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Eternit sul tetto della scuola: il caso arriva in televisione

Eternit sul tetto della scuola: il caso arriva in televisione
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Le telecamere della Rai arri­vano nella scuola Martiri di Ce­falonia, nel quartiere Montana­ra. Raccolgono la voce e le im­magini di mamme preoccupate per quel tetto, 2.000 metri qua­drati di lastre in cemento amian­to, che è sopra la testa di bambini e insegnanti. La troupe del pro­gramma «Articolo 3» di Maria Luisa Busi, ex conduttrice del Tg1, ha scelto Parma per raccon­tare il problema dell’amianto nelle scuole, che in Italia ha nu­meri impressionanti e riguarda 2.400 edifici.

Per la puntata in onda a metà ottobre, in prima serata, sono stati intervistati gli assessori del Comune, Giovanni Paolo Bernini, che ha la delega alla scuola, e Giuseppe Pellacini, responsabile del patrimonio im­mobiliare. I microfoni del pro­gramma di inchiesta hanno re­gistrato anche le parole del di­rettore dell’Arpa, Giuseppe Dal­lara, il quale ha spiegato che l’emergenza non è tale da dover anticipare l’intervento di rimo­zione dell’amianto prima del 2011...
 

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  • LC

    29 Settembre @ 09.25

    La realtà è che nessuno ha il coraggio di guardare in faccia - perché troppo sgradevole - la verità del fatto che “la salute non ha prezzo, ma la salvaguardia dalle malattie costa. E non poco”. Ed allora bisognerebbe fare dei conti. Conti che sono difficilissimi da fare. Quanto costa la rimozione dell’amianto dal tetto della scuola? Quanto è l’extra-rischio a cui si espone la popolazione di coloro che frequentano la scuola Martiri di Ce¬falonia? Il costo per questo extra-rischio è allineato a quanto “normalmente” la società è disposta a pagare per la salvaguardia della salute dei propri contribuenti? Nessuno risponde a quest’ultima cruciale domanda (e sono molti che neanche la comprendono e/o pregiudizialmente la rifiutano!) e la rimozione dell’amianto dal tetto si effettuerà nella scuola Martiri di Ce¬falonia perché è arrivata la TV. Nell’edificio accanto, con lo stesso tetto all’amianto e senza TV, non si farà nulla.

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  • Mirco Olivieri

    29 Settembre @ 09.10

    certo Viandante delle Beccherie : 1+1+1=3...sempre a casa mia e sua probabilmente. a casa di altri evidentemente no...la matematica non credo sia un opinione ma probabilmente il buon senso si. Probabilmente quando è stato distribuito i ns amministratori erano in vacanza Grande Viandante

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  • il Viandante delle Beccherie

    28 Settembre @ 17.51

    Non è necessario essere esposti all'amianto per 40 anni. Potenzialmente basterebbe anche solo un minuto per respirare fibra di amianto. E' l'insorgenza della malattia che compare nel corso degli anni. Esempio pratico. L'eternit della scuola, prima che partano i lavori, si frantuma causa di un agente esterno (violenta grandinata, una scossa di terremoto, che crei crepe, o minimi distacchi, non è necessario l'Abruzzo). Ebbene, basta che si disperdano una decina di microscopici filamenti del diametro di 0,5 micron, pressochè invisibile all'occhio umano, e che questi siano respirati da un bambino, perchè si depositino nei suoi alveoli polmonari e li rimangano per sempre. Il nostro sistema immunitario, purtroppo, non riesci ad eliminarli. E' scienza, non ipotesi suggestive. E dopo 20-25 anni la persona cominicerà a sviluppare insufficenza respiratoria, anche grave, e, se l'esposizione, allora si, sia stata prolungata negli anni, ma non servono decenni, potrà portare all'insorgenza di tumori polmonari. Non è assolutamente detto che ciò succeda, per tutti, ma per alcuni potrebbe essere. Siamo solo alla punta del iceberg, già oggi, studi scientifici rivelano che circa il 5%, circa 1500 casi all'anno, el più comune dei tumori polmonari, il carcinoma, sono riconducibili principalmente all'esposizione da amianto, ma non sto parlando dei casi dei lavoratori del settore, per il mesotelioma, arriveremo, in Italia, al picco di mortalità, intorno al 2020. Passando da 150 a 550 casi di morte l'anno. Sto parlando di gente comune, che oltre all'inquinamento, alla torta fritta bisunta, alle sigarette ed il microonde, aveva respirato anche un pò, non tanto, di amianto. 1500 morti annui e la tendenza è all'aumento. Certo ci ammazzano di più gli incidenti in auto, ma non possiamo escludere con certezza che non capiti anche a noi o ai nostri cari. Morire perchè costava troppo rimuovere l'amianto non mi sembra una gran ragione valida.....ma una ragione relativa si. Ovviamente si tende a minimizzare, ma solo perchè l'opinione pubblica si farebbe prendere dal panico e chiederebbe subito la rimozione di tutto l'amianto ed i costi di sostituzione immediati sarebbero folli, e anche e, soprattutto, perchè ancora oggi si sta svolgendo un processo ai proprietari della ex-Eternit, per i soli casi di asbestosi dei dipendenti, se dovessero rispondere anche dei casi di carcinoma indotto.......altro che class-action da miliardi di €.......ma tanto è tutto è relativo....o no? Forse no.

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  • Mirco Olivieri

    28 Settembre @ 17.01

    Per me il sopratutto è già abbastanza : perchè si deve rischiare quando sarebbe suifficiente rimuoverlo? Non ci sono i soldi? Bene si lasciano da parte gli studi per mettere le vetrine in via Mazzini, studi che non fanno altro che speerperare soldi in un momneto in cui non ce ne sono a rudo. Bisogna anche pensare di manutenere le cose esistenti...non contniuare a costruire cose nuove senza tenere conto di quanto costa la loro manutenzione nel futuro. 1+1= 2 a casa mia

    Rispondi

  • Hugo the Boss

    28 Settembre @ 14.49

    Non volevo minimizzare, ma pur non essendo medico va da se che i rischi dell'amianto sono sopratutto per chi ci lavorava. Per contrarre malattie dopo lo sfaldamento e polverizzazione delle fibre , necessitano da 20 a 40 anni per contrarre da asbetosi a stati tumorali possibili. Ciò detto non vorrei fosse strumentalizzato un tetto quando in tutte le città son ancora molti i tetti di fabbriche ecc. fatti appunto in eternit. Chiaramente essendo ormai molti anni che non è più prodotto, nessuno è recente, ma appunto son da verificare le condizioni da esperti e programmarne le sostituzioni. I problemi di di vetrine , festival ecc. non c'entrano col discorso, quelli son fatti politici ed estetici diversi seppur x qualcuno importanti. Magari qualcuno fosse interessato a persone che già versano in condizioni umane disastrose di cui nessuno parla e che comunque fan parte anche del panorama ricco di PR!

    Rispondi

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