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Corradone: il re dell'Aquila Longhi

Corradone: il re dell'Aquila Longhi
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Lorenzo Sartorio

Centotrenta chili di peso per un' altezza di 1,73 : il monumento alla bontà. Questo monumento, però,  ha pure nome  e  cognome: Corrado Marvasi «presidentissimo» del circolo «Aquila Longhi». 
Parmigiano «de dla da  l'acua» di via Imbriani, classe 1950, figlio di Walter, camionista,  e dell'Anna,  operaia e   indimenticabile  «rezdora»,  entrambi  nati  nello stesso borgo oltretorrentino, Corrado, meglio «Corradone»,   trascorre  giovinezza e  adolescenza  in  strada Bixio e   tra  quella ragnatela di  borghetti  che gravitano lì attorno.   E' un ragazzino  molto vivace, non va d'accordo con i libri, tant'è   che  l'agognato   regalo  della zia, un abbonamento  nei «popolari»  per assistere alla partite della squadra  del  Parma (che  è sempre stata nel suo cuore),   gli viene stracciato  in faccia  da papà Walter  dopo avere preso visione della disastrosa pagella del figlio.
 Il piccolo  Corrado ha nella testa il pallone, altro che i libri! Ed allora,  si trova  con i coetanei nell' oratorio  parrocchiale  di Ognissanti  per organizzare  partitelle   nei borghi  e nelle piazzette, improvvisati   campi di calcio   con le cartelle al posto dei pali per delimitare le «porte».  
 Nel ruolo di portiere   difende  i colori di diverse   squadre: Arsenal,  Frassati,   Bar Lux, Crocetta,  Coop. Nordemilia  e  il Bar Pioli.  Disputa il suo primo campionato  Uisp,  nel  1958,   in  campetti improvvisati   nei  «Prati Bocchi»  con  le porte delimitate da due mezze pile  «äd cuadrè»  (mattoni).  Però, Corrado,  è un ragazzo volonteroso  e quindi   il lavoro non gli  fa paura. 
Nonostante  gli insuccessi scolastici,   riesce  ad  ottenere una  risicata  licenza media, lavora giovanissimo  come garzone da un barbiere  in  via Monte Altissimo,  poi in un laboratorio  di teloni per camion, quindi     dallo zio Gino Grolli, titolare   di uno scatolificio   nel  palazzo Belloni in borgo Tommasini per  approdare in seguito,  come apprendista,   dall'elettricista Avanzini    in strada  Farini.  
A  18 anni,  la chiamata alle armi  in Aeronautica in un  reparto di stanza a Campo Imperatore (L'Aquila). La  sua funzione: cuoco.   Dopo alcuni mesi  di naja,  la visita  al giovane aviere  di un folta delegazione di parmigiani, compresi  papà e mamma, e lui  premia i suoi ospiti  con un appetitoso   piatto di polpette con un  sugo da leccarsi i baffi.  E poi il ritorno  a Parma   come capo fabbrica  alla Ari. 
 Nel 1975 il  grande  salto come  imprenditore  al timone  della «Ciemme»,  azienda leader  nella confezione  e  controllo  qualità  di  prodotti  in vetro. Al suo fianco  i figli Simona,  Giorgia e Walter e  la paziente  moglie Romana, coordinatrice  dell'azienda  e del personale.  
 Nell'allora circolo Aquila,   con sede in strada Repubblica,   Marvasi  entra  nel 1977 come  socio,  nel 1979  viene  eletto nel consiglio direttivo.  Nel 1996  l'«Aquila» e il «Longhi» si fondono dando  vita  all'attuale  circolo  con sede in  vicolo  Santa Maria che  Marvasi  presiede  dal 1999. 
Una realtà  che  raduna,   con  poche altre,  l'ultima  parmigianità rimasta  e coniuga soprattutto il cuore   in aiuto  dei bisognosi, dei  meno fortunati  e  degli  anziani. 
Il segreto del successo di Corradone? Una squadra  affiatatissima  di amici  fraterni, sezioni che  funzionano  alla perfezione  come «Parmafotografica», una «task force» di cuochi e cuoche d'eccellenza   e il sostegno  di  tanti  amici tra   i quali, uno,  che  Marvasi   cita sempre  con grande  commozione:  l'indimenticato  imprenditore  Erasmo Mallozzi, uomo di sport e  grande  umanità  che gli  fu a  fianco  sia nel circolo che  nel Lions Club Bardi Val Ceno. 
Tanti sarebbero  gli episodi    da citare in questi anni  ai vertici  del circolo.  Però uno  sta a cuore a Corradone  tanto  da fargli  venire gli occhi lucidi: la commemorazione  di  Bruno Longhi, martire  antifascista, che si svolse un paio d'anni  fa in occasione del 25 aprile alla  presenza  della  sorella del martire, Maria,  e di  tanti  parmigiani. 
Per un circolo,  un nome davvero impegnativo   da portare,   ma  che  l'«Aquila Longhi»  porta con onore, orgoglio e tanta fierezza. Una fierezza tutta «oltretorrentina».
 

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    04 Marzo @ 00.36

    complimenti a una persona gentile e di una disponibilita' inusuale

    Rispondi

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