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Marano, il paese sulla collina che sogna una rotonda

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Andrea Del Bue

Per chi non è mai stato dentro il paese, Marano è un lungo rettilineo su via Traversetolo, delimitato da due cartelli che ne indicano l’inizio e la fine, a pochi metri uno dall’altro. Per i più impazienti è anche l’occasione di sorpassare. 
Dalla strada, si vede il bar trattoria, che ha anche i tabacchi, sotto un portico antico. In lontananza, arrampicato sulla collina, il campanile della chiesa.
 Portici e campanile sono i due punti di riferimento per Marano. Sotto i primi si trova un po’ di tutto, perché la giovane titolare, Cristina Mastropieri, ha solo 25 anni, ma ha capito benissimo cosa bisogna fare in un piccolo paese se si ha un’attività commerciale; quindi, dall’etto di prosciutto al deodorante c’è una gamma di prodotti che non manca mai. In parrocchia, invece, ci si preoccupa soprattutto di fare aggregazione. Per il resto, a Marano, non c’è nulla. L’ufficio postale e l’alimentare, qualche anno fa, hanno abbassato le saracinesche; su via Traversetolo, a poche centinaia di metri dall’abitato, c’è il Parco di Marano. Dentro, una trattoria, un grande parco giochi, un dancing, oltre alle strutture comunali per i bambini e i ragazzi disabili (una stanza per attività ludiche e ricreative, una piccola piscina).
 Gli abitanti del paese non disdegnerebbero fare un salto al parco, soprattutto verso sera. Per arrivare lì, però, ci vuole sempre l’automobile, perché, senza marciapiedi e pista ciclabile, provare a raggiungere il parco in bicicletta o a piedi significherebbe tentato suicidio, tanto è il traffico. La soluzione ci sarebbe, ossia una stradina che raggiunge il parco da dietro: c’è anche il cancello, quello d’accesso agli adiacenti orti sociali, ma è sempre chiuso.
Anche prendere l’automobile, però, è un rischio. All’incrocio tra la strada di accesso alla località, via Cava in Marano, e via Traversetolo, bisogna prestare la massima attenzione e portare molta pazienza. Da oltre un mese è stato divelto lo specchio e non è mai stato ripristinato, nonostante ci siano già palo e relativo supporto. Nelle ore di punta, passano anche parecchi minuti prima di poter immettersi sulla provinciale. La soluzione sarebbe una rotonda, sulla falsariga di quella di Botteghino; c’era già il progetto, sembrava che dovessero partire i lavori, poi è sopraggiunta la caduta dell’amministrazione, il commissariamento del Comune e altri pensieri.
Il gruppo di case che forma l’abitato principale della frazione, l’ultima del Comune di Parma in direzione Traversetolo, si sviluppa su una collina. La chiesa domina, con il suo piccolo circolo, il suo campo da calcio, il suo parco giochi. Tutto è molto curato e accogliente. Altalene, scivoli, cavallini sono belli, puliti; sui giochi, nemmeno una scritta o uno scarabocchio: una rarità. C’è anche una tettoia, che d’estate ospita le cucine della festa campagnola di luglio; chiusa la manifestazione, diventa uno dei tanti luoghi che ospitano le attività del grest estivo, frequentato praticamente da tutti i bambini di Marano.
 A pochi passi dalla chiesa, però, l’abbandono. Lì dove sono sorte delle nuove palazzine, doveva arrivare anche una grande area verde. «Di quel progetto sono rimaste solo erbacce, un abbozzo di percorso pedonale invaso dalle sterpaglie e dei lampioni – spiega un abitante -. Ci sarebbe anche la fontana, che avrebbe solo bisogno di essere messa in funzione; sarebbero previsti anche giochi per i più piccoli, e panchine. 
Il cantiere è però fermo da circa due anni, la gru ripiegata, i container sono stati abbandonati da un giorno all’altro». Ci sono, infatti, ancora le porte aperte e quei posti sono diventati il riparo per persone in difficoltà. «Dentro, si trovano ancora alcuni indumenti da lavoro: tute, caschetti, scarpe, guanti – continua il residente -. Ci sono anche copie di mappe, progetti, piani urbanistici. In passato, siamo stati noi abitanti a ripulire quegli anfratti, almeno dalle siringhe. Doveva essere una rigogliosa area verde, oggi è un luogo di degrado. Che non ha tempi, non ha certezze».
 

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  • gianfranco ferrari

    29 Settembre @ 19.23

    Se la provincia viene accorpata con quella di Reggio, la rotonda la fanno subito, basta contare il numero di rotonde che hanno fatto intorno ed a Montecchio e a Reggio Emilia hanno escogitato, in località acquedotto, la rotonda principale con attaccate due rotonde satelliti. roba che si commenta dasola

    Rispondi

  • giancarlo

    27 Settembre @ 18.27

    Aggiungerei anche che l'incrocio tra via Cava e via Traversetolo diventa pericolosissimo a causa delle autovetture che, parcheggiate in divieto di sosta davanti alla trattoria,impediscono la visuale alle auto che si immettono su via Traversetolo.Questa mancata osservanza del divieto è,insieme alla rimozione dello specchio che ormai avviene sistematicamente da anni,indice di menefreghismo e di cattiva educazione. Aggiungiamo pure che raramente si vede un vigile urbano da queste parti e le poche volte che compaiono controllano solo la velocità delle auto che passano su via Traversetolo.Per il resto nulla.

    Rispondi

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