Referendum

Bocciata la fusione tra Sant'Ilario, Gattatico e Campegine

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Sant'Ilario d'Enza: foto d'archivio

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Gli elettori bocciano la fusione fra i Comuni di Sant'Ilario, Gattatico e Campegine. Ieri si è svolto il referendum consultivo nei tre comuni: ha votato il 48,81% degli aventi diritto (8.372 voti, di cui 42 schede bianche e 31 schede nulle). Il "no" alla fusione fra i Comuni ottiene il 55,36% dei voti, il "sì" è al 44,64%. 
Oltre alla scheda sulla fusione, c'era quella sul nome da scegliere per l'eventuale Comune unico. Per questa scheda sono stati espressi 5.706 voti validi (1.946 sono le schede bianche, 682 le nulle). Il nome "Pianure Matildiche" ha ottenuto 2.523 voti, "Campidenza" 1.658 voti, "Tannetum" 1.525 voti. 

I numeri del referendum
I risultati del quesito 1 (si o no alla fusione)

I risultati del quesito 2 (quale nome per l'eventuale nuovo Comune?)


(file scaricabili in formato pdf, fonte Prefettura di Reggio Emilia)

FUSIONI TRA COMUNI: GLI ALTRI REFERENDUM IN EMILIA-ROMAGNA. Un sì, tre «ni» e due no. Cittadini perplessi nei referendum consultivi sulle sei proposte di fusione tenutisi ieri in 16 Comuni dell’Emilia-Romagna. Il voto ha coinvolto una popolazione di oltre 61.500 cittadini residenti in cinque diverse province dalla regione: il sì alla fusione ha prevalso con nettezza solo nel ferrarese per Mirabello e Sant'Agostino; controverso l’esito nel riminese tra Mondaino, Saludecio e Montegridolfo (il no di Saludecio contraddice il sì degli altri due comuni); nel bolognese per i tre comuni imolesi di Borgo Tossignano, Fontanelice e Casalfiumanese (contrari i primi due, favorevole il terzo); stessa musica nel reggiano per Campegine, Gattatico e Sant'Ilario d’Enza (no dai primi due, sì da Sant'Ilario). Mentre il no è stato netto e unanime nel piacentino: sia tra Bettola, Farini e Ferriere, sia tra Ponte dell’Olio e Vigolzone.
Nel dettaglio nel ferrarese a Mirabello il sì ha prevalso per un’incollatura (50,69% con 438 voti validi) e più decisamente a Sant'Agostino (1.216 voti validi, pari al 59,49%). Unanime anche la scelta del nome da dare all’aggregazione, che per i cittadini dev'essere Terre del Reno, scelta indicata dal 58,52% dei votanti di Mirabello e dal 57,34% di Sant'Agostino.
Sotto e lungo il Po le proposte di fusione sono state tutte accolte con distinguo. Da est a ovest si parte nel riminese con Mondaino, Saludecio e Montegridolfo: Saludecio, il più popoloso, ha detto no con 612 voti validi, pari al 58,23%. Sì alla fusione da Mondaino e Montegridolfo: dal primo comune con 412 voti, pari al 69,48%; dal secondo con 405, quasi un plebiscito, visto che l’indice percentuale è del 92,89%. Ordine sparso anche sul nome scelto: Mondaino preferisce Castelli malatestiani (117 voti), Saludecio vorrebbe Sant'Amato (306 voti), Montegridolfo opziona Trecastelli di Romagna con 135 voti.
Nell’imolese in provincia di Bologna, Borgo Tossignano ha detto no con 638 voti validi (57,12%); Casalfiumanese sì con 591 voti (53,34%) e Fontanelice no con 451 voti (59,5%). Il nome Valsanterno va bene sia a Casalfiumanese che a Fontanelice (52,29% e 46,63% rispettivamente le percentuali di preferenza dei due comuni), mentre Borgo Tossignano preferirebbe Borghi del Santerno con il 39,71%.
L’ultimo dei tre «ni» su sei consultazioni riguarda il reggiano. No alla fusione da Campegine e Gattatico col- rispettivamente- 75,16% e 64,08% (1.634 e 1.625 i voti validi favorevoli), sì dal più popoloso Sant'Ilario d’Enza, che ha licenziato la pratica favorevolmente con 2.254 voti validi, pari al 62,80%.
No secco alle due proposte di fusione nel piacentino. Bettola, Farini e Ferriere hanno detto stop rispettivamente con il 67,45% (833 voti), il 52,64% (279 voti) e il 75,12% (465 voti). 

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  • bastiano

    17 Ottobre @ 13.54

    Purtoppo questi referendum sono sempre mal posti perchè aggirano il tema vero della questione che è legato alle risorse e, in definitiva , del "chi paga". E' brutto dirla così ma di fatto è così. Tenere in piedi comuni piccoli che sono spesso e palesemente sbilanciati a livello di risorse economiche , diventa un problema per tutti gli altri. quindi l'esito , come minimo, dovrebbe essere valutato sulla base della maggioranza della base dei votanti altrimenti è ovvio che un comune di poche anime ben motivate al NO la spunterebbe sempre. Mi sembra chiaro che se vuoi restare "piccolo" o hai grandi risorse , cultura, storia per rivendicarlo oppure noi sei nessuno e non hai alcun peso. ZIbello e Polesine lo hanno capito mentre certo non comprendo ragioni differenti fra Gattatico e S.Ilario. In concreto la gente dovrebbe sapere se si può permettere di tenere e pagare non solo Sindaco e Consiglio ma anche amministrazione, ragioneria generale, ufficio tecnico, guardie con relativi capi, impiegati per gli uffici , anagrafe, portieri e scopini. Se tutto viene visto in ottica dei posti di lavoro e stipendificio allora è chiaro che più ce ne è meglio è. Però poi non lamentiamoci se aumentano tasse ed i servizi rimangono scadenti. Poi è chiaro che come in tutte le cose ci sono diverse sfumature e diversi compromessi ma di fatto la questione è tutta là.

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