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Libero mercato per gas e luce, un incubo

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Richieste sempre più pressanti al telefono, ma adesso addirittura «visite» a casa di addetti (di varie aziende) per convincere i malcapitati cittadini-utenti a cambiare le condizioni dei loro contratti di fornitura di energia elettrica e gas metano.

La cosiddetta «liberalizzazione», invece di essere un'opportunità, si sta di fatto trasformando negli ultimi tempi quasi in una sorta di incubo per le persone, spesso anziani, che si trovano a far fronte a un numero sempre maggiore di richieste di effettuare un cambiamento che viene presentato come sempre migliorativo. La testimonianza della collega Chiara Cacciani, che pubblichiamo in questa pagina, è però emblematica di un modo di agire che, anche se attuato da persone che hanno un regolare mandato da parte delle aziende per cercare nuovi «clienti», può a volte creare disorientamento ai cittadini.

Iren, una delle aziende interessate, assicura «controlli sulla correttezza dell'operato» di questi addetti e annuncia provvedimenti nei confronti di chi non rispettasse le regole imposte dall'azienda stessa. Il punto è che, dopo le pressioni telefoniche», adesso si sono attivate anche quelle «a domicilio». r.c.

Arrivano a casa: «Mi faccia vedere la bolletta: adeguamento tariffario»

Chiara Cacciani

Stavolta è capitato a me. Che per una serie di sfortunate coincidenze ho aperto la porta di casa e mi sono trovata davanti un quarantenne dal piglio deciso e un cartellino con la scritta Iren.

«Salve. Stiamo facendo il giro delle case perché c'è stato un adeguamento tariffario per acqua e luce, e se mi fa vedere l'ultima bolletta posso controllare che sia tutto a posto».

Segnatevelo, il pretesto ufficiale della visita: «Adeguamento tariffario». Con controllo della bolletta.

No, grazie, ho risposto io. «Come "no"?», cade dal pero lui. «Non saprei dove trovare la bolletta, in questo momento», è la prima scusa per chiudere la faccenda.

«Non sa dove trovarla??? E chi tiene la contabilità in questa casa?», è la sfacciata – e ignorante – risposta dell'uomo col cartellino. Che poi – sempre con faccia da schiaffi - mi invita a fare outing e ad ammettere che non mi fido (e ci mancherebbe!), mi sfida a telefonare al numero verde per verificare il suo nome e mi comunica - in un mix tra l'esasperato e il minaccioso - che se non risolverà lui la questione, dovrò presentarmi entro il 31 gennaio nella sede Iren.

«Perfetto, grazie, farò così».

Anzi, no. Appena richiusa la porta ho davvero telefonato al numero verde Iren. Dove una voce gentile mi dice che non c'è stato alcun adeguamento tariffario, e che non bisogna mostrare a nessuno la bolletta. «Anche perché non si sa quell'uomo se era davvero di Iren o no».

E a questo punto nella mia testa suona un campanellino. «Perché, mi scusi? Poteva essere un vero operatore Iren?». Secondi di imbarazzo dall'altro capo del telefono, e poi: «Beh, sa, sono quelli del libero mercato.. Prendendo i suoi dati sulla bolletta le avrebbero fatto un contratto». Incredula. Penso di non aver udito bene. «Potevano farmi un contratto senza che io lo firmassi??».

«Eh, è il libero mercato...». Libero mercato ma anche tanta confusione. Perché che c'azzecca l'adeguamento tariffario che sarebbe già avvenuto con un nuovo contratto? E soprattutto, la chiarezza dov'è? E le anziane e gli anziani a cui hanno suonato il campanello l'avranno capito o saranno andati in confusione?

Perché va bene che ci sia da stare all'erta per i truffatori. Ma chi se lo aspetta che a confondere siano dei veri operatori autorizzati?

Iren: «Allontaneremo gli agenti scorretti»

Questa la risposta di Iren. «Per proporre le offerte commerciali di energia elettrica e di gas sul mercato libero, Iren si avvale della collaborazione di soggetti esterni che, per effettuare tale servizio, utilizzano anche la modalità “porta a porta”.

La vendita “porta a porta”, attraverso una rete di agenzie qualificata, non è specifica di Iren Mercato ma è un modello consolidato per la vendita di prodotti su mercato libero adottato da tempo da numerose e grandi aziende. Nell’utilizzo delle agenzie esterne, Iren Mercato pone tutta l’attenzione necessaria – sia preventiva e sia di controllo – per garantire la correttezza del comportamento degli agenti (dal processo di selezione ai controlli sull’operato dei singoli).

Inoltre, Iren effettua tutte le verifiche necessarie, a seguito di segnalazioni dei clienti, su atteggiamenti non corretti da parte degli agenti e, certificati tali comportamenti, può procedere anche all’allontanamento del singolo agente che è, come ovvio, responsabile del proprio comportamento.

Per garantire la massima trasparenza, gli agenti sono obbligati a qualificarsi e i cittadini possono chiederne conferma attraverso il numero verde del call center.

Come ultima precisazione, il processo di vendita tramite “canale porta a porta”, non può concludersi senza contratto firmato e sono previsti numerosi step di controllo e validazione da parte di Iren Mercato, nonché la facoltà dello stesso cliente, che avesse ricevuto un contratto non richiesto, di esercitare i diritti di ripensamento.

Sul sito internet www.irenmercato.it possono essere reperite tutte le informazioni utili ed i numeri telefonici utili per potere contattare direttamente gli uffici commerciali di Iren Mercato».

Fino al 2018 bollette divise tra mercato libero e tutelato

Per quanto riguarda l'energia elettrica e il gas, a differenza di quanto avviene per l'acqua, da qualche anno è stata attuata la liberalizzazione del mercato. Questo significa, in teoria, che i cittadini possono scegliersi liberamente (e senza costi aggiuntivi) sia il fornitore che il tipo di contratto che ritengono più convenienti per la propria tipologia famigliare.

Il problema più importante riguarda proprio quest'ultima tipologia di scelta: con la liberalizzazione, infatti, è stato diviso il mercato tra «tutelato» e «libero». Nel primo caso, in cui rientrano circa il 75% degli utenti, le tariffe sono quelle decise dall'Authority per l'energia, nel secondo, invece, sono le aziende fornitrici a scegliere a quali costi e con quali formule offrire la fornitura. Chi non ha fatto scelte rientra ancora nel mercato «tutelato» (riservato a famiglie e piccole imprese) che però dovrebbe essere soppresso a partire dal 2018. Il problema è che, nel mercato libero, le offerte sono spesso difficili da capire a causa dell'astrusità delle bollette e il rischio concreto è di scegliere così un profilo con costi più alti del «tutelato».

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