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"I'm crazy for Oltretorrente": la scelta-manifesto di due artisti

"I'm crazy for Oltretorrente": la scelta-manifesto di due artisti
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Enrico Gotti

"I Love NY But I’m crazy for Oltretorrente": è il manifesto inventato da Laura Speroni e Damiano Langoni, coppia di artisti, grafici professionisti, che ha scelto questa parte di città come casa, andando oltre lo stereotipo del quartiere degradato.
"Abbiamo deciso di vivere in Oltretorrente – spiegano - perché secondo noi questo è il miglior posto dove vivere a Parma. Molte persone si lamentano di questo quartiere. Alcuni pensano che sia pericoloso. O sporco. O comunque mal frequentato. Il quartiere arabo. La nostra Congo Square. La nostra non è una difesa ideologica di questo posto. Non siamo vittime del mito delle Barricate del 1922. Non siamo quelli che pensano che gli immigrati siano meglio dei locali, solo per il fatto di essere immigrati, solo per il fatto di venire da paesi parecchio sventurati. Non siamo terzomondisti. Non siamo nemmeno gli edonisti in cerca di sballo nella notte studentesca. A noi piace questo posto perché questo posto è vivo di una vita non stereotipata (nonostante il pensiero comune abbia costruito lo stereotipo del quartiere malfamato), una vita non prevedibile, perché qui si stratificano le generazioni, le provenienze, le credenze, le attività, le speranze".

"I problemi ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. Questa è la differenza - sottolineano Laura e Damiano -. Qualcuno davvero è
disposto a pensare che in Via Sidoli e a Vicofertile non ci siano problemi? Che siano tutti felici davanti ai loro grandi tivù al plasma? Qui il malessere si vede. Qui gli ubriachi si picchiano in Piazza Picelli. Nei posti dove il benessere ha concesso muri più alti dietro i quali nascondersi i drammi si consumano nel segreto delle stanzette, nella privatezza (o dovremmo dire privacy?)  degli appartamenti. Questa però non è un'apologia del conflitto manifesto. Semplicemente è l'accettazione effettivamente serena del conflitto nell'esistenza. Senza ipocrisie. Allora, per concludere, questo è il posto meno ipocrita che Parma abbia a disposizione. Questo posto per noi è un esempio, una ispirazione continua. Questo posto per noi vale mille New York, perché questo posto è vero mentre New York è una chimera, un brand, per noi forse New York nemmeno esiste, non ci siamo mai stati, con ogni probabilità non ci andremo mai. Qui in Oltretorrente ci siamo ogni giorno. Qui scorre la nostra vita. Il nostro è anche un grido di orgoglio e coraggio. New York è il centro mentre questo posto è la periferia, ma rivendichiamo il diritto di esistere, di essere felici, di essere anche noi speciali, di dare valore alla nostra esperienza umana, liberi dalle gabbie del conformismo".
L'immagine manifesto è ripresa dal loro blog (zibibi.blogspot.it), un vulcano di arte e ironia.
 

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  • andrea

    21 Dicembre @ 13.17

    Ci vivo da 10 anni e non cambierei posto per nulla al mondo. Facciamo diventare questo quartiere un esempio di integrazione per la provicialotta Parma. Concordo in pieno col manifesto

    Rispondi

  • simo

    14 Dicembre @ 17.11

    in oltretorrente ho abitato per molto tempo e ora ho un negozio da 4 anni . si parla solo male , di un luogo che ha fatto storia , quando poi episodi di paura e delinquenza non accadono solo qui . la gente e' solo brava a parlare , perche' chi ama il suo quartiere combatte e si fa sentire per difenderlo , come abbiamo fatto in molti e qualcosa si conclude , solo se ci si unisce e non lamentarsi e basta ... non e' che poi il centro di parma e' tanto meglio ......specialmente adesso , le serrande abbassate ci sono anche li , la delinquenza e i furti sono in tutta la citta' ,scusate , ma io che lo vivo 10 ore al giorno e ho lavorato anche di la' , non vedo differenza e la mentalita' che cambia . grazie ragazzi , mi avete dato un po' di forza e positivita' ....

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  • HKBtrajè

    08 Dicembre @ 12.29

    Invece che scrrivor in ingles a saris mej scrivora son par dedlà da l'aqua. A sari stè pu genuen,

    Rispondi

  • marco

    07 Dicembre @ 13.42

    Eh, però... il GORILLA sulla dx, può essere visto in chiave di razzismo INVOLONTARIO, se riferito PROPRIO ad un quartiere multi-etnico. Se ci si rivolge ad un VASTO pubblico, occorre riflettere due o tre volte prima di pubblicare. "I love NY", invece, c'entra come i cavoli a merenda.

    Rispondi

  • Angelo

    06 Dicembre @ 19.06

    A N.Y. diversi Italiani rimangono imbrigliati nella giustizia americana. a N.Y. è reato urinare in pubblico,bere in pubblico e fumare in luoghi dove è proibito.Se uno si apparta in un luogo e fà i propri bisogni ma un agente lo vede ,viene fermato,arrestato ,processato per direttissima e rischia una condanna fino a 12 mesi di carcere. chi viene fermato per strada con bottiglie o lattine di birra che non nascondono nella "bruwn bag" rischiano anche essi fino a 12 mesi di carcere. Avvocato Germana Giordano al 250 Park Avenue N.Y. affianca il Consolato Americano nel soccorrere gli italiani che viste le nostre abitudini si trovano in queste difficoltà. ( LA STAMPA Lunedì 3 Dicembre 2012 pagina 23)

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