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Movida: scontro continuo tra residenti e commercianti

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Movida ancora nella bufera: sulla «questione orari» il presidente del comitato di via Farini, Giovanni Passerini, voce dei residenti, risponde alle pesanti critiche che Ascom e Confesercenti avevano rivolto all'amministrazione, che ha confermato anche in inverno le chiusure dei locali all'1.30 venerdì e sabato e alle 00.30 gli altri giorni. 
«Intanto è straordinario come la riduzione di una modesta mezz'ora provochi reazioni tanto accese, quasi che l'ordinanza avesse condannato al fallimento i locali della zona, e ancor di più stupisce che le associazioni di categoria si facciano subito sentire a difesa dei locali notturni del centro, mentre sembrano essersi dimenticate dei commercianti diurni, che sono molto più numerosi e tanto più in crisi», scrive in una nota Passerini. Rincarando poi la dose: «Sia Confesercenti ed Ascom lamentano il mancato rispetto della legge regionale 14/2003, perché non sarebbe stato chiesto il loro parere, che la stessa legge prevede come parere puramente consultivo e mai vincolante, e perché ci vogliono “motivazioni reali a provvedimenti di questo tipo”.  Sarà allora il caso di ricordare che i recenti rilievi Arpa dell'inquinamento acustico in zona Farini, effettuati in una settimana piuttosto fredda del maggio 2010, hanno registrato il grave sforamento dei limiti massimi dell'inquinamento acustico in tutti i luoghi monitorati, con punte di 78 decibel dalle 23 alle 2, facendo concludere alla stessa Arpa che il mancato rispetto delle linee guida Oms e Ce, ma sopratutto la violazione di tutta la normativa in materia, nazionale, regionale e comunale, impone l'adozione di un piano di risanamento acustico».
«Sarà ancora il caso di ricordare - spiega il portavoce   dei residenti che la stessa legge regionale 14 impone ai pubblici esercizi il rispetto delle normative in materia d’inquinamento acustico  e prevede che il Comune possa prendere provvedimenti di sospensione o di revoca delle autorizzazioni di pubblico esercizio qualora l'esercente, tra l'altro, non rispetti gli orari e le indicazioni operative decise dai Comuni per la tutela dei cittadini».  «Ricordo infine - conclude Passerini - che sindaco e assessori competenti, di fronte a violazioni della normativa in materia d’inquinamento acustico/salute pubblica, nonché in considerazione dei problemi d’igiene e talora di ordine pubblico che la movida determina, hanno un preciso dovere d'ufficio di intervenire con provvedimenti restrittivi: se non sono “motivazioni reali” queste, cos'altro?».  

LA RISPOSTA DI ASCOM. Attraverso una nota, l'Ascom ribatte alle valutazioni di Passerini. Secondo l'associazione, Passerini è quantomeno poco informato sulle problematiche della movida e dei locali. Ascom sottolinea che l'Amministrazione deve consultare i commercianti, i quali "quando il dialogo è stato consentito, hanno dimostrato di voler partecipare attivamente" alla gestione della movida e alle sue regole.
Ecco il testo del comunicato:
 
Rispondiamo all’articolo “Movida: scontro continuo tra residenti e commercianti” pubblicato in data odierna sulla Gazzetta di Parma a firma del signor Giovanni Passerini, per sottolineare innanzi tutto la strumentalità con cui lo stesso,  parlando di Movida, apre con un attacco gratuito alle Associazioni di categoria che “sembrano essersi dimenticate dei commercianti diurni…”. Tale affermazione è palesemente errata poiché risulta ampiamente dalla stampa quotidiana quali e quanti siano stati gli interventi delle Associazioni di categoria anche relativamente ad altre problematiche commerciali che in particolare nel centro storico sono causa di disagi per le aziende al dettaglio (varchi elettronici, modifiche alla viabilità, percorsi dei mezzi di trasporto pubblici ecc…).
A questo punto i casi sono due: o la situazione commerciale di Parma è nota al signor Passerini, il quale avrebbe dunque reso - con le sue dichiarazioni - i fatti diversi dalla realtà, oppure dobbiamo ritenere che lo stesso non sia sufficientemente informato di come le Associazioni stanno operando sui vari problemi che coinvolgono il commercio cittadino.
Ciò detto, anche per quanto riguarda le problematiche della Movida, ci pare che al di là di eclatanti dichiarazioni il signor Passerini risulti essere, dal nostro punto di vista, disinformato anche sugli obblighi di consultazione che l’Amministrazione Comunale ha nei confronti delle Associazioni; obblighi che sono legati peraltro alla necessità di garantire una corretta partecipazione democratica di tutte le parti in causa.
In questi mesi le imprese coinvolte nella Movida, quando il dialogo è stato consentito, hanno dimostrato di voler partecipare attivamente alla costruzione di una modalità di svolgimento dell’evento più gestita e rispettosa delle altrui esigenze. Con l’introduzione di recenti accorgimenti, ampiamente concordati con l’Amministrazione Comunale, si pensava altresì di aver raggiunto quell’equilibrio da tutti auspicato per non far morire un’iniziativa che, pur con i suoi aspetti problematici, ci è invidiata da molte altre città quale momento di particolare rivitalizzazione del centro cittadino.
Resta il fatto che l’Amministrazione, che pur ha avuto dalle aziende la piena collaborazione per l’adozione di provvedimenti anche restrittivi, avrebbe dovuto comunque preventivamente consultarle ancor più nel caso della riduzione dell’orario di apertura notturno.
Al di la quindi dei numeri del tutto opinabili citati dal signor Passerini se ne può fare quindi una questione di principio e di mancanza di rispetto da parte dell’Amministrazione Comunale verso gli operatori interessati. 

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  • Angelo T.

    23 Ottobre @ 10.00

    Parma europea ocittà ultraprovinciale che da anni dibatte senza risolvere un problema così semplice come l'educazione delle persone sulla pubblica via? Suvvia, non voglio credere che i givani vivano la loro vita solo per passare qualche ora in via Farini e dintorni, Ci sono centinaia di modi alternativi per usare il proprio tempo libero e riservare all'aperitivo e al digestivo il tempo che meritano!

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  • francesco

    13 Ottobre @ 11.44

    apettate che la temperatura scenda ancora un pò e la Movida è finita. Piuttosto io farei notare una cosa, che il locali ES. Dolce vita hanno iniziato a mettere fuori qualche tavolino e piano piano hanno cominciato ad occupare gran parte di via farini non dando più spazio a mezzi dei residenti e delle istituzioni.

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  • gianfranco ferrari

    13 Ottobre @ 09.36

    L'ARPA ha fatto i rilievi, le leggi ci sono e servono per consentire la civile convivenza tra gli individui, i pareri, gli interessi di bottega e personali contano poco, è ora di farle rispettare non solo in città, ma in tutto il territorio.

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  • Geronimo

    13 Ottobre @ 08.31

    Anarca, col velox magari no ma ti assicuro che se mettessero un etilometro ti assicuro che le patenti ritirate sarebbero molte, il problema è che dopo vai a toccare anche quelle di insospettabili. Magari facessero qualcosa all’ex salamini, si toglierebbe la prostituzione e si attirerebbero persone anche da Reggio Emilia senza disturbare nessuno. Non è detto poi che il centro debba morire, basta soltanto regolamentare il tutto rispettando le esigenze di tutti. Qualche bagno poi non guasterebbe visto che i locali se non consumi (e i prezzi non sono a buon mercato, naturalmente inversamente proporzionali alla qualità del prodotto) non ti fanno accedere al bagno, compresi i locali che ogni tanto gridano allo spionaggio dei condomini...

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  • Anonimo

    13 Ottobre @ 00.23

    Io sono stato residente per oltre un anno in una traversa di Via Farini (praticamente attaccato ai locali più frequentati) e devo dire che la "movida" è stato davvero l'ultimo problema. Perché la Movida che loro definiscono come una "folla rumorosa" non è altro che un gruppo di persone che chiacchierano, neanche fino a tarda ora. Per quanto ho potuto constatare l'ora massima in cui c'era questa folla è stata l'una di notte nel week-end e questa folla si riduce per arrivare all'una ad essere un "gruppetto" più che una “folla”. In inverno poi questa “Folla” assomiglia più ad un “gruppettino” di persone. Detto questo il vero (ed unico) disagio è quello delle macchine e moto che passano di notte nei vicoli e soprattutto il carico/scarico di mattina alle 6. Se per movida intendiamo: una ragazza che passa con i tacchi all’una di notte, allora dovremmo vietare di camminare. Visto che la struttura del centro storico è fatta di vicoli, e nei vicoli i rumori sono amplificati, questa amplificazione si sente maggiormente con le auto e i motocicli e soprattutto con lo carico/scarico di merci la mattina anche alle 6. Poi, vorrei ricordare che Parma è una città che fonda il proprio turismo soprattutto sull’eno-gastronomia, quindi semplicemente bisogna scegliere: preferiamo un centro storico attivo e vivo e quindi più sicuro oppure preferiamo un centro storico desolato, senza alcuna attrattiva serale? Perché vorrei precisare che il giorno è fatto di 24 ore non di 12 e che la sera (di solito) è vissuta da tutti: Anziani, adulti, giovani, giovanissimi e bambini! Per quanto riguarda “i problemi di ordine pubblico” della movida, io mi preoccuperei di più delle persone che lanciano bottiglie di vetro dalle finestre sui passanti. Detto questo, una soluzione a questo fantomatico problema si deve trovare, dato che non si riesce a venirne fuori, e trovare un compromesso tra gestori dei locali e residenti sembra una cosa impossibile, un’ idea potrebbe essere spostare questa grande movida, dopo una certa ora, in Pilotta. Allestendo dei bungalow in legno(simili a quelli delle bancarelle in piazza della Pace).Così, tranquillamente, famiglie,ragazzi dell’università, persone che hanno lavorato tutta la settimana e turisti possono godersi un drink e passare una serata tranquilla senza dare fastidio a nessuno in una bella piazza vicino al Teatro Regio.

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