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Parco Bizzozero: una "sorgente" di acqua pubblica

Parco Bizzozero: una "sorgente" di acqua pubblica
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Margherita Portelli

C’è un quartiere che ha una marcia in più. La peculiarità in questione zampilla tutti i giorni, dalle 7.30 alle 22, chiamando a raccolta centinaia di persone della zona e da tutte le altre parti della città. Al parco Bizzozero, in piena Cittadella, il distributore di acqua pubblica è una sorgente continua e riesce nell’incredibile impresa di mettere tutti d’accordo. Sarà un’improvvisa levata di coscienza ambientale collettiva, sarà un rinnovato attaccamento al portafoglio – che in tempo di crisi è più che mai naturale –, sarà anche solo una moda, ma fatto sta che l’acqua pubblica delle reti gestite da Iren, controllata, gratuita, refrigerata, liscia e gassata, piace davvero a tutti. Basta fare un salto al parco agli orari di punta (al mattino presto e nel tardo pomeriggio) per vedere file di cittadini che, cassetta alla mano, attendono il proprio turno per riempire le bottiglie. «Buona» dicono alcuni. «Gratis» aggiungono altri. «Amica dell’ambiente», concordano tutti. «Da quando ha aperto, lo scorso autunno, io vengo sempre qui a rifornirmi d’acqua, un giorno sì e uno no – spiega Daniel Villa, 30 anni –. Lo faccio perché è un doppio risparmio, per me e per il pianeta. In casa piace l’acqua frizzante, e qui troviamo anche quella. Cosa c’è di più comodo? Senza contare che io abito anche qui vicino, quindi…». Poi c’è chi bada anche alla qualità: «È davvero buona», dichiara Gianna Pizzi, mentre si rifornisce. «L’altro giorno avevo un’amica a pranzo, la quale assaggiando quest’acqua mi ha chiesto che marca fosse, perché la trovava davvero ottima», aggiunge Marilena Ticcò, che viene dal centro città appositamente per l’acqua. «Io la trovo più diuretica» aggiunge qualcuno. Nando Cella è di Corcagnano: «Io ho anche l’orto sociale qui vicino, e ne approfitto» spiega. Ma non pesa dover aspettare, quando c’è la fila? «Macché, è un’occasione per far due chiacchiere – continua il pensionato –. In fondo se si è qua, vuol dire che si ha del tempo da perdere». Talvolta, i primi tempi soprattutto, ci è scappato anche qualche battibecco: «C’era chi veniva con le taniche, e chi, giustamente, protestava. E infatti poi han messo il cartello “Massimo sei bottiglie”»,  dice  Germano Folli prima di inforcare la bici e tornarsene a casa, in via Montebello; lui viene qui addirittura tutti i giorni, a prendere una o due bottiglie d’acqua. «La cosa più importante, comunque, è che in questo modo la produzione di rifiuti si riduce  notevolmente – aggiunge Salvatore Amico –. Io ho notato che da quando vengo a prendere l’acqua qui svuoto il contenitore giallo di vetro, plastica e barattolame ogni tre settimane, mentre prima lo dovevo svuotare ogni sette giorni. Questo è un servizio che funziona e che piace a tutti. Dovrebbero potenziarlo, mettendo distributori d’acqua in altre zone della città».

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  • angela cabrini

    12 Giugno @ 16.21

    non stupitevi, nei comuni del reggiano ogni paese ha il distributore delll'acqua pubblica.

    Rispondi

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