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"Feste e movida in via Saffi? Si facciano proposte fattibili"

"Feste e movida in via Saffi? Si facciano proposte fattibili"
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 Gentile direttore,

approfitto della sua rubrica per rispondere alle richieste dei titolari dei locali di via Saffi e di borgo delle Colonne, comparse ieri a pagina 9 del vostro giornale. Lo faccio con totale spirito costruttivo, poiché alle legittime rivendicazioni dei commercianti vi è una concreta risposta e, al tempo stesso, proposta del Comune. Anzitutto è d’obbligo una premessa: le vie di Parma hanno pari diritto ad esercitare attività volte a migliorare la qualità della vita e della fruibilità delle strade. Per due motivi: contrastano insicurezza e invivibilità restituendo vitalità, socialità e integrazione alle nostre vie; inoltre costituiscono un forte deterrente contro la crisi dei locali. Su questo tema, ribadisco, la mia porta è e sarà sempre aperta. In particolare, a fine agosto, durante un incontro con un rappresentante degli esercenti di via Saffi e borgo delle Colonne ho fatto presente che il Comune è ampiamente disponibile nel discutere di nuove iniziative serali e infrasettimanali, concedendo chiusura della strada, patrocini, co-organizzazioni ed eventualmente anche qualche contributo laddove l’iniziativa lo meriti. Ma il rapporto tra istituzione e locali deve essere chiaro: il Comune mette la sua più totale disponibilità a far sì che questo avvenga, ma di contro gli esercenti devono saper proporre, assieme, serate ed iniziative concrete e fattibili. Porto l’esempio di via Imbriani o di borgo del Correggio, i cui commercianti si sono messi insieme e sono venuti nel mio ufficio con proposte per far vivere la loro via e, di conseguenza, le loro attività.
 Questo per dire che se si lavora in sinergia, se la strada intrapresa è proprio quella di ridare vita e colore alle nostre vie, se in sostanza Comune ed esercenti mettono in campo ognuno le proprie potenzialità, garantisco che non c’è nessun ostacolo, né difficoltà a rendere più vitali le nostre strade. A volte, purtroppo, l’idea che passa è quella di un Comune oppressivo che restringe le possibilità di crescita e di sviluppo. Ma un’idea come questa è a danno della città e del Comune stesso, e sarebbe autolesionismo. La proposta è del tutto contraria: collaborare svolgendo ognuno la sua parte, per riportare quell’efficienza, quel dinamismo e funzionalità che le nostre vie meritano. 
Cristiano Casa
Assessore al Commercio 
e alle Attività Produttive
 

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  • mauro

    06 Novembre @ 22.44

    il messaggio del nick claUdio delle 16.47 oltre che d squallIdo, gazzetta, e' istigazione; evocare la possibilita' che ci scappi il morto e' tanto quanto invocarla, con la speranza che qualcuno prenda i provvedimweni che si desiderano. e' una strategia dialettica tipicamente da nazista.

    Rispondi

  • Luca

    06 Novembre @ 17.41

    no al kebab, si ai tortelli d'erbetta

    Rispondi

  • claudio

    06 Novembre @ 16.47

    @ Il Folle: credi a me, amico! Vivo qui in Oltretorrente, nei pressi di Via D'Azeglio, da vari decenni e, credimi, so contare benissimo: tra pub MOLESTI E FRACASSONI, kebaberie, pizzerie al trancio e altre gozzoviglie assortite, siamo ben oltre i 10 locali da te segnalati! E, chi più chi meno, tutti fanno un casino infernale, precludendo i sacrosanti diritti dei residenti. Poco ma sicuro. Sarebbe ora di darci un taglio con questa becera inciviltà della movida! E per sempre! Concordo appieno con Daniele Cappelli, che ha messo a fuoco molto bene l'amarissima realtà in cui viviamo quotidianamente! Per intervenire e risanare la strada, dobbiamo aspettare che...ci scappi il morto????!!!! La situazione è molto molto tesa, come una bomba pronta a deflagrare.

    Rispondi

  • gianni

    06 Novembre @ 14.49

    La domanda da porre all'assessore sarebbe: una decisione tanto importante per la vita quotidiana di una strada si può basare solo sulla richiesta, per quanto ben articolata, di vi lavora soltanto in barba ai diritti di chi la abita e quotidianamente lotta per mantenere e tutelare la sua prima necessità (LA CASA). Passi per i permessi a pagamento per poter parcheggiare "comodamente" a debita distanza, passi per il costante incremento di IMU e TARES (o come meglio le si vorrà chiamare), ma anche la beffa di venir relegati in un angolino, poichè per il vantaggio di pochi si decide di azzerare i parcheggi o chiudere il transito la strada, questa assolutamente no, non sembrerebbe certo una scelta equa.

    Rispondi

  • Daniele Cappelli

    06 Novembre @ 12.13

    Interessante apprendere che nella nostra città anche le strade possono usufruire di privilegi e prerogative al pari delle persone fisiche come si apprende nella premessa d'obbligo della lettera in oggetto. Del resto l'esperienza maturata a seguito di numerosi incontri con esponenti del Comune, riunioni di quartiere e dell'assemblea dei 193 a democrazia surrogata, ha confermato che l'unica categoria esente dai diritti è quella che si trova nel sottoscala gerarchico evolutivo rappresentata dai residenti. Chi se ne frega se le leggi recitano di tutelare la qualità della vita e la salute delle persone? L'importante è foraggiare il cassetto di alcuni spacciatori di carburante alcolico e pure collaborare, anche con il contributo collettivo, alla crescita e sviluppo di quella realtà devastante e ignobile che in via D'Azeglio esprime il suo stato dell'arte. Di certo la sicurezza e la vivibilità nella movida sono garantite con esclusione di alcuni effetti collaterali tipo: furti di cellulari, bottigliate, devastazione ambientale e rari episodi di accoltellamenti. A proposito, che fine ha fatto quel regolamento della P.M. che doveva essere operativo nel mese di ottobre? Non per ultimo, sarà bene precisare che l'esempio di via Imbriani citato nella missiva si riferisce all'iniziativa di una associazione che annovera tutte le categorie di commercianti così come quei residenti che intendono far valere le proprie ragioni.

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