorgio Ceresini

Se gli serve una macchina agricola, la costruisce con pezzi di recupero. L'insolita passione di Giorgio Ceresini
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di Andrea Violi

Buona manualità e acume, passione per la tecnica e tanto materiale di recupero: con questi «ingredienti» Giorgio Ceresini ha realizzato, sotto un vecchio portico, una macchina per raccogliere pomodori, poi adattata per le cipolle. Negli anni, Ceresini si è costruito da zero altri macchinari, sempre con materiali di recupero. C'è la passione per questo genere di creazioni, ma l'obiettivo dichiarato è «costruire qualcosa che faccia fare meno fatica» a sé e a chi lavora nei suoi campi. Con strumenti che, oltretutto, si adattano alle esigenze particolari del proprio lavoro in azienda, il che non sempre può accadere con i prodotti di serie.
Giorgio Ceresini è un imprenditore agricolo: coltiva pomodori, cipolle e patate fra Panocchia, dove è nato e vive, e Torrechiara. La sua famiglia è impegnata nel podere almeno dalla seconda metà dell'Ottocento.

La passione per le cose fatte con le proprie mani ha dato buoni frutti a casa di Ceresini. Costruire da soli macchinari di questo genere non è usuale. Giorgio l'ha fatto più volte e con successo, senza aver compiuto particolari studi scolastici ma basandosi sull'esperienza quotidiana nei campi: prima il «progetto» su un foglio di carta, poi la ricerca dei materiali (le ruote di un trattore, pezzi di vecchie trebbiatrici e così via), infine il montaggio a colpi di martello e saldatrice. Sempre nel tempo libero, di sera o comunque dopo il lavoro ordinario nei campi. Insomma, in questo caso sembra prendere corpo l'adagio «vale più la pratica della grammatica».
Il macchinario che Giorgio Ceresini si è costruito una ventina d'anni fa dietro alla sua casa colonica attualmente si trova a Torrechiara. Ne ha realizzati altri, ma questa è la sua creazione più consistente. Inizialmente serviva per raccogliere i pomodori e pulirli dalla terra e dai residui. Dopo essere rimasta inutilizzata dal 1995 al 2006, grazie a qualche modifica la macchina è stata «convertita»: ora serve per raccogliere cipolle e liberarle da foglie e sassi.

Dove ha preso i pezzi, Ceresini? «Il differenziale è di una vecchia jeep americana, rimasta qui dal Dopoguerra. Il motore l'ho trovato... di recupero. I motori idraulici invece sono nuovi: non c'erano molti pezzi usati in commercio». Le ruote sono state prese da un trattore, il ventilatore che toglie le foglie proviene da una trebbiatrice. Il nastro trasportatore è quello «originale», ma sono spariti gli scuotitori e le dita mobili davanti al macchinario.
Conosce altri che, come lei, abbiano costruito ex novo dei macchinari? «Qualcuno, nel 1987-88, in questa zona aveva provato a farle, anche su vecchie mietitrebbie, ma non sono andate a buon fine. La mia macchina ha lavorato fino al 1995, quando è stata introdotta la cernita elettronica».
Lei comunque ha realizzato altre macchine, per la sua azienda... «Sì. Quarant'anni fa ho fatto una macchina trainata per le cipolle: non ce n'erano tante... Ho anche fatto un trattore che taglia l'erba fra i pomodori: lo uso da 15 anni e va benissimo. Anche questo è un pezzo unico... come gli altri. D'altronde le macchine agricole sono sempre nate dall'esperienza degli agricoltori, sebbene in seguito fossero realizzate dalle industrie».
Da dove nasce la sua passione per la meccanica fai-da-te? «Lavorando sul campo si vedono i possibili difetti, quindi è più facile. Ho fatto modifiche, in base a problemi che non si capiscono, se non si usano le macchine. Inoltre ho sempre avuto l'hobby di costruire strumenti per alleggerire il lavoro. Io ho 63 anni: quand'ero ragazzino non c'erano tante macchinari. Io ho sempre cercato di rendere meno duro il lavoro delle persone».
In quest'ottica diventa più facile cogliere una peculiarità di queste macchine «handmade»: c'è sempre una copertura - un ombrellone o un tettuccio - per riparare dal sole chi lavora. Un piccolo accorgimento che non sempre, nota Ceresini, si è potuto trovare sulle macchine prodotte in serie.

In allegato all'articolo trovi contributi audio e filmati.

Video: due filmati sulla macchina semovente costruita da Giorgio Ceresini:  il primo è stato realizzato a fine agosto durante la raccolta delle cipolle nelle campagne di Torrechiara, il secondo è uno stralcio di un filmato inedito realizzato nel 1994 da Francesco Musi di Montecchio Emilia, con l'operatore Pier Renzo Fontanini. Musi riassume, in dialetto, le peculiarità del singolare macchinario.

Audio: alcune domande a Giorgio Ceresini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • gianfranco ferrari

    24 Settembre @ 18.12

    Chissà perchè ci propongono attraverso i media mesi e mesi degli idioti, di questi personaggi, esempi viventi di ingegno, serietà, impegno costante nel tempo, modelli da proporre ai nostri giovani, non si parla mai, mai !

    Rispondi

  • oberto

    22 Settembre @ 10.25

    Concordo con " la camola", questo signore ha un bell'ingegno e una gran passione per il proprio lavoro, queste sono le persone che ci hanno permesso alla nazione di crescere.

    Rispondi

  • ALFRAG

    22 Settembre @ 03.57

    bel laor...però lascia a desiderare sulla sicurezza degli operatori...

    Rispondi

  • gianfranco ferrari

    21 Settembre @ 19.41

    Grande ingegno e grande persona, altro che cavaliere del lavoro a Tanzi! Queste sono le persone che hanno fatto l'Italia e di cui non si parla mai !

    Rispondi

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