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Via Newton cambia con nuove piante, lampioni e gazebo

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Enrico Gotti
Cambia volto via Newton. Con un intervento da  500.000 euro, il Comune ha trasformato l’area davanti all’istituto comprensivo «Albertelli-Newton». Nuovi alberi e spazi verdi, nuovi lampioni e gazebo.
Mancano pochi giorni dall’arrivo del commissario e ieri mattina l’assessore ai Lavori pubblici Giorgio Aiello ne ha approfittato per tagliare il nastro. «È una inaugurazione molto sentita. - dice - al posto di una strada abbandonata, abbiamo un nuovo spazio. Abbiamo cercato di dare una svolta a questo quartiere. Non sono mancate critiche, continue e ripetute, esagerate. Ma ora siamo certi che il risultato sia all’altezza delle aspettative».
Aiello ricorda anche il ciclone giudiziario che ha travolto il Comune   e si scusa con i parmigiani: «In un momento difficile come questo, viene da chiedere scusa alla città per quello che è avvenuto, come ha già fatto l’assessore Davide Mora, anche se uno non ha responsabilità. Rimane la soddisfazione di aver dato un contributo alla costruzione di opere utili».
«Quest’opera congiunge due vie, separandole dal traffico - commenta il suo collega alla viabilità, Davide Mora - questa è una battaglia che abbiamo portato avanti. Ci sono aree che devono rimanere pedonali. Questa era una zona trascurata, abbiamo cercato di renderla più fruibile, senza trasformare la sua vocazione scolastica. Ringraziamo la città per la pazienza».
All’inaugurazione  anche  due consiglieri comunali della maggioranza che sosteneva il sindaco Pietro Vignali e che abitano nella zona di via Newton: Carmelo La Mantia e il generale Sergio Boscarato. «Quest’opera è stata fatta per la scuola, ma è utile anche per il quartiere, qui ci abitano 500 famiglie» dice La Mantia, che propone l’installazione di telecamere per prevenire vandalismi alle nuove strutture.
 Ad eseguire i lavori è stata la Sequino costruzioni di Fontevivo. «E' stata una riqualificazione totale  -  dice il responsabile Antonio Sequino - qui prima era tutta strada, ora è una valvola di sfogo per i bambini e per le famiglie».  Il cantiere è iniziato il 27 giugno ed è finito il 10 settembre, prima dell’apertura delle scuole. Al posto della strada, pedonalizzata, che separava il parco pubblico e l’istituto comprensivo scolastico «Albertelli Newton», adesso c'è una pavimentazione di pietre di luserna, con alberi e aiuole. Nell’area verde sono state create due «stanze all’aperto», con pergole in acciaio, tavoli e panche in legno.
Il parco ha due nuovi accessi pedonali sugli stradelli Mozzani e Bartolini, mentre all’ingresso della nuova strada pedonale, sia dalla parte della via Emilia, sia dalla parte di strada Casa Bianca, sono stati installati due archi in acciaio, con dei rampicanti ai lati.
Oltre alla scuola elementare, alla media e alla materna, nella zona ci sono anche la biblioteca «Pavese» e il centro sportivo «Aldo Monardi».

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  • stefano

    23 Ottobre @ 09.09

    Ci risiamo con le "stanze all'aperto".....questa immagine piaceva molto all'ex assessore Aiello! Vada a vedere lo schifo delle sue "stanze all'aperto" in P.le Salvo D'Acquisto. Gli architetti che si inventano queste "fregnacce" dovrebbero essere radiati dall'Ordine!!!!!

    Rispondi

  • Paolo

    18 Ottobre @ 20.00

    Vado più volte al giorno invia Newton (ho due figli che frequentano quella scuola) e ho avuto modo di osservare con attenzione la realizzazione e l'utilizzo. Mi sono fatto l'idea, purtroppo, che mezzo milione di euro sia stato buttato dalla finestra. L'alternarsi di spazi "verdi" e di lastricato non ha risolto il problema del traffico. Anzi! Scooter che passano "a manetta" ci sono tanto quanto prima. Gli Happybus hanno meno spazio per passare (con maggior rischio per i pedoni) e fanno fatica a manovrare, con la conseguenza che si trovano spesso a passare sulle aiuole il cui terreno è perennemente inzuppato in quanto l'impianto di irrigazione viene attivato la mattina. Di conseguenza, ci sono già i solchi delle ruote profondi venti centimetri; sembra un campo agricolo appena arato. Due giorni fa un Happybus in retromarcia ha investito una bicicletta parcheggiata negli stralli, danneggiandola, ripartendo senza neppure fermarsi. Parte dell'edera piantata non ha attecchito. Il viale è solo pedonale, con circolazione vietata alle biciclette; ma santo cielo, come si può pensare che una zona, prima così ampia e fruibile tanto per pedoni che per ciclisti, sia ora transitata con bicilcette a mano? I portali ai due accessi potranno facilmente essere scalati dai ragazzi, mettendosi in pericolo. Le strutture, coperte d'edera, sono semplicemente verniciate, e arrugginiranno entro un paio d'anni. Le catene posizionate ai due ingressi sono puntualmente staccate e abbandonate a terra. La scuola ha messo cartelli per invitare a riposizionare la catena dopo l'entrata e l'uscita, ma ciò non viene fatto dagli Happybus, e già ci sono automobilisti che transitano senza troppi problemi. Gli spazi per biciclette sono più o meno i medesimi di prima, cioè insufficienti nella bella stagione. I bambini picocli che frequentano il parchetto ora possono uscire ppiù facilmente e repentinamente dal perimetro e finire, eventualmente, dove transitano gli happybus (che, osservazione sul campo di questi anni, non ripettano certo il limite di velocità dei 30 km/h). Insomma, il comune non poteva spendere meglio i nostri soldi? Magari bastava un progetto meno "trendy" e più pratico e sicuro. Dissuasori automatici agli ingressi, oppure aree di sbarco/imbarco e inversione di marcia per gli Happybus posizionate al portale sud, e poche altre cose...

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