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erba del vicino

Derby dei semafori: chi mette, chi toglie...

In arrivo un nuovo semaforo fra via Garibaldi e viale Mentana
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Così vicine, così lontane. Non c'è niente da fare: anche in epoca di dibattiti sull' "area vasta", Parma e Reggio sembrano spesso due città diverse e in certe cose opposte.

Anche in tema di semafori. Nei giorni scorsi, come ricorderà, Parma (che con Vignali fu "la città delle rotonde") ne ha annunciato un nuovo, all'angolo fra via Garibaldi e viale Mentana, con questa motivazione:

Il Comune annuncia che "presto verrà installato un nuovo impianto semaforico all'incrocio fra via Garibaldi e viale Mentana, frequente teatro di incidenti, che hanno coinvolto ciclisti e pedoni".
L'intervento è stato deciso dalla giunta e sarà realizzato da Smtp nel quadro di un riordino degli impianti presenti nel comparto Stazione - viale Bottego, allo scopo di aumentare la sicurezza e mettere ordine ai flussi di traffico.
Il nuovo semaforo a chiamata pedonale sul primo passaggio ciclopedonale di viale Mentana sarà connesso e coordinato con tutto il comparto, in modo da consentire l'attraversamento in sicurezza, in un punto in cui si sono verificati anche tragici incidenti nel recente passato. 
Nell'occasione si procederà a rivedere l'intera regolamentazione semaforica, coinvolgendo nell'operazione gli incroci semaforizzati presenti in zona.
L'intervento servirà a velocizzare le "fasi morte" attualmente presenti su viale Bottego per i bus in uscita dalla stazione e per i veicoli che si immettono in via Garibaldi, con introduzione di sistemi "intelligenti" per evitare periodo di verde senza flussi o viceversa periodi di rossi troppo lunghi in presenza di code. L'attuazione del progetto, in carico ad SMTP, costerà circa 60.000 €. L'esecuzione dei lavori è prevista entro giugno 2016.

Quasi in contemporanea, e con filosofia specularmente opposta, ecco che a Reggio annunciano invece la rimozione (a grande richiesta dei cittadini) del semaforo dentro la rotonda di piazza Duca d'Aosta. E il bello è che, anche qui, alla base della decisione si uniscono valutazioni sulla scorrevolezza del traffico e sulla sicurezza degli attraversamenti.

Insomma, la città delle "teste quadre" sceglie di tornare alla rotonda, e la città delle rotonde sceglie di tornare ai semafori. Parma-Reggio, che lavòr......

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  • gigiprimo

    18 Marzo @ 00.03

    vignolipierluigi@alice.it

    La gestione del pedonale/ciclabile sarà indipendente da tutti gli altri, come quello di barriera Repubblica, con un vantaggio non insistere su una rotonda. L'unico inconveniente sarà dato dagli autobus in contromano.

    Rispondi

  • davide

    17 Marzo @ 21.50

    Questa nota che avete pubblicato rappresenta un caso isolato... Credo non sia il caso di piangersi addosso giudicando solo quello che abbiamo davanti tutti i giorni senza alcun confronto esaustivo con le realtà vicine. Non so quanti di voi, come me, conoscono tanto bene Parma quanto Reggio e possono essere consapevoli delle proprie parole. Il tempo medio per gli spostamenti in auto ed autobus a Reggio è superiore rispetto a Parma: 1) Reggio ha un tratto parziale di tangenziale a nord e non ha una totalmente una tangenziale che passa per la zona sud (come se da noi mancasse interamente il tratto san pancrazio/campus/ ex salamini) 2) le arterie stradali principali di accesso alla città sono, nelle ore di punta e a volte non solo, congestionate con code tra i 2 e 3 km (misurati con contachilometri) da Cavriago, Rivalta, Albinea, Scandiano, Cadelbosco Sopra, Bagnolo). 3) La via emilia dalle 7,30 in poi è bloccata già a circa 3/4 km prima della città (Cella/Cadè vs. Parma e Masone verso Modena). Vi immaginate una coda continua che avanza a passo d'uomo da S. pancrazio a p.le santa croce? O da San prospero a San Lazzaro? 4) La via emilia, dal lato verso Parma, ha un raccordo all'unico tratto di tangenziale esistente (viale martiri piazza tien an men) in cui si procede a velocità che variano dal "passo d'uomo" ai 40 Km/h negli orari 7-13 e 15-19. 5) I famigerati viali di circonvallazione del centro storico (L'esagono) sono a 3 o 4 corsie, di cui 2/3 in una direzione di marcia, il restante nell'opposta: in tutta la loro estensione si incontrano semafori; svolte vietate ed inversioni di marcia possibili solo accedendo alle vie laterali e rientrando nella circonvallazione; 1 megaincrocio a Porta s.pietro che vanta ben 3 semafori in 70 metri per attraversare l'incrocio (meglio barriera Repubblica fidatevi), ed una sola rotonda in prossimità della quale sono posti nientemeno che 2 attraversamenti pedonali con un rosso infinito che normalmente blocca il traffico in tutte e 4 le strade che convergono nella rotonda (Porta santo stefano, viale timavo, via emilia. stefano, via emilia all'angelo, viale isonzo). 6) la città è cosparsa di semafori come se avessero preso i contributi per installarli e gli incidenti sono cmq frequanti. 7) I vantaggi: le piste ciclabili sono più curate ed accessibili ed i biglietti multicorse per gli autobus costano meno che a Parma (curiosità: gli autobus li chiamano tram, ma in realtà vanno tutti a gasolio e non esistono filobus elettrici).

    Rispondi

    • gianlucapasini

      18 Marzo @ 10.41

      Anche secondo me, che sono sia parmigiano sia reggiano e conosco le due città, la circolazione stradale a Reggio è ben peggiore e il trasporto pubblico fa schifo, ma veramente schifo, rispetto a quello di Parma (10:0 per Parma).

      Rispondi

    • 18 Marzo @ 06.53

      REDAZIONE - Il nostro era semplicemente un articolo di colore su una curiosità che si prestava a titoli e giochi di parole. Ben vengano le sue interessantissime considerazioni.

      Rispondi

  • sindaco

    17 Marzo @ 21.22

    vari incidenti e ingorghi hanno dimostrato che su alcuni passaggi pedonali CRITICI il semaforo A CHIAMATA è indispensabile. questi passaggi sono: barriera repubblica (di cui uno è stato fatto subito, l'altro in teoria è ancora provvisorio ed è stato fatto con colpevole ritardo); quello in oggetto di barriera garibaldi (anche qui in netto ritardo); quello in viale piacenza di fronte alla scuola bodoni (lì tutto in alto mare); quelli del petitot (fatti). probabilmente me ne dimentico altri. La necessità di questi semafori è presto detta: sono incroci con elevato flusso di pedoni e-o ciclisti, che, giocoforza (ma anche per maleducazione a volte), attraversano sempre alla spicciolata (non parliamo degli studenti del bodoni che al mattino vanno e vengono dal bar dal'altra parte della strada...) e costringono le auto a fermate interminabili con conseguenti code. Coi semafori a chiamata i pedoni si radunano a gruppetti durante il rosso e possono passare poi col verde. Se poi qualcuno vuole attraversare comunque col rosso, dovrà comunque essere lasciato passare, ma una bella "strigliata" (a ragione) dal guidatore di turno non gliela toglierà nessuno...

    Rispondi

  • Enzo

    17 Marzo @ 20.11

    Folli vuole ostacolare il traffico veicolare. Rimpiange la tangenziale coi semafori e quando dall'arco di san lazzaro a piazzale santa croce ci volevano 30 minuti

    Rispondi

  • Stefano

    17 Marzo @ 19.13

    campanilismo di m....

    Rispondi

    • 17 Marzo @ 19.39

      REDAZIONE - Vuoi mettere con la profondità del tuo commento...?

      Rispondi

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