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maria guida

«Prima lo stretching. E poi dosate le energie»

I consigli della campionessa che ha corso due volte la Cariparma. «La cinque chilometri l'anno scorso, “in incognito”»

Maria Guida

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Mancano circa due settimane alla Cariparma Running 2015. Dopo quelli sull’alimentazione, gli allenamenti, la preparazione atletica, oggi i consigli arrivano da una podista che la Cariparma l’ha corsa e che anche in questa gara ha saputo lasciare un segno indelebile. Maria Guida ha 49 anni e corre da quando ne aveva 13. «Mia madre non voleva, ma io seguivo i miei fratelli che gareggiavano. Poi sono riuscita a correre la mia prima competitiva e da allora non mi ha fermata più nessuno. Alla fine mia madre si è rassegnata e io ho iniziato a calcare prima la strada e poi la pista». E sia in strada che in pista Maria Guida ha raccolto soddisfazioni.
Nel 1999, quattro anni dopo aver stabilito il record italiano femminile sui 10 mila e tre anni prima di conquistare la vittoria europea in maratona, è venuta a Parma a correre la 21 km: un «lungo» di allenamento in vista della maratona di Carpi. Era la prima edizione al femminile della mezza maratona targata Cariparma Running (fino all’anno precedente solo maschile) e quel «lungo» le portò bene: vinse, stabilendo quello che ancora oggi è il record femminile della gara (un'ora e 11 minuti) e anche un mese dopo a Carpi, segnando il suo personal best sulla 42 km (2h 25’ 57’’) e registrando il nuovo record – ancora imbattuto – della Maratona d’Italia.
«Ancora non vivevo a Parma – racconta – e ricordo che il percorso mi sembrò bellissimo, perché toccava alcuni dei punti più belli della città». Non è stata l’unica volta che ha corso la Cariparma: «L’ultima un anno fa, ma la 5 km, “in incognito”. Ci tenevo a dare il mio contributo per la raccolta benefica».
Oggi pensa a chi sta per affrontare questa gara per la prima volta. «A chi non è abituato a correre almeno 2-3 volte a settimana consiglio la 5 km; buttarsi in una 10 km senza avere abbastanza chilometri nelle gambe vorrebbe dire non finirla o finirla male, faticando troppo o con qualche fastidio fisico. Si perderebbe il gusto della corsa e anche la voglia di provarci di nuovo e sarebbe un peccato. Meglio andare per gradi».
Quanto agli obiettivi, dice Maria, ognuno ha i suoi: «C’è chi corre solo per tenersi in forma e fare attività fisica. A loro consiglio di correre in compagnia, perché aiuta a sentire meno la fatica e rende l’allenamento più piacevole. Chi invece ha obiettivi di tempo, di qualunque tipo, deve seguire una preparazione specifica. Se non ci si allena con criterio e con metodo non si ottengono risultati. La cosa migliore è farsi seguire da un preparatore, qualcuno che abbia un po’ di esperienza, e che sappia definire un programma».
Maria Guida lo sa bene; lei stessa segue alcuni podisti: «Anche tra gli amatori c’è la voglia di migliorare, di superare i propri limiti. Certo, i risultati non si conquistano in pochi giorni: servono mesi, a volte anni, ma la costanza prima o poi paga, anche in gara».
Già. La gara. Per chi si è posto l’obiettivo di correre la sua prima Cariparma Running, il 13 settembre 2015 sarà il grande giorno: «E’ importante, nell’ultima settimana, fare delle sedute di allenamento adatte, tra lenti, progressioni e ripetute a ritmo gara. C’è chi non corre mai il giorno precedente, per il timore di affaticarsi troppo: io l’ho sempre fatto, perché mi aiutava a “sciogliere” le gambe, ma ai fini della preparazione non fa differenza, quindi è giusto che ognuno faccia quello che si sente».
Qualche consiglio da esperta? «Prima della partenza fate almeno 15’ di riscaldamento, 5’ di stretching e qualche “allungo” in progressione. Partite piano, senza strafare, per dosare le energie, ma se, presi dall’entusiasmo, doveste partire troppo forte cercate di trovare appena possibile il vostro passo, quello che avete testato in allenamento e mantenetelo. Approfittate degli spugnaggi per rinfrescarvi ma, se non è necessario, non fermatevi. Se agli ultimi due chilometri vi accorgete che la respirazione è ancora regolare, allora provate ad accelerare».
E se dovesse sopraggiungere la voglia di mollare? «Se è per un problema fisico, un fastidio che non passa o uno stiramento, fermatevi, per non rischiare di peggiorare le cose. Se invece è un problema “di testa”, rallentate, fate dei respiri profondi, riempitevi di energie e pensieri positivi e provate a ripartire. Infondo l’obiettivo è arrivare al traguardo».

Aspettando la Cariparma Running: guarda tutti gli articoli del nostro speciale

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