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Il comitato Il Muro: "Per recuperare la Ghiaia non si rubino i mercati all'Oltretorrente"

Il comitato Il Muro: "Per recuperare la Ghiaia non si rubino i mercati all'Oltretorrente"
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Il comitato Il Muro interviene sulla gestione della Ghiaia. Una gestione che, a giudizio del comitato, dev'essere rivista. Per animare questo spazio dopo la sua ristrutturazione, dice Il Muro, bisogna recuperare lo spirito popolare della Ghiaia e non creare eventi che "rubino" all'Oltretorrente il mercato dell'antiquariato o quello del biologico di via Imbriani. Il suggerimento: "Ripescare il progetto della Cittadella del cibo nei padiglioni del parco Ducale e trasferirlo ridimensionato nel contesto Ghiaia, potrebbe essere un'ipotesi. Ricreare spazi in superficie dove collocare negozi di alimentari e prodotti tipici. Alla luce del sole forse la Ghiaia ritroverà le sue energie".
Ecco l'intervento de Il Muro, intitolato "I mercati rubati":

Sono molte le vicende assurde che hanno colpito la nostra città in questo tempo di scandali e arresti, alcune importanti altre meno, molte conosciute ma non in tutti i loro risvolti, è per questo che vogliamo raccontarvene una…

Un tempo era la Ghiaia: piazza storica sorta dal vecchio greto del torrente, luogo di mercati, incontro di popolo, scambi, socialità spontanea. Più vicino al quartiere popolare dell'Oltretorrente come spirito che a quello ricco del Centro, al quale una deviazione del corso d'acqua l'ha unita.
Maria Luigia duchessa di Parma le diede maggior dignità facendo realizzare le Beccherie e la scalinata che la collega alla via Emilia dall'architetto Nicola Bettoli.
Ma sorvoliamo sulla storia che probabilmente i più dei Parmigiani conoscono e che gli altri curiosi possono trovare in numeri libri sulla storia di Parma o in Wikipedia. Sorvoliamo anche sull'ambizione o aspirazione di recenti Sindaci e Assessori "illuminati" che volevano dare nuova vita alla piazza, ricalcando le orme della Duchessa tanto amata.
Vogliamo pero' soffermarci su ciò che ora e' la nostra Ghiaia.
Piano, piano, mentre le nuove sembianze prendevano forma, lo sconcerto si insinuava nei passanti, qualcuno particolarmente ottimista sperava che l'intelaiatura in acciaio non fosse altro che lo scheletro e che l'opera finita si mostrasse poi in tutto il suo splendore. Non sappiamo se costoro sono poi stati gratificati dopo lunga attesa e non vogliamo nel modo più assoluto esprimere opinioni soggettive sulla sua attuale bellezza.
Ciò di cui vorremmo parlare e' l'aspetto sociale ed economico del luogo e degli effetti di tale cambiamento nei suoi dintorni.
La cosa che più colpisce e' la vastità del vuoto. E' il contrasto tra l'affollata animosità di un tempo e il forzato tentativo di riempire questo vuoto. E ciò che in questo tentativo sconvolge ancora di più e' il volere ad ogni costo creare esigenze di mercati, il non comprendere che lo Spirito della Ghiaia e' un altro.
Come si e' potuto pensare che una popolana potesse diventare principessa, spogliandola, violandola e poi rivestendola a nuovo, snaturando il suo essere, rendendola un fantoccio triste, senza vita?
Un mercato deve possedere un'anima, deve nascere dalla necessita' di scambi tra le persone, non solo merci da poco prezzo, non ciò che dall'alto viene imposto, ma esigenze sia materiali che sociali.
E poiché i negozi di grandi firme non sono venuti, il mercato coperto e' diventato sotterraneo, il parcheggio non e' ancora funzionante e non sono stati assegnati i posti promessi ai vecchi commercianti (quelli sopravvissuti) che sono ancora costretti nelle baracche di legno vicino alla Pilotta.
Dapprima si e' tentato di inventare eventi, nuove movide, nuove mode. Tentativi non ben riusciti, resta la tristezza.
Ma ecco che il vero spirito della Ghiaia ritorna in sordina e poi sempre increscendo, qualcuno che ha idee o le copia, lo sente e decide che si potrebbe provare a spostare temporaneamente il mercatino dell'antiquariato dell'Oltretorrente, per vedere come va. Tale necessita' verra' giustificata dagli imminenti lavori di restauro dell'Ospedale Vecchio: un esempio di project financing per fortuna, al momento, bloccato. Una temporaneità che diverrà definitiva. E, con altrettanta capacita' di inventiva, si aggiunge anche un mercato settimanale del vintage che poco si discosta da quello dell'antiquariato e che crea, forse, più concorrenza che attrattiva.  Altre idee hanno gli organizzatori: perché non provare a copiare anche il mercato del Biologico di via Imbriani? Forse si riuscirà a spostare anche questo! E a ridare vita alla Ghiaia, impoverendo pero' il quartiere vicino, quello che per maggior affinità ha uno spirito simile alla nostra Ghiaia, quello più popolare e sincero dell'Oltretorrente.
Cosa importa se poi la' si creerà un nuovo vuoto? Intanto sotto la grande vela di vetro si crea un po' di animazione, ci vuole spettacolo per un palcoscenico e per i suoi burattini!        
Come trovare i soldi per realizzare l’opera? 
Una volta presa la decisione che la Ghiaia doveva essere restaurata, un po’ perché i box fissi erano ormai vecchi, un po’ perché Parma era stata denominata “città cantiere” e un cantiere fermo non rende, occorreva reperire le risorse necessarie alla realizzazione del fantastico progetto. Si è così deciso di ricorrere al project financing, operazione che permette “la realizzazione di opere pubbliche senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione”.
Tale strumento potrebbe aiutare le amministrazioni pubbliche, vincolate dal patto di stabilita' o dalla mancanza di fondi disponibili, nella realizzazione di progetti particolarmente onerosi ricorrendo al finanziamento di privati. Questi si accolleranno i costi di realizzazione e verranno remunerati con i futuri guadagni provenienti dalla gestione dell'opera che viene data loro in concessione per un certo numero di anni. Ovviamente, la fase primaria del progetto dovrebbe essere una corretta valutazione, da parte dei finanziatori e delle banche, della capacità di generare i flussi di cassa adeguati. 
Altrettanto importante è la fase di gestione dell'opera che dovrebbe essere in grado di soddisfare le aspettative previste.
Detto ciò appare evidente che qualche valutazione non sia stata né particolarmente ponderata né tanto meno lungimirante!
Ma l'aspetto più importante di cui tener conto, forse alla base di molte decisioni , è che in Italia, l'impostazione del project financing è diversa dalle altre nazioni dove i rischi di sostegno e sviluppo vengono divisi in parti eque tra promotori e finanziatori. Nel nostro Paese i rischi vengono per lo più accollati al promotore, in questo caso all'amministrazione pubblica.
 
Non solo polemiche
La nostra storia non vuole essere sterile polemica, bensì un’analisi cruda ma costruttiva che porti in futuro a scelte più ponderate e condivise dagli attori, che non vogliono più essere considerati, appunto, dei semplici burattini.
Crediamo che la piazza del mercato dovrebbe ritornare ad ospitare i banchi fissi, dovrebbe riportare in superficie i commercianti di alimentari che potrebbero essere (se visti) anche un’attrattiva per i turisti. Ripescare il progetto della Cittadella del cibo nei padiglioni del parco Ducale e trasferirlo ridimensionato nel contesto Ghiaia, potrebbe essere un’ipotesi. Ricreare spazi in superficie dove collocare negozi di alimentari e prodotti tipici riproponendo un vero centro commerciale naturale con gli alimentari come nucleo e le altre attività che orbitano attorno. 
Alla luce del sole forse la Ghiaia ritroverà le sue energie, tornando ad essere quel luogo di incontro che da sempre ha animato e collegato le due parti storiche di Parma, tanto diverse ma di uguale ricchezza storica per la nostra città e che andrebbero valorizzate ciascuna per ciò che è, senza più rubare niente a nessuno e con una visione reale e globale di città. 
 

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  • CLAUDIO

    14 Giugno @ 00.15

    @ MEDIOMAN Sono solidale con i nostri piccoli commercianti tartassati dalla finanza e poco aiutati da chi dovrebbe, invece di favorire stranieri che si sono addirittura presi bar e negozi storici a PARMA La globalizzazione e accettabile ma solo se le condizioni sono uguali per tutti ITALIANI E STRANIERI di qualsiasi razza. . Ma da quel che vedo a noi contestano anche due sedie dal colore vivo come e successo di recente in un Bar di via D'AZELIO a loro concedono troppo e troppo spesso a noi nulla. Ci vorrebbe un comitato forte per difendere chi e seriamente intenzionato all'iniziativa di ricreare un ambiente più nostrano e soprattutto Italiano. Speriamo che a qualcuno venga voglia di lottare in questa direzione. Saluti da BURKINA FASO GRAZIE PER LA CHIACCHIERATA mi ha fatto sentire più vicino a casa CLAUDIO LIBERO OPINIONISTA OPINABILE

    Rispondi

  • medioman

    13 Giugno @ 18.55

    @claudio: se lei gira vari Paesi, saprà che, spesso, all'estero alle piccole attività commerciali vengono riconosciuti incentivi fiscali, oltre ad altri vantaggi, perché gli viene riconosciuta una forma di "utilità sociale". In Italia, invece, si preferisce fare le "retate" della Guardia di Finanza, ovviamente solo contro i "piccoli"; le grandi catene multinazionali, e spesso anche i cittadini non italiani, pare godano di una specie di "immunità"....

    Rispondi

  • CLAUDIO

    13 Giugno @ 16.15

    @MEDIOMAN probabilmente lei ha ragione,la mia e solo una forte nostalgia delle nostre usanze e della nostra vecchia ghiaia. io giro non solo per i mercati Italiani ma anche in quelli di tutto il mondo e una mia passione,perciò credo di poter dare la mia opinione in merito. Quando tornavo a Parma era un piacere,sentire parlare il dialetto nei vari box,ma negli ultimi anni si era già trasformata lasciando spazio a cinesi ed altri gestori stranieri. In effetti già da molti anni i mercati sono multietnici e in giro si vede di tutto. Io comunque spero si possa rendere la nuova GHIAIA più viva tutti i giorni,non solo in certe occasioni,e spero che qualcuno abbia iniziative interessanti da proporre. UN SALUTO CLAUDIO LIBERO OPINIONISTA OPINABILE DA BURKINA FASO

    Rispondi

  • stefano

    13 Giugno @ 12.27

    Occorre riprendere l'utilizzo pubblico di Piazza della ghiaia "svenduta" per oltre 40 anni all'Impresa Bonatti che ha curato la "bella"???? ristrutturazione della piazza

    Rispondi

  • medioman

    13 Giugno @ 12.16

    @claudio: un conto è rimpiangere la vecchia Ghiaia, un altro è essere realisti. Se non si fosse cercato di "rimodernarla", oggi sarebbe trasformata in un suk multietnico. Altro che "sentire parlare in dialetto"! Lei gira mai per i mercati di paese? Qual'è la percentuale di bancarelle "nostrane"?

    Rispondi

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