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Asilo di Corcagnano: posata la prima pietra

Asilo di Corcagnano: posata la prima pietra
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Comunicato stampa del Comune

Si è svolta questa mattina la cerimonia di avvio dei lavori del polo per l’infanzia di Corcagnano, in via Gina Romani, a cui hanno partecipato il sindaco Federico Pizzarotti, il vicesindaco con delega alla scuola e servizi educativi Nicoletta Paci; Michele Alinovi assessore all’urbanistica, edilizia, lavori pubblici ed energia; Antonio Costantino presidente di Pro.Ges, Vittorio Adorni presidente di ParmaZeroSei, Marco Papotti amministratore delegato di ParmaZeroSei, Loretta Aimi dirigente del Settore servizi educativi del Comune, Francesca Gavazzoli direttore di ParmaInfanzia Spa, l’architetto Stefano Ferri direttore dei lavori ed il progettista, architetto Italo Jemmi. Il momento è culminato con l’inserimento da parte del sindaco della pergamena, in una parte della struttura, a futura memoria dell’avvio dei lavori stessi.

“Si tratta di un progetto già avviato a cui abbiamo dato seguito – ha precisato il sindaco Federico Pizzarotti –, un intervento che riguarda il potenziamento dell’edilizia scolastica intesa come patrimonio per la città e investimento per il futuro. La sua realizzazione, pur in tempi di crisi, rappresenta una risposta concreta alle necessità delle famiglie e delle nuove generazioni. Una nuova scuola a servizio degli insediamenti abitativi di recente costruzione nelle frazioni di Corcagnano, San Ruffino e Vigatto”.

“La nuova struttura – ha sottolineato il vicesindaco Nicoletta Paci – costituisce una risposta nei fatti alle polemiche sorte nei mesi scorsi e manifesta l’attenzione dell’Amministrazione alle necessità delle famiglie e dei bambini, garantendo un incremento di 100 posti tra nido e materna, questo grazie anche alla collaborazione con il privato”.

“La nostra speranza – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Michele Alinovi – è che il Governo sblocchi i limiti previsti dal patto di stabilità con la possibilità da parte dei Comuni di investire di più in edilizia scolastica. Nel periodo estivo sono stati investiti più di 2 milioni di euro per migliorare  l’edilizia scolastica con la rimozione dell’amianto in vari plessi scolastici e gli interventi nell’asilo nido Trilly. Per la ricostruzione della scuola Racagni sono stati investiti 8 milioni di euro. L’auspicio è quello di potere realizzare anche l’asilo di Fognano. L’avvio dei lavori a Corcagnano va nella direzione di realizzare progetti non solo per il centro storico ma anche per le  frazioni, in modo da rispondere alle esigenze delle famiglie residenti”.

Per Antonio Costantino, presidente di Pro.Ges, “si tratta di un momento di festa in un’ottica di positiva collaborazione tra pubblico e privato in forma di partenariato, utile a dare seguito ad iniziative di qualità”. L’architetto Jemmi ha illustrato gli aspetti progettuali della struttura.

I Nidi e le Scuole dell’Infanzia si collocano in quella fascia dei servizi educativi e scolastici dove la formazione viene prima dell’istruzione; la propensione alla ricezione, l’interazione e lo stimolo diventano la prerogativa per preparare i bambini alla vita. Il progetto, voluto dal Comune di Parma e attuato da ParmaZeroSei, che gestirà la struttura in convenzione, prevede la realizzazione di un nuovo edificio destinato ad ospitare 4 sezioni di nido e 2 sezioni di scuola dell’infanzia, nella frazione di Corcagnano, 5 chilometri a sud della città di Parma. In totale saranno accolti 78 bambini di nido e 56 di scuola dell’infanzia.

Il costo complessivo dell’investimento a carico di ParmaZeroSei S.p.A. è di 2.870.000,00 €, a cui ha contribuito la  Provincia di Parma con un finanziamento di 214.091,29 € (L.R. 1/2000 e s.m.).
L’area è situata a nord dell’abitato, su un terreno sistemato a prato, che conclude il nucleo residenziale verso la campagna in un contesto di “confine”, tra costruito e ambiente naturale, in cui i due sistemi artificiale–naturale entrano a contatto ed il costruito cede spazio al paesaggio circostante caratterizzato da campi agricoli.

L'idea progettuale è quella di realizzare un edificio che si relazioni con l'ambiente naturale senza mimetizzarsi con esso, facendo da perno tra sistema edificato e spazio aperto.
La composizione si sviluppa tramite l'accostamento di due volumi longitudinali monocromatici. Questi volumi corrono affiancati lungo il lotto e vengono connessi fra di loro da due “scatole” che formano un giunto compositivo e funzionale, e si presentano come “eccezioni” per la loro forma e colore.
La copertura e le pareti perimetrali sono interamente realizzate in legno, rivestite da un coibente e definite con un colore bianco, nelle pareti ed in copertura, per mantenere l’unitarietà della forma architettonica.
La somma di queste articolazioni volumetriche, esterne ed interne, le sottrazioni nel volume, le ampie vetrate, i colori, il costante e diretto rapporto con la natura, e accattivanti eccezioni “le scatole”, concorrono a definire un edificio dinamico, che accresce gli stimoli percettivi dei giovani fruitori.
Il programma funzionale indicato dal Settore Servizi Educativi comprende 2 sezioni di Scuola dell’Infanzia, 4 sezioni di Nido d’Infanzia, spazi comuni per il gioco, per l’accoglienza, laboratori, oltre a spazi di servizio.
La superficie totale utile è di 1200 mq e dall'atrio di ingresso, dopo un “filtro” per la sosta dei passeggini, si percorre in una distribuzione longitudinale gli ambienti di servizio: la zona della cucina, gli uffici, la mensa-sala riunioni, i servizi per gli insegnanti e il patio verde che corre a lato del corridoio.
Sul lato opposto del percorso di distribuzione si raggiungono le due sezioni di Scuola dell’Infanzia, attraverso il primo volume per le attività collettive che manifesta la sua eccezionalità funzionale configurandosi come un cubo ruotato in sezione, che sormonta i due corpi principali: un prisma polifunzionale, dallo spazio interno raccolto e stimolante la cui struttura lignea è rivestita con stampe in quadricromia a disegni fantastici, quasi fosse la “stanza delle meraviglie”.
Il termine del percorso è uno spazio dilatato che distribuisce due sezioni del nido d'infanzia e la seconda aula per le attività collettive con le stesse caratteristiche della prima che si attraversa per raggiungere le due ulteriori sezioni del nido.
 
All’interno di ciascuna sezione, è previsto inoltre uno spazio, ancora più a misura di bambino, un vero e proprio “angolo morbido”, allestito con cuscini per permettere di riposare, sfogliare libri illustrati, dialogare e perché no, anche sognare.
Grande cura è stata posta alla progettazione degli spazi aperti nella convinzione che, oltre ad essere di ausilio allo svolgimento delle attività didattiche, partecipano alla qualità dello spazio architettonico.

L'area che separa il marciapiede stradale dall'ingresso alla scuola è uno spazio sistemato a prato fruibile anche dai cittadini, e, oltre alla rampa di accesso all'edificio scolastico, è provvisto di sedute in cemento e da essenze a basso fusto, tipo ciliegio, che definiscono un piccolo parco pubblico.
Lo spazio ad est antistante le due sezioni di Scuola dell’Infanzia è attrezzato da un sistema di ombreggiamento con tende a doppia vela triangolare. Grazie all’avvolgitore motorizzato, esse non solo garantiscono l’ombreggiamento delle vetrate nelle giornate più calde, ma definiscono spazi per l’apprendimento ed il gioco all’aperto schermati dai raggi solari, divenendo un vero e proprio prolungamento dello spazio porticato antistante le sezioni, con zone pavimentate con gomma antitrauma.
Nell'area a sud, dedicata all'asilo, lo spazio è interamente delimitato dal prolungamento dei muri perimetrali dell’edificio, così da definire un grande patio protetto, sistemato parte a prato, parte da pedane con pavimentazione antitrauma, che ripropongono il concetto di aule all'aperto, e parte da calibrati movimenti di terra che definiscono piccole colline o avvallamenti per il gioco dando l’opportunità ai bambini di percorrere spazi differenziati, per sviluppare anche nella corsa gli stimoli individuali.
 
Il progetto architettonico ed esecutivo è stato elaborato dall’Arch. Italo Jemmi su un iniziale progetto redatto dall’Ing. Silvia Ferrari del Comune di Parma.

La costruzione è stata affidata all’ATI Capogruppo C.A.S.P. Valle del Brasimone, società cooperativa di Bologna che è impegnata a rendere disponibile la struttura entro luglio 2014, mentre la direzione dei lavori è stata affidata all’Arch. Stefano Ferri di Parma. 


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  • Fabio

    21 Ottobre @ 23.17

    Cavoli, quanta gente. Hanno dimenticato di chiamare Giovanni Paolo Bernini & Co.

    Rispondi

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