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'Ndrangheta: nuovi guai per la famiglia Grande Aracri

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Nuovi guai per la famiglia Grande Aracri. Dopo il recente provvedimento di sequestro preventivo di beni per un ammontare di tre milioni di euro emesso nei confronti del pregiudicato Francesco Grande Aracri 59enne residente a Brescello, ritenuto elemento apicale dell’articolazione 'ndranghetista riconducibile alla cosca Grande Aracri di Cutro, lo stesso 59enne e suoi due figli sono finiti nei guai per aver occupato abusivamente un’area demaniale adibendola a magazzino e deposito di beni delle loro aziende, ora sequestrata.
 I carabinieri di Brescello e di Reggio Emilia hanno infatti denunciato alla Procura reggiana il 59enne e suoi due figli di 30 e 23 anni, in quanto ritenuti responsabili del reato di concorso per invasione di terreni ed edifici.
 Per Francesco Grande, il reato è aggravato in quanto compiuto da persona oggetto di misura di prevenzione antimafia. Secondo le risultanze investigative, i tre avrebbero occupato in modo sistematico ed arbitrario l’area demaniale posta in Via Breda Vignazzi nel territorio del comune della bassa reggiana, con mezzi d’opera e numerosi attrezzi per uso edile, nonché con materiale da costruzione e di risulta. 
Si sarebbero anche riservati tale spazio al loro esclusivo uso, delimitandola con reti metalliche e da cantiere. Nell’ambito delle indagini altri due imprenditori (un ventitreenne ed una trentasettenne)  sono stati denunciati per lo stesso reato avendo anche loro occupato con materiale delle loro rispettive aziende la stessa area demaniale. 
Nuovi guai per la famiglia Grande Aracri. Dopo il recente provvedimento di sequestro preventivo di beni per un ammontare di tre milioni di euro emesso nei confronti del pregiudicato Francesco Grande Aracri 59enne residente a Brescello, ritenuto elemento apicale dell’articolazione 'ndranghetista riconducibile alla cosca Grande Aracri di Cutro, lo stesso 59enne e suoi due figli sono finiti nei guai per aver occupato abusivamente un’area demaniale adibendola a magazzino e deposito di beni delle loro aziende, ora sequestrata. I carabinieri di Brescello e di Reggio Emilia hanno infatti denunciato alla Procura reggiana il 59enne e suoi due figli di 30 e 23 anni, in quanto ritenuti responsabili del reato di concorso per invasione di terreni ed edifici. Per Francesco Grande, il reato è aggravato in quanto compiuto da persona oggetto di misura di prevenzione antimafia. Secondo le risultanze investigative, i tre avrebbero occupato in modo sistematico ed arbitrario l’area demaniale posta in Via Breda Vignazzi nel territorio del comune della bassa reggiana, con mezzi d’opera e numerosi attrezzi per uso edile, nonché con materiale da costruzione e di risulta. Si sarebbero anche riservati tale spazio al loro esclusivo uso, delimitandola con reti metalliche e da cantiere. Nell’ambito delle indagini altri due imprenditori (un ventitreenne ed una trentasettenne)  sono stati denunciati per lo stesso reato avendo anche loro occupato con materiale delle loro rispettive aziende la stessa area demaniale. 

 

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