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I residenti: troppo traffico in via Copernico e via da Vinci

I residenti: troppo traffico in via Copernico e via da Vinci
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Laura Ugolotti

Proteste inascoltate. Sono quelle dei residenti del quartiere Lubiana, e in particolare del comitato Le.Vi.Co, costituitosi ad ottobre 2009 con l’obiettivo prioritario di sollecitare l’amministrazione comunale a rimuovere le cause («ingiustificate ed ingiustificabili», a detta dei suoi rappresentanti) dell’eccessiva concentrazione di traffico su via Copernico e via Leonardo da Vinci, redistribuendolo sulle vie Hiroshima, Marzabotto, Leonardo da Vinci, Copernico e Del Campo. Al comitato hanno aderito 170 famiglie, per un totale di circa 400 residenti di via Copernico e Leonardo da Vinci e nonostante il problema dell’eccessivo flusso di traffico nella zona non sia ancora stato risolto loro non demordono e continuano a sollecitare gli interventi del Comune.
«Il 30 novembre del 2012 - spiega il coordinatore del comitato, Franco Tegoni - abbiamo incontrato l’attuale assessore Folli, e gli abbiamo illustrato il problema, ribadito poi in un documento di promemoria lo scorso aprile e nel recente incontro che l’amministrazione ha organizzato con il quartiere. Non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Con il suo predecessore, l’assessore Mora, almeno riuscivamo ad avere un confronto più frequente e alcune nostre richieste sono state ascoltate».
«Quello che manca - conferma Mauro Concari, anche lui membro del comitato - è proprio la considerazione. Se solo si riuscisse ad avere un confronto potremmo sottoporre le nostre proposte o comunque trovare insieme all’amministrazione delle soluzioni alternative».
Soluzioni per un problema la cui origine risale al 2008, quando alla Viabilità era assessore Somenzi. «Si decise - ricorda Tegoni - di intervenire nel quadrilatero compreso fra via Zarotto, via Emilia est, via XXIV Maggio e via Sidoli. Prima installando uno spartitraffico di fronte a via Marzabotto e poi istituendo il senso unico in via Zarotto, da via Casa Bianca alla rotatoria di fronte a via Sidoli, con l’intento di ridurre gli ingorghi nella rotatoria di Strada Elevata».
«In questo modo - chiarisce Concari - chi arriva da via Traversetolo ed è diretto verso via Mantova e via Emilia Est si riversa sulle strade interne, via Leonardo da Vinci e via Copernico in particolare, generando un traffico spropositato, che si aggiunge a quello generato dalla presenza del Cup e del complesso scolastico di via Albertelli. Al contempo il passaggio per via Hiroshima e via Marzabotto è ridotto quasi a zero. Forse si potrebbero studiare soluzioni per riequilibrare il traffico in queste zone interne, sulle vie Hiroshima, Marzabotto, Leonardo da Vinci, Copernico e Del Campo, senza peraltro conseguenze su via Zarotto e strada Elevata».
«Dal 30 novembre scorso - ribadisce Tegoni - non ci sono stati interventi e nemmeno abbiamo ottenuto risposta. Quello che chiediamo, e su cui vorremmo un confronto è l’eliminazione del cordolo spartitraffico davanti a via Marzabotto e la creazione di una mini rotatoria».

Sicurezza
 «La zona 30? Inutile e inesistente»
La Zona 30? Inutile e praticamente inesistente. «Da quando è stata istituita - dicono i residenti - non abbiamo mai visto controlli da parte dei vigili. E ovviamente nessuno rispetta il limite di velocità». L’intervento era volto «a scoraggiare il traffico di attraversamento, a limitare la velocità entro 30 km/h e quindi favorire una mobilità dolce per restituire sicurezza e possibilità di socializzazione ai residenti, ad incrementare il verde urbano», così sosteneva l’amministrazione Vignali. «In realtà - dicono i residenti - non si realizzò alcuna diminuzione del traffico di attraversamento, non vi fu riqualificazione stradale ad eccezione di via Marzabotto, anche se non conosciamo i motivi di tale preferenza, e di via Kant, la velocità non è stata minimamente ridotta entro i 30 km orari». «Per non parlare delle promesse di riqualificazione - aggiungono -. Basta guardare le buche che ancora restano su via Leonardo da Vinci, generate dal considerevole flusso di traffico e aggravatesi dopo gli interventi per il teleriscaldamento». 


 

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