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Cambia la viabilità in zona stazione

Cambia la viabilità in zona stazione
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Via Monte Altissimo tornerà a doppio senso di marcia, nell'ambito di una riorganizzazione della viabilità nella zona del cantiere della stazione. Lo ha detto il sindaco Federico Pizzarotti durante la conferenza stampa di questa mattina. Il cantiere si allarga verso est: non passeranno più i veicoli di fronte al bar di Otello Musi, famoso per una vivace lamentela con l'ex assessore Mora per i disagi per residenti e commercianti.
 A fondo pagina: la planimetria delle modifiche alla viabilità (allegato scaricabile in formato pdf)

Per favorire la riconversione dei piccoli negozi che chiudono, la giunta introdurrà alcuni provvedimenti, in base a una normativa sui parcheggi, per facilitare il passaggio di proprietà (o di locazione) di queste attività, che altrimenti rimangono chiuse.

Durante la conferenza stampa l'assessore al Welfare Laura Rossi ha spiegato che, in questo settore, l'amministrazione ridefinirà le priorità del Comune attraverso tavoli di lavoro ad hoc. E' ribadito l'approccio partecipativo già annunciato dalla giunta Pizzarotti. Per quanto riguarda il problema degli sfratti, è stato detto che non ci sono risorse.

Sulla scuola Racagni, Nicoletta Paci ha detto che le aule restano divise fra Corazza e Cocconi. Sulle graduatorie per le scuole materne, il vicesindaco ha sottolineato che la graduatoria si stabilizzerà e bisognerà capire quanti degli 880 bambini senza posto non riusciranno effettivamente ad averlo.

In conferenza stampa è stato detto inoltre che il Comune cercherà di fare in modo che le pietre ofiolitiche (che contengono amianto) non siano più usate nei cantieri in città. L'assessore all'Urbanistica Michele Alinovi spiega che l'uso di questi materiali sarà regolamentato. Si vorrebbe arrivare a bandirli ma bisognerà fare in modo di non danneggiare le imprese del settore, già provate dalla crisi.

 

Il resoconto della conferenza stampa punto per punto (comunicato del Comune)
Alla conferenza stampa di oggi – venerdì 20 luglio 2012 – hanno preso parte, oltre al sindaco Federico Pizzarotti, il vicesindaco Nicoletta Paci e gli assessori Gabrielle Folli per la mobilità e l’ambiente, Laura Rossi per il welfare e Michele Alinovi con delega all’urbanistica, edilizia privata, lavori pubblici ed energia.

Gabriele Folli ha illustrato le modifiche alla viabilità legate al cantiere della Stazione, con particolare riferimento a piazzale Dalla Chiesa. Scheda tecnica e planimetria allegate.

Laura Rossi ha illustrato il progetto di costruzione condivisa e partecipata delle politiche di welfare, volto alla definizione di un nuovo patto fondativo e regole di ingaggio per il welfare nella città di Parma. Un progetto trasversale che coinvolgerà diversi soggetti a partire dai vari assessorati. Obiettivo: “l’Amministrazione – ha precisato Laura Rossi – intende avviare un processo partecipativo e di condivisione per costituire un patto sociale nei quartieri e con la città per negoziare con i cittadini e terzo settore un modello di società sostenibile”. Il progetto è suddiviso in aree tematiche e per fasi di lavoro in cui verranno coinvolti tutti i portatori di interesse per arrivare alla definizione di un nuovo patto fondativo del welfare a Parma. In allegato la scheda del progetto.

Nicoletta Paci ha fornito precisazione su diversi punti:

A) Soluzione condivisa con i vari soggetti coinvolti per gli alunni della scuola Racagni. Una soluzione volta a migliorare la convivenza fra gli istituti scolastici Cocconi e Racagni:

- 10 classi della Racagni restano ospitate alla Cocconi per l’anno scolastico 2012 – 2013.

- Le altre 6 classi della Racagni rimarranno alla scuola Corazza

B) Borse di studio per il Convitto Maria Luigia

L’Amministrazione ha verificato la possibilità di ripristinare quelle non più in essere. Al momento, però, non è possibile farlo. “Si tratta di un intervento non obbligatorio per l’Amministrazione Comunale – ha precisato – con la possibilità di usufruire di servizi analoghi nelle altre scuole pubbliche”

C) Per gli 800 bambini in lista di attesa alle materne, si prevede una consistente riduzione a seguito della stabilizzazione delle graduatorie: fra settembre e dicembre il numero dovrebbe dimezzarsi . I posti sono stati aumentati da 2.483 lo scorso anno a 2.518 per il 2012, ma si è verificato un aumento del 5%, delle richieste. Per il prossimo anno si rivedrà al regolamento che fissa i requisiti per l’accesso. “Il nostro obiettivo – ha precisato il vicesindaco – è quello di migliorare in prospettiva questo servizio”.

D) Scuola Europea. Le risorse dedicate a questo progetto dipendono dal Ministero e sono vincolate per cui non si possono utilizzare per altri progetti o scopi. La priorità è quella di portare a termine i lavori.

Michele Alinovi si è soffermato su due argomenti:

A) L’intenzione dell’Amministrazione Comunale di adottare un delibera di Giunta Comunale con cui si fissano le condizioni in merito alla limitazione dell’utilizzo, nelle opere pubbliche realizzate dal Comune di Parma, delle pietre Ofioliti, che si usano principalmente nella realizzazione di massicciate stradali e che contengono percentuali di amianto in varia misura. Il Comune intende accettare all’interno dei suoi cantieri solo materiali che contengono quantità trascurabili di fibre di amianto con valori ben al di sotto del limite previsto per legge. “Attualmente non esiste nessun tipo di limitazione per l’utilizzo delle pietre Ofioliti all’interno dei cantieri edili in territorio comunale. Questa norma – spiega Alinovi – è finalizzata alla salvaguardia della salute dei lavoratori operanti nei cantieri stessi. E’ un primo passo per arrivare, poi, ad estendere questa norma alla totalità dei cantieri, anche privati, all’interno del Comune di Parma, non escludendo in un futuro prossimo l’eliminazione completa di questo materiale”. “I rischi legati all’utilizzo di pietre ofioliti che – precisa l’assessore Gabriele Folli – sono noti e sono legati alla dispersione nell’ambiente di fibre di amianto nelle fasi di lavorazione, trasporto e scarico e in cantiere. A tali rischi sono sottoposti sia i lavoratori che i cittadini che si trovano vicino al cantiere, da qui l’intenzione di limitarne l’uso a favore di altri materiali che non presentano altri tipi di rischi”.

B) L’assessorato all’urbanistica è intenzionato a introdurre novità importanti anche per quanto riguarda il cambio destinazione d’uso gratuito per alcune tipologie di esercizi commerciali come i negozi di alimentari, Sali e tabacchi e rivendite di giornali, prevedendo la possibilità di effettuare tali passaggi senza oneri per gli utenti. “Una misura volta principalmente – ha sottolineato l’assessore – a rilanciare la micro economia”. Coloro che intendono modificare la destinazione d’uso per esempio in attività artigianali, ufficio o di servizio non dovranno quindi più pagare al Comune nessun onere. La facilitazione dei passaggi avviene anche nell’ottica di dare la possibilità di rivitalizzare il tessuto urbano attraverso la presenza di nuove attività al posto dei vecchi negozi, incentivando il presidio dei quartieri e la sicurezza dei quartieri. Per questo sarà approvata una variante al Rue.

 Il video della conferenza stampa

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  • Geronimo

    21 Luglio @ 20.39

    Léon Lévy io non ho votato risiedendo in altro comune dove i politici tradizionali stanno cavalcando l'onda della crisi aumentando le tasse pur avendo i conti inordine facendo cose spesso inutili, comunque conosco qualcuno del moviemento 5 stelle e mi è stato raccontato parte di quello che hanno trovato in comune e certo gli storici dipendenti non aiutano visto che molti hanno paura della trasparenza, comunque in un mese poco o nulla può fare il sindaco, i risultati si vedranno tra qualche anno e i primi giudizi si potranno venere tra qualche mese ma non si può chiedere a pizzarotti di andare a casa adesso, forse non ci rendiamo conto ma i problemi di parma sono quasi al livello di problemi che hanno avuto città come taranto o catania negli anni scorsi ma c'è una grossa diversità tra quei due casi e quelli di parma, a taranto è intervenuto il governo nazionale dello stesso colore delle amministrazioni, quello di berlusconi, che ha fatto leggi portando denaro fresco nelle casse di quei comuni, invece parma, al pari di altri comuni italiani come torino ad esempio, giustamente non vedrà un euro. Mi sembra troppo chiedere al sindaco di estinguere i debiti o ad esempio di risolvere il problmea della criminalità perchè quello è un problema risolvibile soltanto da Roma. Ubaldi quanto ha impiegato per trasformare la città? Sarebbe bene ricordare quando si parla della prima amministrazione ubaldi che lui ha usufruito di due cose importanti e irripetibili, soldi dell'alta velocità come compensazione e soprattutto i progetti di 3 semafori della tangenziale che sono stati eseguiti appena lui fu eletto, cioè opere progettate da altri ma costruite sotto il suo mandato di sindaco, dove non aveva meriti. é un pò come bverlusconi che nel 2002 appena eletto va a inaugurare parte della variante di valico (ancora in costruzione, per fare 60 chilometri dopo 10 anni i lavori non sono ancora finiti) tra Bologna e Firenze prendendosi i meriti di un rpogetto voluto dal ministro dei lavori pubblici nel 1996 antonio di pietro

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  • patrizia

    21 Luglio @ 16.07

    Ma l'assessore Rossi vuole spremere il volontariato all'osso, già meraviglioso a Parma e fà già tutto il possibile e però fare accordi e pagare cooperative: questo il suo piano. C'è da pensarci bene perchè vuole queste cose e perchè in precedenza è stata rimossa dall'incarico del sociale.

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  • didi bozzini

    21 Luglio @ 08.15

    Una breve risposta al sig.Maurizio. Il problema non è cosa avrei fatto io ( che non mi candido a nulla), ma che cosa fanno coloro che richiedono il voto e, quindi, la fiducia (accompagnata da stipendi) dei cittadini. Se lei è contento così, io sono contento per lei. Quanto a me, avrei preferito una giunta meno inadeguata all'enormità dei problemi che deve risolvere. Vero è altresì che la proposta alternativa al M5s era decrepita ed inaccettabile (ed io non l'ho votata), ma questo non deve far dimenticare i dannosi tentennamenti e la sostanziale incapacità degli attuali amministratori.

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  • milena

    21 Luglio @ 08.13

    La Rossi non c'ha fatto proprio una bella figura in generale,poi la stizza verso il giornalista era un pò troppo, meno male che è al sociale settore delicato

    Rispondi

  • Fabio Paterniti

    21 Luglio @ 06.56

    „Sul tema amianto Rete Ambiente Parma ha in più occasioni denunciato l'inerzia del ruolo pubblico. Ora lodevolmente la nuova amministrazione del Comune di Parma prende concrete iniziative; bene ! Ci auguriamo che su questo tema possano seguire a breve analoghe decisioni anche di altre amministrazioni comunali. Per inquadrare meglio il problema riporto di seguito la Lettera Aperta pubblicata il 09/01/2012“ Bardi 09 / 01 / 2012 Ai Sindaci dei Comuni "ofiolitici” delle valli del Taro e del Ceno e p. c. a Vasco Errani Presidente Regione Emilia Romagna Loro sedi Lettera aperta Oggetto : Amianto/ Cave/ Salute La Regione Emilia-Romagna ha reso nota il 30 settembre scorso la mappatura aggiornata dei siti contaminati da amianto, evidenziando la loro cospicua presenza in Valtaro–Valceno. Questa mappatura ha individuato e inserito solo i siti più estesi. Un'elementare logica di tutela sanitaria avrebbe richiesto che i sindaci, nella loro funzione di massima autorità sanitaria, si fossero da tempo fatti parte diligente, al fine di completare i rilievi sul territorio, finalizzandoli quantomeno ad individuare una priorità di interventi. Sarebbe così stato possibile prevenire gli interventi di emergenza sanitaria, come è recentemente avvenuto nel comune di Borgo Val di Taro, che nel prossimo futuro, stante l’attuale disinteresse, diventeranno sempre più necessari e frequenti. Per inciso la prima mappatura delle contaminazioni da amianto risale al 2005, mentre il decreto applicativo sulle metodiche di bonifica è del 1996, e la legge quadro che vietò l’uso dell’amianto e dei materiali contenenti amianto, disponendo la bonifica dei siti contaminati, risale addirittura al 1992. Dunque da 19 anni tutti gli amministratori pubblici sanno, eppure ancora non vi è consapevolezza e ancora lunga è la battaglia contro l'amianto, nonostante quanti da tempo si battono in tutta Italia perché questa tematica rientri nelle priorità assolute della politica e della Amministrazione Pubblica. Al problema dei manufatti in cemento-amianto, obiettivamente una grave situazione a dimensione nazionale, si aggiunge nelle nostre valli quello delle cave ofiolitiche, che disperdono in ambiente nuove fibre di amianto, un vero e proprio argomento tabù, che dovrebbe invece sollecitare i cittadini più consapevoli e intellettualmente attivi. Dopo due anni di continui tentativi di richiamare all'attenzione il tema della salvaguardia sanitaria e ambientale, dobbiamo amaramente constatare che la regola prevalente che regge le comunità è il tornaconto personale o lobbistico, spesso perseguito a danno altrui. Comunità tenute volontariamente nel limbo della mancata informazione, che si accontentano di una modesta gestione burocratica del ruolo pubblico, che non potranno mai svolgere quella funzione di controllo e stimolo democratico necessario e urgente. Sul tema cave, in attesa di conoscere le determinazioni che il Comune di Bardi adotterà, ci limitiamo ad alcune considerazioni. Assistiamo oggi al paradosso di Piani delle Attività Estrattive, approvati o in itinere, che prevedono il rilascio di nuove concessioni a cavare inerti in siti dichiarati dalla Regione contaminati da amianto e quindi soggetti per legge a bonifica. Tutto questo sta avvenendo “alla faccia della gente e della logica”. Per volontà di una politica scellerata, nella quale il ruolo dei sindaci è decisivo, queste valli sono diventate il più grande polo estrattivo ofiolitico esistente in Italia. Quanto ancora dobbiamo aspettare per vedere il coraggio civico di portare dentro i consigli comunali questa problematica? In una recente intervista il presidente della giunta regionale Vasco Errani ebbe a dichiarare che la regione da lui amministrata è l’unica in Italia dove non si apre una cava che il sindaco non voglia. Il silenzio generalizzato delle Istituzioni è stato irreversibilmente svelato. Fabio Paterniti (portavoce di Cave all’amianto no grazie )

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