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I residenti: basta movida. Gli organizzatori: avanti

I residenti: basta movida. Gli organizzatori: avanti
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 Andrea Del Bue

«Si muore anche di sonno, non solo per una coltellata». I residenti di strada D’Azeglio, tramite il comitato «Strada D’Azeglio e dintorni», alzano la voce: non ne possono più della movida. Anzi, stentano a chiamarla così: «Non è una movida – spiegano -, ma una sagra di paese, perché ci sono anche le bancarelle ad occupare la strada. E le sagre non si fanno in centro abitato, sotto le case della gente che alla mattina alle 6 si alza per andare a lavorare, ma fuori città». A pagarne le conseguenze, la salute dei cittadini: «Abbiamo rilevato un aumento di pressione e disturbi mentali a causa dell’insonnia notturna – denunciano -; crediamo che la tutela del sonno sia uno dei primi diritti a dover trovare tutela da parte delle Istituzioni».
Ma non è più solo il mercoledì sera sul banco degli imputati: «La movida – sottolineano – è stato il fattore scatenante dell’apertura di nuovi bar: i problemi, quindi, si presentano tutte le sere». Questa mattina, i rappresentanti del comitato sono stati ricevuti in Municipio, per far presente all’amministrazione le proprie rimostranze: «Il mercoledì riusciamo ad addormentarci solo alle quattro, perché anche se i bar chiudono all’una la gente rimane a bivaccare per strada. Il resto della settimana, invece – continuano -, alcuni venditori di kebab stanno aperti anche fino alle sei di mattina: ci hanno riferito che risultano come artigiani e possono farlo».
 Per non parlare di vomito e urina: «Ogni mattina – denunciano -  uscire di casa è come attraversare a piedi una grande latrina: vomito, pipì, per non parlare del sangue». L’aggressione dell’altro ieri (si veda articolo a pagina 9, ndr.) non stupisce più di tanto: «E’ la quarta volta che capita – lamentano -, ormai strada D’Azeglio è diventata una zona franca, senza nessun tipo di controllo, in pieno caos, che si sta estendendo anche alla zone vicine, in primis piazzale Inzani. Chiediamo che sia realizzato immediatamente un presidio notturno quotidiano a tutela del nostro sonno e della pulizia delle strade. E – concludono – l’eliminazione della movida; anche se, qualora ottenessimo solo questo, ci sentiremmo presi in giro, perché il problema si presenta tutti i giorni, non solo il mercoledì notte».
Alle lamentele dei residenti non è insensibile Anna Maria Asti, 66 anni, capelli bianchi («Lo scriva, così almeno si dimostra che non posso essere un’esaltata»), ideatrice e organizzatrice della movida: «Quanto manifestato da chi abita qui – spiega – è vero. Noi, però, abbiamo creato un evento organizzato, che quest’anno avrà solo dodici serate. Sul fatto che il problema riguardi altri giorni, noi non possiamo farci niente». Asti è chiamata «sergente di ferro», per il rigore che pretende nel rispetto delle regole: «Sono io stessa a fare il giro della strada per verificare che tutti i locali abbiano chiuso». Via D’Azeglio come via Farini? «No, la movida, là, è nata spontanea e non è regolamentata  - precisa -; noi, invece, ci siamo imposti un codice di comportamento che tutti i bar, kebab esclusi, hanno firmato».
 Il documento prevede numerose garanzie sul piano della sicurezza, che comporta dei costi: «E’ vero che il Comune ci dà il plateatico gratuito – sottolinea -, ma ogni esercente si impegna per 220 euro a sera, per un totale di 45mila euro a stagione, per pagare dieci vigilantes in servizio fino alle 2.30, un tecnico del suono che esegue le misurazioni sui concerti che finiscono alle 23, i bagni chimici. In più ci sono gli operatori della protezione civile che aiutano i residenti ad entrare o uscire dalle proprie abitazioni». Servizio, quest’ultimo, che, a detta dei residenti, non funziona. Gli esercenti, però, sono convinti di fare tutto il possibile per il quieto vivere, anche se «contro la maleducazione della gente – conclude Asti – non abbiamo soluzioni».

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  • franz

    20 Luglio @ 11.56

    Caro Nevianino i commercianti devono campare ha pienamente ragione, ma qui gli unici che guadagnano sono i gestori dei bar e gli organizzatori della movida. Il resto dei negozi rimane chiuso la sera o sbaglio!?.. ma mi faccia il favore..

    Rispondi

  • roybatty

    20 Luglio @ 11.52

    Signora con i capelli bianchi si metta gli occhiali durante il suo prossimo sopraluogo. La sua bella movida non è altro che una forma di aggregazione per alcolizzati e disadattati sociali se ancora non se ne è accorta. Ultimamente poi (scandalo) certi si sono improvvisati baristi allestendo veri e propri banchetti unicamente detiti alla somministrazione di bevande alcoliche. Personalmente poi ho assistito ad una scena impietosa che ritraeva un poveraccio in auto (abitante suppongo) che cercava di farsi strada tra quell'orda di beoni per raggiungere il garage di casa e veniva letteralmente assalito e insultato da questi cari e civili frequentatori della movida.. qui i suoi addetti della protezione civile dove si trovavano!? forse a bere anche loro.. In tutto questo scempio che qualcuno osa definire cultura gli unici a guadagnarci sono sempre e solo gli organizzatori e i bar di via d'Azeglio, non a caso negli ultimi anni si sono visti spuntare come funghi. I residenti dicono basta e questa cara signora dai capelli bianchi vuole imporre la sua volontà dicendo andiamo avanti. Ecco un chiaro esempio di tutela dei diritti del cittadino..

    Rispondi

  • Nevianino

    16 Luglio @ 18.08

    movida si o movida no? i commercianti devono pur campare, allo stesso tempo i cittadini rivendicano il diritto sacrosanto al sonno. Una soluzione che vada bene per entrambi? NON ESISTE

    Rispondi

  • Angelo T.

    16 Luglio @ 09.32

    La movida è stata per qualche anno una novità vista con curiosità e interesse, oggi è "bruciata" e da archiviare definitivamente cercando nuove forme di aggregazione serale che non feriscano il diritto al riposo dei residenti e che siano meno egoistiche e maleducate. Bisogna prenderne atto e avere il coraggio e l'onestà di ammetterlo e darsi da fare, anche se ciò non farà troppo piacere a quei dieci esercenti che si stanno arricchendo senza alcun riguardo al sonno dei propri vicini.

    Rispondi

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