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Movida, sedici ricorsi contro le multe ai baristi

Movida, sedici ricorsi contro le multe ai baristi
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Enrico Gotti
Sono almeno sedici i ricorsi contro le multe per la movida. Gli esercenti dei bar in via Farini e via D’Azeglio si sentono «spremuti» da sanzioni che considerano ingiuste. Una su tutte è quella sulla mancata corrispondenza degli orari di apertura. In questi mesi, i vigili urbani hanno multato i locali, non perché sforavano gli orari di chiusura fissati dal Comune (il regolamento sulla movida, infatti, non era ancora entrato in vigore), ma perché non avevano comunicato all’ente di piazza Garibaldi che avrebbero tenuto aperto fino a quell’ora. Molti esercenti erano sicuri di avere la legge dalla loro parte, quella dello Stato sulla liberalizzazione degli orari di lavoro del Governo Monti. Ma invece la mancata comunicazione gli è costata cara: 320 euro ogni volta. E c’è chi ha accumulato multe su multe. E ha fatto ricorso per annullarle. La ricaduta per i gestori non è solo economica, perché essere stati multati vuol dire anche non poter più rientrare tra i locali virtuosi secondo il Comune e dover quindi chiudere prima, a mezzanotte durante la settimana e all’una al venerdì e al sabato. Lo prevede il regolamento sulla movida, che è entrato in vigore il 10 luglio. Lo stesso regolamento invitava gli esercenti ad apportare migliorie, come ad esempio l’insonorizzazione acustica, per limitare i danni al vicinato, per poter rientrare fra i locali virtuosi, che avevano come premio la possibilità di tenere aperto fino alle 2 nel weekend e fino all’1 negli altri giorni. C’è chi ha introdotto i limitatori certificati di decibel nei locali, spendendo discrete cifre, ma poi, dopo i controlli di questi ultimi tre mesi, si è ritrovato una multa che ha vanificato tutto.  «Ci sono stati controlli a tappeto. Mai visto così tanti vigili e carabinieri in giro per la movida come in questi mesi, dei veri plotoni - si sfoga il titolare di un bar -. Ci rimane l’amaro in bocca, perché è stato tutto inutile quello che abbiamo fatto in questi mesi. Il fatto del locale virtuoso è stata una presa in giro. Perché poi ci sono state multe di qualsiasi tipo». In un bar di fronte al Magistrato del Po è stata data una multa da oltre 500 euro perché era in corso una serata di karaoke: non perché erano stati sforati i decibel, ma perché non era stata fatta la richiesta di autorizzazione al Comune per le emissioni sonore, con relativa e costosa richiesta di analisi di impatto acustico da parte del tecnico, quando invece la legge Monti del 2012 e la legge regionale prevedono la semplice autocertificazione, nel caso non si sforino i decibel previsti nella zona. Una multa simile è arrivata anche ai locali che, invece di trasmettere musica attraverso la radio, hanno chiamato un dj a selezionare i brani. Anche qui il problema non erano i decibel, ma il foglio di carta.
 

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  • claudio

    01 Agosto @ 17.19

    @ Giacomo e Cittadino Scontento: caspita, che sottile sarcasmo, che senso dello humour! La solita storiella di Parma città morta, deserta, ecc. ecc. Non il massimo dell'originalità...Peccato! Cari Signori Baristi: tutti noi lavoriamo e tutti noi ci alziamo presto al mattino, ma nessuno di noi (baristi e movidari esclusi) INFRANGE clamorosamente la legge recando, non solo grave nocumento ai numerosi residenti, ma causando oggettivi e gravi problemi di ordine pubblico. Via D'Azeglio è una strada residenziale non un perenne e notturno Parco Giochi, un Circo Barnum della trasgressione, dello sballo e dell'abuso impunito! Vergogna!!!! Quando il sindaco capirà finalmente questo (ci arriverà anche lui), la movida "imploderà" naturalmente (per cause naturali) senza bisogno di interventi coercitivi e punitivi. La movida si regge sull'ABUSO IMPUNITO. Una volta applicate le leggi vigenti...fine della movida! E' chiaro? Se accettate di operare in un contesto civile, dovete accettare (e piegarvi) ad elementari ma inderogabili norme di vita, incentrate sul granitico principio che "la mia libertà termina dove inizia la tua"! Non vi sta bene? Allora, aprite i vostri locali in zone lontane dai centri abitati. Un'ultima curiosità alla quale finora nessun barista è riuscito a rispondere: cari baristi, ma COME facevate prima che questo scempio prendesse piede a sbarcare il lunario e a prosperare??????!!!!!

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  • Michela

    01 Agosto @ 16.07

    @Giacomo, ma che ridere che mi fai... sei proprio un burlone!.. per tua info, io di zitella non ho nemmeno la punta dei piedi.. sono una ragazza giovane, ma con cervello, GRAZIE A DIO!!!..... sei passato in macchina il venerdi sera???? ci sei riuscito???? BUON PER TE! io no!!! e sinceramente voglio potermi muovere liberamente nella mia citta' SE LA STRADA E' APERTA AL PUBBLICO.... divertitevi... CERTO, anche nel vedervi FARE I BISOGNI SULLA STRADA, DIETRO LE MACCHINA, lasciare i biccchieri sui cofani, magari anche qualche graffio alla macchina, visto che siete molto sobri... Guarda, lasciamo stare che a Parma, sono tutti cosi... DI NADOR!

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  • noncipensare

    01 Agosto @ 14.17

    ah e già che siamo qui a lamentarci io volevo dire che la mattina mi alzo presto per andare a lavorare e il frinio delle cicale che bivaccano fuori dalla mia finestra sugli alberi non mi lascia dormire in pace la notte! il comune pensa di fare qualcosa o devo cominciare a gettare secchiate di acqua e quant'altro per farle smettere? dove andremo a finire! tutte ste cicale

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  • noncipensare

    01 Agosto @ 14.05

    comunque leggendo i commenti da zitelle acide delle persone scontente della movida mi viene da suggerirvi di scendere a bere una birra con noi ogni tanto e iniziare a godervi un po' di più la vita, che qua lavoriamo tutti e non credo sia mai morto nessuno per un po' di svago in compagnia

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  • noncipensare

    01 Agosto @ 13.44

    sfioriamo il ridicolo ormai! come se i baristi non stessero lavorando per portare a casa la pagnotta come tutti gli altri! andate a lavorare e fermare i rapinatori e gli spacciatori invece di multare i poveri lavoratori! e se vi lamentate tanto del casino notturno create una zona dove è possibile aprire locali e non incorrere in sanzioni o altro perchè parma ormai sta diventando una città dove solo mia nonna che gode le passeggiate serali potrebbe riuscire a divertirsi. che vergogna

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