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I senzatetto? Trovano rifugio alla Civica

I senzatetto? Trovano rifugio alla Civica
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Margherita Portelli
Biblioteca Civica: dove cultura e sociale si incontrano. E, talvolta, si scontrano. È la casa del sapere, la Civica: da oltre 30 anni in vicolo Santa Maria, cuore pulsante dell’Oltretorrente, è stata e continua ad essere un punto di riferimento per generazioni di studenti alle prese con gli esami, e per appassionati lettori intenti a scandagliare gli scaffali. Negli ultimi mesi, però, la biblioteca è divenuta anche un presidio di accoglienza, perché sono diverse decine i senzatetto che, quotidianamente, frequentano i suoi spazi semplicemente per avere un luogo caldo in cui trascorrere le ore.
«Stesse facce, tutti i giorni» assicura qualche dipendente. Sfuggono il freddo e la pioggia rifugiandosi tra i libri, aspettano che faccia sera nei corridoi, nel cortile, o davanti agli schermi dei computer messi a disposizione dall’Istituzione Biblioteche agli utenti.
«Cultura - secondo una bibliotecaria - è anche questo: aprirsi alle culture degli altri, condivisione e soccorso, là dove ce n’è bisogno».
Le tante situazioni di nuova povertà, le emergenze abitative e la mancanza di prospettive determinate anche dalla crisi, però, spesso sono causa di nervosismi e tensioni che sfociano in piccole liti. Inoltre, nelle ultime settimane, la biblioteca è stata oggetto di alcuni atti di vandalismo. Basta guardarsi intorno e osservare: in fondo al cortile della biblioteca, la piccola sala ristoro che dal 2004 ospita gli utenti per una pausa tra una sessione di studio e l’altra, è stata chiusa (momentaneamente a quanto sostengono i dipendenti). Le macchinette del caffè e il distributore di bibite sono ora inaccessibili, e un cartello palesa la chiusura del locale in conseguenza a ripetuti episodi di maleducazione.
Stando alle testimonianze dei lavoratori, alcuni individui un paio di settimane fa avevano danneggiato i locali, arrivando addirittura a urinare sui muri. Da allora si è deciso di impedire l’accesso alla sala. Altri segnali di degrado sono tuttora evidenti (come il lavandino ostruito e intasato nel bagno al piano terra o il totem danneggiato all’ingresso), mentre ad altri è stato posto rimedio (ad esempio la fioriera sfasciata nel cortile, che poi è stata tolta).
Capita, talvolta, che gli addetti ai prestiti debbano calmare gli animi di chi si scalda troppo: «Qualcuno si azzuffa per il posto al computer, ma in questi ultimissimi giorni le cose stanno migliorando. Forse il segnale che abbiamo voluto dare chiudendo la sala ristoro è servito - spiegano da dietro il bancone dei prestiti -. Ci è anche capitato di dover “mandar giù” qualche offesa, nel tentativo di far osservare le regole o di stemperare attimi di tensione. Noi tentiamo di mediare: tutti hanno il diritto di frequentare questo luogo, che è pubblico, ma è importante che l’atmosfera non sia troppo tesa, e che i locali e le regole vengano rispettati».
In un periodo di grosse difficoltà, quindi, ci sono spazi che costituiscono un sollievo irrinunciabile per le fasce di popolazione più disagiate, e che al contempo si fanno ricettacolo di nervosismi connaturati alle difficoltà. Emergenze sociali che si specchiano in uno dei luoghi simbolo dell’Oltretorrente, il quale, come molte altre realtà del quartiere, chiede aiuto. 

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  • giuliano

    12 Marzo @ 08.09

    senza tetto? per poco qualche cosa che non funziona c\'è ,bisognerebbe trovare un \r\nposto che fuori dalla città dove si possano autogestire per vivere da soli, perchè \r\nuno che non è autosufficiente e lo devi assistere gli insufficienti diventano tre, mi spiego\r\nuno lo assiste un\'altro deve lavorare per quei due li per mantenerli allora sono tre. un bel danno non c\'è che dire se andiamo avanti cosi si lavora solo per i governanti e i nullafacenti.pensate quanti ragazzi studiano scienze politiche quelli per tuttala vita\r\nnon lavoreranno mai. in italia che lavora fisicamente sarà il 30% tutti gli altri sono nelle\r\nscartoffie. io penso che i senza tetto abbiano capito tutto e che tribulare non ne valga\r\nla pena, ti fai la casa devi pagare i tributi, non la fai te la da il comune perchè sei un\r\nsenza tetto,i deficienti chi sono? chi lavora o chi non fà niente.Italia Italia

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  • luca

    10 Marzo @ 18.01

    non avere una casa non sarà una scelta voluta, comportarsi come bestie si!

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  • francesco brundo

    10 Marzo @ 06.04

    Esser senza casa, non credo sai una scelta razionale e divertente, ma un ripiego, un minimo di tolleranza non guasta e necessita, Non tutti hanno la fortuna di esser su Carosello.

    Rispondi

  • Giuio

    09 Marzo @ 19.26

    ... e bisogna anche stare attenti ad usare la fermezza perchè se si tenta di educarli si è RAZZISTI o si becca una mano di botte da questi poverini !!! bisogna usare le maniere dolci o i metodi delicati e indiretti, perchè poi si offendono. Ma in che inferno di m.... siamo precipitati con le porte aperte all'immigrazione ??? !!! Questi sono i frutti di Riccardi. Sentiti ringraziamenti al ministro per questo letamaio di incivilità d'importazione !

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  • Giuio

    09 Marzo @ 19.20

    questo bel mondo l'avete voluto tutti voi permissivisti, buonisti cattocomunisti. e tutto deve essere tollerato dalla solita retorica e i soliti nauseanti ipocriti giri di parole per cui la cultura serve anche a dare questo tipo di accoglienza alle altre "grandi culture" di cui avevamo sicuramente bisogno. ora la nostra nazione, la nostra città doominate dal degrado e nessuno cerca di migliorare la situazione. ieri sera a tv7 ho asistito a uno spettacolo indegno e vergognoso: un manipolo di comunisti dei centri sociali di bergamo che hanno ostacolato uno sfratto a carico di immigrati che NON pagavano l'affitto da 2 anni. all'arrivo del proprietario si sono messi a dettare condizioni per prorogare lo sfratto. il propietario, che aveva come unico reddito quelle case affittate ai nordafricani, dal momento che anche lui ha perso il lavoro ha dovuto ripegare ed andarsene. ecco cosa sono capaci di fare gli squadristi di sinistra in barba alla giustizia e al buon senso... con la proprietà degli altri. che gentaglia !!!! ecco a chi siamo in mano.

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